PAGINA DELL'ARTISTA MARCO LANDI ( Tenax )

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La fila

 
   
   


Nato a Pontedera ( PI ) il 22-03-1966

Artigiano, ebanista, digital painter.

 

Curriculum :

Selezioni premio “Scamorzi” 2009

Concorso “ Premio terna” 2010-2011

Concorso “Colori in emersione” reggia di Caserta 2009-2010

Collettiva “Bambole” Napoli 2010

Collettiva “Liberamente” Pomezia 2010

Mostra personale al “Teatro della regina” Cattolica 2011

Progetto “ New Code” Ferrara castello Estense, collettiva e selezione per gli artisti alla sesta biennale

internazionale d’arte contemporanea città di Ferrara 2012

concorso “Premio terna” 2012

Mostra personale palazzo del turismo Riccione 2012

Mostra personale “Spazio Marconi” Morciano (RN)

 

Critiche:

Marco Landi dipinge con tecnica certo elevata e questo è un dato evidente; una
manualità consapevole e militante è ben presente nella resa e nei significati di
ogni soggetto prescelto. Sarebbe tuttavia un errore pensare che il suo lavoro
sia frutto del solo talento, così come analogo azzardo sarebbe presumerlo esito
di un processo naturale e senza dubbi.

Artista poliedrico di temperamento eclettico e inquieto, Landi si spinge in varie
direzioni. Nato maestro ebanista-intagliatore, con la medesima dedizione e
trasporto, ha conquistato progressivamente coscienza e capacità di esprimersi
attraverso la grafica e la pittura digitale. Un'urgenza, quella della ricerca di
nuovi linguaggi, per indagare un universo più vasto in una consapevolezza
delle origini che è soprattutto scelta di una posizione nel mondo.

Landi esercita la pittura digitale con ponderatezza e disciplinato coinvolgimento
passionale, i suoi scatti fotografici sono la sorgente da cui fluisce una
complessa manipolazione che non ha mai fretta di essere fissata. Un procedere
quasi arcaico di tecnologia e precisione che incarna, trattiene e irradia un saldo
impianto morale e un malcelato lirismo autobiografico. Conduce la propria
ricerca facendola interferire con il teatro, la danza e la poesia, esplorando in
profondità i rapporti tra cultura e immagine contemporanea. Una parola chiara
riecheggia con insistenza nel lavoro di Landi: “teatro”, inteso sia come
theatrum mundi che come teatro della memoria.

L'autore non finge: il suo è un lavoro onesto, lo specchio di una coscienza di
acuta e intensa sensibilità, che avverte la violenza della Storia e nella logica
dell'abstractio ne denuncia il giogo. Landi sviluppa una complessa riflessione
critica sulle latenti e visibili dinamiche all'interno della struttura socioculturale
consolidata, muovendosi tra affondi autobiografici e spunti di carattere
generale. Viene spontaneo leggere la sua produzione come frammenti di una
percezione intima che giunge a dimensione universale evitando l'arroganza di
un unico senso. L'artista ricorre ad una forma di linguaggio che accentua il
valore emotivo della comunicazione, la figurazione assume valenza simbolica,
allusiva a risonanze o dissonanze esistenziali. Astrazione e figurazione si
confrontano ed evidenziano la consapevolezza dell'artista rispetto all'autonomia
del suo linguaggio espressivo ed emozionale; come pure il trattamento delle
superfici sul fondo è una paziente tessitura di tracce, sono impronte del vissuto
che affiorano come trame di antichi graffi, fratturate e corrugate come da
atavici attriti.


L'impatto visivo risulta forte, la pittura è pervasa di tensione e anticipa una
deflagrazione dirompente. La pittura digitale di Landi sintetizza quello che si
affaccia sulla scena dell'arte figurativa contemporanea, sempre alla ricerca di
una medietà tra le strutture del profondo e i miracoli della superficie digitale.


Atena Cavallari