PAGINA DELL'ARTISTA NICOLA GIAMPIETRO

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Pensiero  
   
   

 

Nicola Giampietro, nato a Livorno nel 1945, una Laurea in Ingegneria, si interessa all’arte dal 1975.

Da quell’anno e fino ad oggi la sua produzione artistica si compone oltre che di opere realizzate ad olio anche di numerosi disegni a carboncino. Vive e lavora a Roma.

Testi Critici

Testo di Cristina Madini

Una mostra ricca di suggestioni, quella che Nicola Giampietro presenta alla Galleria RossoCinabro. L’incanto di ‘Femmes’ si percepisce da subito in un’atmosfera che riporta a tutto il suo lavoro, a una produzione che è maturata nel tempo.



Con una trentina di dipinti e altrettanti disegni a carboncino è come se il pittore volesse dichiarare guerra a tutte le forme di cattivo gusto. I personaggi della poetica di Nicola Giampietro sono tutti donne. Una predilezione che lo introduce nell’universo femminile in modo fantastico e sublimato. Ritratti che vanno oltre l’influenza dell’opera di Modigliani. Donne che vivono solitarie in un loro mondo fatto di poesia e sogno. Più che dipinte però sembrano disegnate: linee allungate, curve, ondivaghe, linee spezzate o sovrapposte che prendono la forma di un volto. Dalle prime sagome ben delineate, potenti nel disegno con una concezione divisionista del colore e una rappresentazione cubista della forma che ricordano le opere di Gino Severini, che caratterizzano opere come ‘Femme’, ‘Sara’ e ‘Metamorfosi’, Giampietro negli ultimi tempi tende alla sintesi, l'abbreviazione e la stilizzazione, fino alla deformazione espressiva che lascia emergere l’aspetto enigmatico come in ‘La Chiesa in attesa’ , ‘Soffio’ e ‘Superbia’. Una considerazione interessante questa, inerente la duplicità degli aspetti che i volti suggeriscono. E’ l’eterna contraddizione tra buono e cattivo, angelico e demoniaco. Queste apparenti contraddizioni fanno parte delle caratteristiche umane e proprio per questo le rendono più comprensibili a noi tutti, introducendoci in mondi fantastici ed onirici.




Goffredo Ademollo Valle
Storico dell’Arte

Nicola Giampietro e’ un valente disegnatore. Il segno tracciato dalla sua mano è delicato, sicuro e incisivo. Egli ha compiuto studi tecnici; è ingegnere, e il tema dell’albero, indagato innumerevoli volte, è ricorrente nelle sue opere ed è un lavoro significativo, perchè mostra il cammino di Giampietro verso la dissoluzione della forma, passando per l’esperienza del cubismo.

Gli alberi da lui disegnati sono realizzati con decisione di segno, a carboncino. Linee rette, iperboli e parabole che intersecandosi originano l’immagine scarna di un albero, dai rami nudi protesi verso l’alto, come fruste… Pittore e disegnatore instancabile dimostra di procedere attraverso interessanti intuizioni come gli effetti dinamici contenuti negli sfondi dei suoi recenti disegni.

Per Nicola Giampietro il disegno costituisce il mezzo più rapido per fissare sulla carta e rendere comunicabile un pensiero, ma anche lo studio di architetture e costruzioni come fatto puramente estetico, è importante notare che la sua opera è dominata da una progressiva evoluzione artistica. Nella rappresentazione grafica delle sue ultime opere gli sviluppi matematici e geometrici risentono sempre meno della tecnica e sono dettati da una evidente liberta espressiva, che tende alla soddisfazione di un puro sentimento creativo, è proprio questo il cammino che mette in evidenza le qualità del vero artista.


Prof Alfredo Rossi

L’arte dell’ingegnere Nicola Giampietro è spontaneità creatrice lirico-concettuale. Nasce d’incanto, prende forma immediata, qualunque sia il soggetto o l’oggetto d’ispirazione, si adorna dell’essenziale entro linee sicure. Ne fiorisce l’immagine viva di persona o cosa resa con mano esperta di pennello o di carboncino.

Ed ecco il quadro, l’opera: il volto di donna, l’albero spoglio e nerboruto offeso dal turbine, il fiore, il paesaggio.

Se ne coglie l’immediatezza dell’ermetica espressività, la profonda e viva intuizione, la vitalità ineffabile dell’arte. Ed è arte la nuova, la sua. Ne possiede i caratteri (se la novità è anche conquista diacronica) che emergono dai particolari di ogni soggetto, com’ è dimostrato, in special modo, dalla nitidezza delle forme contenute nella maestà delle linee, e dall’effetto dei colori. Ne contiene l’essenza. Ma bisogna scoprirla nel genio che la crea.

La ricca produzione artistica dell’autore, composta di soggetti vari con prevalenza di figure femminili e di natura fenomenica (alberi, fiori, foglie, mare, barche..) offre un itinerario cronologico riflettente il prosieguo dei non pochi anni del succedersi della composizione in cui si avverte il progressivo perfezionarsi dell’arte che assume una indiscussa autonomia: conquista sublime che si addita a chi sa appagarsi nel bello artistico.

Il dono più grande che l’ingegner-pittore ha fatto all’arte è la profonda spiritualità, contenuta in tutta la sua gamma espositiva della sua opera, emergente dagli acuti toni della sovente tormentata natura alla soavità di femminili volti suadenti. Dalla sua mano magica s’imprime nella figura quella spiritualità concettuale che schiude alla mente idee e immagini a non finire. E’ l’ungarettiano “M’illumino d’immenso”, quasi vertice dell’estetica dei nuovi tempi che il Nostro ingegnere-pittore interpreta ed esprime senza farsene vanto: è l’arte che è grande. Ma la sua originalità va oltre . Il mondo, come natura naturans e naturata, dalla persona, all’albero, al fiore gli si offre come sconfinata divina opera d’arte. Egli la contempla, la ritrae, la ricrea nelle immagini più vive e nei significati più profondi.



Irene Giampietro
Artista

Il pittore Nicola Giampietro possiede doti naturali di artista, riesce a trasmettere nei quadri i suoi stati d’animo più profondi servendosi di linee sempre variate ed interessanti e di luci e colori che creano un ambiente silenzioso, ma eloquente.

I personaggi a volte lunari (volti pensosi che si perdono nel vuoto), stati d’animo vari e profondi. La natura accompagna perfettamente l’immagine per cui osservando i quadri ci si sente presi dalla suggestione dell’evento. Alberi, molti alberi, brulli, contorti parlanti come persone abbandonate al vento.

Una pittura che è anche musica, sentimento, armonia e contrasto; è la psicologia della vita affidata dal pittore al quadro per trasmetterla a chi la osserva e la rivive nel variare degli sguardi attoniti incantati, nostalgici e vitali, nelle sfumature del colore, che vibra all’unisono con l’immagine.

Le sue composizioni sono inconfondibili, moderne e scattanti, esprimono l’alternarsi di sentimenti, di dolore e di gioia, di luci e d’ombre sommesse e silenziose che costituiscono una psicologia del colore e dell’immagine che pochi pittori moderni riescono a realizzare.