Barbara LegnazziNumero 54


Quando si guarda il mondo e poi si chiudono gli occhi, o quando si sogna, o si prova a visualizzare un ricordo, di tutte le immagini viste "rimangono" alcune forme, alcuni colori o alcune sensazioni.

Rimangono appunto chiari, scuri, contorni, a volte solo particolari di qualcosa che si immagina essere piu' complesso ma che e' come se non esistesse piu' completamente...

Nei miei quadri riproduco solo alcune componenti di cio' che vedo, quello che mi e' rimasto "impresso". Ecco allora che, per esempio, di un paesaggio rurale rimangono la iuta dei sacchi, i mattoni in parte sgretolati dal tempo, il fieno, la legna; di un volto solo alcuni tratti, alcuni colori, i sentimenti che nascondono le rughe; e cosi' via.

E' una sorta di decostruzione degli elementi che compongono le "situazioni" e riproduzione solo di alcuni di essi. Allora, chi guarda l'opera, puo' ricostruire situazioni proprie, in cui compaiono gli elementi che ho riprodotto insieme ad altri che provengono dalla sua personale esperienza vissuta. Sempre per lo stesso motivo cio' che propongo non avra' necessariamente un sotto e un sopra, un dentro e un fuori, un vicino e un lontano che abbiano per tutti la stessa valenza.

In questo "gioco" di aggiunte, compensazioni e di autonome dimensionalita' e posizionalita' ognuno potra' godere dell'opera e viverla in maniera "unica".

 Polimaterico e acrilici su tela  / 40 x 80 x 3 / 2017
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