PAGINA DELL'ARTISTA ELENA OSTRICA

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Mistero  
   
   

 

Elena Ostrica nasce ad Avellino, capoluogo della verde Irpinia, quartogenita di sette figli (cinque sorelle e due fratelli). Riceve la sua prima formazione artistica presso l’Istituto d’Arte di questa città.

Poi, in collaborazione con due sue colleghe, allestisce un “Atéliér di pittura” e ispirandosi ad alcuni artisti impressionisti, sperimenta la tecnica dei colori ad olio (si ricordano: “Ballerine” (Degas), “Il vecchio chitarrista cieco” (Picasso), “Girasoli” (Van Googh), e alcuni paesaggi (Monet e altri).

Consegue il diploma di “Maestro d’Arte”.

Si abilita per l’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte.

E’ residente dal 1980 a Salerno  - Abitazione e studio Via Alfredo De Crescenzo, 5

   Elena Ostrica è pittrice a tutto campo. Nel corso della sua lunga esperienza artistica, ha, infatti, sperimentato le tecniche più varie: passando dal figurativismo a una sorta di surrealismo, evocativo di paesaggi e personaggi. Il passaggio è importante, perché suggella una visione dell’arte particolarmente consapevole, che porta la pittrice a suggerire più che a descrivere, a tendere le figure in uno spazio più dilatato, capace di conferire loro un più segreto e significativo valore simbolico. Il tutto, ricongiunto a una sempre più consapevole vocazione poetica, che ella coltiva da sempre, in una intima, intensa corrispondenza di colori e suoni, di immagini e parole, che si richiamano, per affermare la unitaria visione della vita, attraverso una comune esperienza artistica e letteraria. Chi dipinge e, insieme, scrive è, più che mai, esposto al miracolo della creazione, della sorpresa, nel senso che chi compie questa operazione è, sostanzialmente, dipinto e scritto da una energia, che lo sovrasta e lo possiede, interamente, portandolo a scoprire territori inediti e imprevisti. È questa la sfida, sempre più tenace ed audace, che Elena, prima che a un ipotetico lettore della sua opera, rivolge a se stessa, convinta che sempre nuovi orizzonti si possono schiudere a un’arte, che si ripropone come incanto e stupore di un mondo, sempre più da amare e da scoprire.

Francesco D’Episcopo    

 

 

 

 

CRITICA

 

Lirico incontro tra cielo e terra

…Guardando con “occhio” ora incantato ora disincantato la natura e la quotidianità  umana che la anima, Ella Elena Ostrica le “ferma” sulla tela e nei versi con una tecnica che sembra rispondere alle esigenze di un gusto e di una estetica singolari: “il pittoresco e il sublime”, cioè il racconto della soggettività dell’artista attraverso le forme ora geometriche ora evanescenti  ora realistiche ora metriche in un inconfondibile linguaggio essenziale, delicato, solare. Questo linguaggio si traduce in  una religiosità che si traduce in una peculiarità: la verticalità, “metafora dell’incontro fra cielo e terra”, a suggellare, nelle tele come nei disegni, negli acquerelli, nelle poesie, l’originalità di tanta arte, a denunciare nel contempo l’umiltà del “rubare” al Creato

Prof. Lelladelprete, critico   

Alla ricerca della verità e della bellezza

Elena  Ostrica è artista completa e, come tale, esprime il suo io in forme varie e poliedriche, alla ricerca della verità e della bellezza, spaziando dalla pittura alla poesia, all’impegno sociale…                                                                                Se si è concordi con Heidegger che l’arte è sete di conoscenza  e non semplice evasione dalla realtà, si comprende che Elena Ostrica, interrogando la natura e le cose che la circondano, interroga se stessa e traduce le soluzioni in immagini di bellezza. Attraverso la pittura, ella opera una mirabile sintesi tra elementi appartenenti al mondo della conoscenza reale e le sue  profonde esigenze spirituali. Pertanto in essa si esprime sempre il potere attivo della vita, con afflato che sembra venire da un’energia continuamente rinnovantesi.

Prof. ssa Antonella Sparàno Ristori, Dirigente Scolastico - critico        

 

 Sbalzi di bravura e fermenti dell’anima

Non ha fatto anticamera Elena Ostrica, per entrare nell’universo degli artisti. La molteplicità dei soggetti, l’esecuzione differenziata, umorale, gli “sbalzi” di bravura, il linguaggio della tavolozza, sempre eccellente, danno idea dei fermenti che occupano - o meglio invadono – l’anima di questa artista. Dichiarano una lotta senza requie con l’arte, per tenerla docile al proprio servizio.   

 Il suo curriculum indica solo vittorie.

Molti meriti le vanni ancora tributati per la sua opera a favore della Cultura, prova ne sono le testimonianze di penne eccellenti. 

Dott. Antonio Trivellini                                                                                                                                                     Presidente Accademia “500” (Roma) da “Il corriere di Roma”                              

 

 

Un felice incontro tra idealità e realtà

Nelle personalissime tele di Elena Ostrica si coglie la peculiare essenza dell’intelligenza creativa capace di trasformare la realtà  in un elevato valore estetico.

Guardando, infatti, le sue opere dal mio punto di vista filosofico, percepisco quel felice incontro tra “idealità e realtà”, che caratterizza la vera opera d’arte e che Martin Heidegger aveva evidenziato nel saggio “L’origine dell’opera d’arte”.

Elena Ostrica, come ogni vero artista, pur partendo da forme preesistenti, ne crea delle nuove, seguendo regole proprie. Ella crea una spinta interna, per un bisogno immediato di comunicare la ricca valenza emozionale presente nel proprio inconscio; trasmette, pertanto, il proprio mondo interiore, attraverso genialità, sensibilità e sapienza tecnica.

Di fronte alle sue opere non si può essere spettatori passivi.

                                                                          Prof.ssa Elisa Sparàno Bosco, filosofo e critico