PAGINA DELL'ARTISTA SERGIO GIANLUCA NOTTI

-clicca per ingrandire

 

Incontri

 
   
   

Sergio Gianluca NOTTI nasce ad Alessandria il 5.5.1970.

Ufficiale della Marina Militare Italiana a partire dagli anni novanta; durante gli studi presso l’Accademia Navale, crea le sue prime opere, legate alla natura ed agli oggetti quotidiani, dove esprime  emozioni e sentimenti attraverso i colori.

Successivamente, la nascita del figlio nel 2007 porta Notti a profonde riflessioni sull’uomo ed alla netta convinzione che la pittura non deve essere solamente uno strumento per rappresentare la natura e il mondo circostante, ma un forte mezzo di comunicazione di ideali, concetti e principi umani. Nascono così nel 2009 le opere astratte, nell’ambito di un’analisi psicologica legata ai bambini e all’essere umano, come “Ottimismo e pessimismo”, “Il giardino dell’innocenza”, “La via della conoscenza” e “Quale futuro?”.


Laureato in fisica, crea sempre nel 2009 le opere della “Physics Art”,  per rappresentare le leggi della fisica con i colori. Attraverso la pittura, la fisica diventa quindi arte, in particolare l’arte della causa e dell’effetto, applicata ai colori, secondo un linguaggio rigoroso, che è quello fisico – matematico.

Nascono così “Diffrazione del Rosso”, “Legami”, “Cavalcando un raggio di luce” e “Big Bang di colori” che danno l’avvio al filone artistico della Physics Art.

 

Nel 2010 viene selezionato dall’artista Cecilia Martinelli per la grafica, la capacità di sintesi delle sue opere e la comunicatività delle stesse ed è ospite di alcune trasmissioni televisive culturali, tenute dalla stessa artista, anche nell’ambito del progetto Fashion Paint, della Martinelli-Art.  

È inoltre presente sul Catalogo d’Arte Moderna 2011 e 2012 edito dalla Mondadori.

 

Curriculum

·         Semifinalista al concorso Spazio Arte 2009 della galleria Spazio Arte  (Novembre 2009).

·         Partecipazione alla collettiva a Palazzo Granaio (Milano) (Novembre 2009).

·         Esposizione alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini durante la serata di gala del MAK P 100 insieme all'artista Cecilia Martinelli (Aprile 2010).

·         Partecipazione a Marzabotto Arte TV insieme all'artista Cecilia Martinelli nell'ambito delle trasmissioni condotte dalla stessa, dedicate alla cultura italiana e al progetto Fashion Paint  (Maggio 2010).

·         Partecipazione alla Fiera d'Arte Contemporanea di Forlì presso lo stand della Martinelli-Art  (Novembre 2010).

·         Selezionato per il Premio Internazionale Tokyo 2011.

Critiche

Critica della Dott.ssa Maria Fontana

Nella stanza vaticana dedicata alla filosofia, Raffaello ci tratteggia Platone nella figura di un vecchio austero, nobilitato dalla barba fluente, con l’indice rivolto verso il cielo. Un semplice cenno sorregge e stigmatizza il senso complessivo di tutto il suo pensiero. Lì dove la luce pulsa alla sua massima intensità, viene indicata la sede originaria di ogni forma e di ogni saggezza, poiché nell’alto dei cieli, in un luogo che all’uomo non è dato raggiungere con la fisicità del corpo e gli è possibile immaginarlo solo con la mente, si identifica l’imminenza della parola divina e quindi della creazione tutta.  La luce  dunque diviene concetto che sottende all’intera opera. La luce è anche il soggetto dell’ultima ricerca pittorica di Sergio Gianluca Notti.   Cerchiamo di comprenderci.  Il lavoro di Notti non è spirituale e non è uno strumento per giustificare e difendere una dottrina concettuale dell’arte. E’ invece il dialogo che egli ha con il mondo, per esplorarne tutte le possibilità per mezzo della  psicologia e della fisica del colore, della luce. Sergio Gianluca Notti si rende conto che c’è un nesso forte tra psicologia, concettualità e creatività e tutte confinano con la sua pittura. Io ritengo che questa sua ricerca debba essere obbligatoriamente continuata giacché, il confronto tra la sua coscienza e il fare pittorico attraversa la sua esistenza carica di umori, sentimenti e pathos e si esprime in una ricerca pittorica in continua evoluzione.

