PAGINA DELL'ARTISTA LEO GIAMPAOLO

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Sera d'estate Sorpresa a colazione
 
Scatola dei sogni  

 

Leo GIAMPAOLO è nato a Torino.

Esordisce artisticamente nel 1963 alla Mostra d’autunno del Piemonte Artistico Culturale.

Nel 1964 è segnalato al Premio Marche.

Nel 1965 è premiato alla 123ma Esposizione della Promotrice di Torino.

Nello stesso anno è invitato al Salon de Mai a Parigi per “Dieci anni di giovane pittura”.

Nel 1966 allestisce la prima personale alla Ambasceria di Padova a Milano.

Altre personali si susseguono:

nel 1967 al Piper Club a Torino

nel 1969 alla Galleria Martano di Torino

nel 1970 alla Alexandre Jolas di Ginevra

nel 1972 alla Galleria Fauno Due di Torino

nel 2010 alla Galleria Martorano di Torino

e alla Cantina Comunale di La Morra.

 

Sull’opera artistica di GIAMPAOLO

hanno scritto:

Marziano Bernardi,Giorgio Brizio, Luigi Carluccio,Angelo Dragone, Albino Galvano,

Renzo Guasco, Roberto Janus, Luigi Mallè, Carlo Munari, Ilie Weber

 

CRITICA

L’avventura cosmica con l’oggetto quotidiano

 

Giampaolo ha sempre voluto estraniarsi dalle contraddizioni

artistiche di questo nostro tempo e dalle cosiddette tendenze per rimanere

nel campo dei solitari sognatori.

 

Dopo le prime esperienze legate alla metafisica,come la serie dei

“guerrieri in lotta”,alla fine degli anni sessanta,in contrapposizione alla

crisi di natura della vita contemporanea,considerò un’idea di spazio

freddo e lontano e simbolicamente affidò ad esso la bellezza delle cose,

anzi l’essenza delle semplici cose.

 

Consapevole che l’oggetto materico è destinato a durare piu’ a lungo

dell’uomo,quindi idoneo a rappresentarne la memoria,scelse forma

di espressione tra le cose del semplice travaglio della nostra vita quotidiana

come piatti,posate e bicchieri senza scordare tuttavia la consuetudine

alienante del consumo delle cose stesse come può essere una mela,

una pera o un grappolo d’uva,oppure il ricordo struggente della

bellezza di una rosa.

Questi oggetti,così sottratti con poetica memoria al loro uso domestico,

sembrano rivendicare una loro autonoma esistenza estraniandosi

dal mondo a dispetto del trascorrere del nostro tempo.

 

La sua pittura è finzione lirica di un’avventura cosmica,priva di gravità,

mediata con la speranza -o illusione- di testimoniare un atto d’amore.

 Carlo Munari

 

La ricerca di un messaggio

 

L’artista dipinge oggetti come gesti sociali a se stanti come liberazioni

compositive e antisistematiche in cerca di una identificazione e di un messaggio.

 Albino Galvano