PAGINA DELL'ARTISTA GIULIANA CAPOCCHIA

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L'ultima offesa

La stanza delle ragazze

   
   

Capocchia Giuliana è nata a Corciano il 27.07.1956, diplomata scuola secondaria superiore e impiegata presso il Comune di Corciano.

Nel 2004/2005 ha potuto concretizzare la innata passione per il disegno frequentando i corsi serali - sezione pittorica - presso l’Istituto d’Arte Bernardino di Betto di Perugia e conseguendo così il diploma di Maestro d’Arte; successivamente ha frequentato e tutt’ora frequenta le botteghe di famosi pittori umbri; é iscritta all’Associazione Culturale “Nautartis” – Pauselli ed Orsini - di Gubbio con la quale ha partecipato a varie iniziative fra le quali la collettiva “Arte Pittorica al femminile” – Marzo 2010, città di Spa (Belgio) premio “medaglia d’oro città Spa” – Giugno/Luglio 2010 e mostra collettiva a Cacciano (Fabriano) nel 2011 e attualmente 3^ edizione di Arte al femminile – Arconi Palazzo dei Consoli a Gubbio dal 5-20Marzo 2012.

 

Ha partecipato con mostre collettive presso varie località del territorio umbro, nonché con mostre personali è stata presente al “Corciano Festival” ediz. 2007-08-09-2010 e “Mugnano – i muri dipinti – Luglio 2009 e Luglio 2011.

 

E’ stata inserita come artista nel “Albo Pittori e Scultori” anno 2010/11, curato dall’Associazione “ITALIA IN ARTE” di Brindisi e nel periodico d’arte “BOE’” nella pagina  curata dalla critica Dott.ssa Caterina Randazzo.

 

CRITICA

 

La maieutica artistica di Giuliana Capocchia

Paesaggi dalle calde cromie del giallo, dell’ocra e dell’arancio, ma anche donne imponenti, alcune dallo sguardo triste, ricurve su se stesse. Questi i temi principali che la pittrice Giuliana Capocchia affronta nelle sue tele......

L’artista ha poi iniziato una profonda ricerca e sperimentazione artistica, ha cercato l’humus primordiale che muove la sua mano sulla tela ed è approdata alla pittura figurativa. In questi anni c’è stata una grande evoluzione in Giuliana, da creazioni prettamente paesaggistiche, oggi ci troviamo davanti una pittrice che ricerca l’essenza più vera di ciò che dipinge. Un traguardo importante quello che l’artista ha raggiunto. Il saper cogliere e trasmettere l’anima più profonda e vera di ciò che crea.....

Passato, presente e futuro si annullano sulle tele dell’artista e ciò che rimane è solo la bellezza di aver saputo cogliere attimi unici ed immortali.....

Un pò Madonne, un pò popolane, un pò sante ed un pò meretrici, questo l’universo femminile che Giuliana ama raccontare sulle tele. La donna colta in tutte le sue tante sfaccettature, nei suoi mille contrasti. .....

Agosto 2009                                                                     Sonia Terzino  - gionalista e critica d’arte

 

Le donne artiste (rivista BOE’ – luglio-agosto 2011)

 

Giuliana Capocchia non ricerca il taglio fotografico o realistico del ritratto, ciò che colpisce è quel senso di movimento, la caratterizzazione delle espressioni, il rigore tecnico che lo distingue nell’applicare i colori e trattare la luce che, sempre bianca, viva, lucente, quasi a “neon” affronta in un’indagine fisiognomica il soggetto e lo pone in netta evidenza rispetto allo sfondo scuro. Una donna, vicina al mito della “femme fatale”, egregiamente interpretata da questa brava artista.

 

                                                                                                          Dott.ssa Caterina Randazzo

                                                                                                          Critico d’Arte

 

Rivista “Arte e Cultura” – Dicembre 2011 – Milano

-         Commento critico all’opera “Ultima offesa” – olio su tela – cm. 70 x70 – anno 2011-

 

Nell’intensa espressione pittorica dell’opera di Giuliana Capocchia si ha modo di constatare la solidità della costruzione plastica, la sintesi luminosa e cromatica del dipinto che sottolinea con particolare energia il dramma della violenza sulle donne.

Capocchia è un’artista dal notevole profilo tecnico ed espressivo. Già da diversi anni partecipa ad importanti rassegne e mostre personali.

                                                                                                          A cura di Aoristias