Sergio Gianluca Notti deve continuare ad intingere i pennelli nel registro del sentimento, perché è lì che trova ragione d’esistere la sua ricerca, il suo indagare, con mezzi espressivi sempre diversi, i temi fondamentali della vita chi siamo? da dove veniamo? dove stiamo andando?   E scrutando attentamente i suoi dipinti è possibile cogliere, magari tra le nuvole di uno sfondo azzurro, il sogno di un mondo migliore.

                                                                                                                      Maria Fontana

 

Critica della Dott.ssa Cecilia Martinelli

Ufficiale della marina militare, artista di questo tempo rende merito all’arte, dove le opere non solo hanno uno sviluppo stilistico pittorico, ma inneggiano alla filosofia del pensiero dimenticata dal mondo di oggi.    

                                                                                                                      Cecilia Martinelli

  

Critica della Dott.ssa Tiziana Ferrara

Interpretare il linguaggio artistico di Sergio Notti non è stato affatto semplice, per chi ritiene una recensione un momento necessario per decodificare ad uso del fruitore espressioni altrimenti incomprensibili in una società come la nostra, dove regna l’esperienza vicaria, mediata, impersonale. E’ stato necessario superare le difficoltà di un linguaggio molto specialistico, per comprendere che l’artista partendo da un approccio – derivante dal positivismo logico – approda, a quella linea analitica nell'arte che confina per un tratto importante con la matematica. Notti, realizza questo connubio arte/scienza non nei termini di una pedissequa applicazione all'arte ma di una riutilizzazione delle sue procedure, in una sorta di meta-matematica che, simulando l'indagine di Hilbert, ha come sbocco una meta-arte. 

Il rapporto arte e scienza si può ritrovare sin dal primo periodo dell’artista, in una prima fase in cui si dedica a temi naturalistici e alle figure, smorza i colori e procede alla ricerca delle linee essenziali dei soggetti che rappresenta. Così facendo, il quadro si trasforma in rappresentazioni schematiche  tanto nei soggetti come nell’opera “Il Cadetto e la ragazza”, quanto nei paesaggi come “Serenità”. In un secondo tempo sul piano compositivo l'immagine si caratterizza per l'intersecarsi di linee verticali e orizzontali, che delimitano campiture quadrate e circonferenze, quasi a voler contenere, proteggere e indirizzare l’occhio di chi guarda e a rendere invulnerabili i soggetti scelti.

Tutto ciò è importante per scavare nel rapporto tra arte e scienza, anche se riveste l'arte di uno statuto provvisorio, dove la provvisorietà consiste nella sospensione della possibilità di restituire allo spettatore un linguaggio, una rappresentazione compiuti, non frammentari. E dove per rappresentazione non si intendono immagini riprodotte dalla visione dell'artista, ma di quel che l'arte significa di per se stessa. La verifica di questo tipo di analisi si sposa molto bene all'arte concettuale che, come tutte le tendenze che seguono un'impostazione analitica, sceglie solo frammenti di una realtà ancora tutta da capire come traspare nell’opera “Quale futuro?”: tasselli di un discorso che non viene mai completato, forse anche perché è proprio dell'approccio analitico la non-ricostruzione di una visione onnicomprensiva e, perciò, un lasciare in sospeso. Esso è infatti una tecnica, un metodo del farsi, mai di un arrivare.

Da questo punto di vista, come lo studioso Menna[1] ha scritto, esiste una straordinaria risonanza tra l'enorme espansione e frammentazione della scienza e l'approccio analitico dell'arte contemporanea. Come se il senso dell'arte si fosse ad un certo punto estroflesso avendo cominciato a interrogarsi sulla sua verità, ossia sull'idea che ha di se stessa. Un'impostazione che Notti nelle ultime opere del periodo Physics Art, conduce all’esplosione, come succede nel quadro “Cavalcando un raggio di luce”, in cui linee e colori si impattano e fanno da sfondo al raggio di luce laterale che finisce per materializzarsi in un cavallo a galoppo, simbolo del dinamismo e della velocità che ci fa perdere la percezione della realtà che conosciamo.

L'analisi delle opere di Notti mi fa concludere con quanto già Menna osservava, che l'arte contemporanea è dunque un tentativo "di appropriazione estetica globale della realtà", con i propri autonomi mezzi espressivi. E che però, riprendendo il teorema di Gödel, per cui non è possibile in generale costruire teorie in cui enunciati (teoremi) ci dicano tutte e sole le verità intorno a un universo di discorso, tutto ciò comporta l'impossibilità di riuscire a elaborare una formalizzazione completa del concetto di arte.     

 

                                                                                                          Dott.ssa Tiziana Ferrara

                                                                                               Dottore di ricerca in storia dell’arte