PAGINA DELL'ARTISTA GIUSEPPE D'ADDARIO

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Qualcuno dice che l’arte non serve a niente

 

   
   

Diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Monza (1973) è insegnante dallo stesso anno al 1978 presso la scuola
professionale "Luigi Motta" (materia d’insegnamento “Disegno Geometrico”. In seguito abbandona l'insegnamento
per intraprendere la professione grafico-pittorica.
Seguono anni particolarmente fecondi per quanto riguarda l'arte pittorica alternati da studi sulla "Nuova
figurazione" (Klee e Kandinsky) a produzioni pittoriche informali e concettuali. Queste ultime saranno raccolte, più
tardi, in un libretto denominato “Oasis”.
Del 1976 è il ciclo di ricerca: “Struttura e figurazione del quadrato” consistente in una serie di analisi ed
elaborazioni grafiche inerenti le possibilità di sviluppo della forma geometrica del quadrato.
Dal '78 al '79 realizza una mostra collettiva ed un laboratorio teatrale presso il palazzetto N.E.I. a Monza con
l'allestimento di uno spettacolo teatrale. Nello stesso periodo (’79), dopo esperienze e studi sulle ultime tendenze
teatrali, influenzato maggiormente dalle teorie di Jerzy Grotowski ed Eugenio Barba, cambia la denominazione
della compagnia in quella attuale "Teatro3" (terzo teatro, in cui l'azione dell'attore prevale sul resto dell'allestimento
scenico). Nei prossimi anni continua la produzione di opere astratte e concettuali, oltre ad opere informalimateriche.
Nel 1986 consegue l'attestato di "Comunicazione avanzata" presso il CESMA di Milano in cui ha modo di
acquisire le sofisticate tecniche e pratiche della comunicazione visiva.
Dello stesso anno è la scrittura e messa in scena della sua prima commedia "DEDALUS ON" realizzata in due mesi in
occasione del progetto culturale: "SPAZI PER LA CULTURA" che vedeva la partecipazione della maggior parte delle
associazioni culturali monzesi. In seguito saranno scritte e rappresentate altre sei commedie.
Nel 1992 realizza la mostra collettiva:“Spazio-Materia-Cosmo”;mostra di pittura ed installazioni in cui l’opera viene
proposta nella sua interezza e nella sua proiezione-espansione spaziale, quindi in rapporto con l’ambiente ricreato
dagli artisti. Inoltre, nello stesso spazio, una installazione veniva realizzata durante gli orari di esposizione, in modo
tale che il visitatore potesse osservare l’operazione nella sua evoluzione.
Nel 1994 è promotore e responsabile della "I Rassegna delle Compagnie Teatrali Monzesi" in cui è impegnato a
realizzare una più concreta collaborazione tra le associazioni culturali.

L’interesse e lo studio della mitologia dell’antica Grecia lo portano ad una interpretazione e rielaborazione in senso
contemporaneo del concetto e significato profondo del mito (“Narciso allo specchio” - “Icarus”).
Il ciclo denominato «IMAGO» esprime la sintesi di una ricerca, che parte dalla base degli elementi alchemici
essenziali: Acqua - Aria- Fuoco - Terra. Da questa tematica si sviluppa una serie di opere tendenti ad esprimere,
attraverso la materia, la forma ed il colore, l’essenza dei quattro elementi fondamentali alla vita.
di pittura e di fotografia inerente alle tematiche della commedia allestita
dalla compagnia: "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"; insieme al coinvolgimento della "BRITISH COUNCIL"
con un seminario in lingua sull'argomento.
Con l’intenzione di ricollegare la forma pittorica alla quotidianità ed alle problematiche sociali nel 1998 realizza,
insieme ad altri tre pittori la collettiva: “Aldo Moro-un uomo tradito”.
Nel 1999 continua il suo interesse per la sperimentazione teatrale e realizza un Laboratorio Teatrale per aggiornare
gli attori della sua compagnia all'arte teatrale e alle sue problematiche progettuali, metodologiche e pedagogiche.
Ultimamente la sua attenzione si è concentrata sul periodo della Commedia dell'Arte, perché in questo periodo di
inizio secolo in cui pare vincere la tecnologia; il video ed il computer; la carica di creatività, fantasia e libertà tipica di
quella forma d'arte, saranno senz'altro utili alla nostra epoca e a ciò che ci riserverà il nostro futuro prossimo.
Nell’aprile 2004 apre, la galleria “Teresa Noce - centro di arte contemporanea” spazio espositivo aperto alle
manifestazioni ed alle ultime tendenze artistiche.
La sua poetica, inoltre, si concretizza nel ricollegare la forma pittorica alla quotidianità, alla vita di tutti i giorni
filtrata attraverso la creatività dell'artista. Si potrebbe concludere affermando che il pittore vuole essere un
"Cantore concettuale" dei grandi e piccoli avvenimenti contenporanei, affinché si possa ricollegare quel filo
spezzato che un tempo legava l'artista alla società.
Ha realizzato spettacoli teatrali curando regia e allestimenti scenografici di autori classici (Shakespeare, Molière,),
moderni (Pirandello), e contemporanei (Ennio Flaiano, Edward Albee, Jean Tardeau, Gina Lagorio e André Roussin.
Oltre a messe in scena d’autore ha scritto e rappresentato propri testi drammaturgici (è iscritto alla Siae dal 1986).
Opere teatrali scritte e rappresentate da Giuseppe D’Addario:
“DEDALUS ON“ (1986) commedia in due atti;
“MYOSOTIS” (1992) spettacolo multimediale in due tempi;
“SABATO POMERIGGIO” (1993) farsa in due atti;
“EN-TRANCE” (1995) farsa in due atti;
“TI SALUTO, MARIA” (1998) atto unico;
“ANGELI” (2004) dramma in due atti;
“ISABELLA E IL DUCA” (2005) dramma storico in due atti
rappresentato nell’aprile 2007 al Teatro Savoia di Campobasso in Molise, da una compagnia regionale.
“SAN PRIMIANO” (2009) dramma religioso di
 Don Luigi Marcangione e Giuseppe D’Addario

 

 

L'ARTE CORSARA

Qualcuno, per l'arte contemporanea, parla di “Silenzio dell'Arte” e quando quest'ultima si esprime lo fa soltanto ed unicamente attraverso la trasgressione, diventando
irritante e talvolta repellente.
Sembra si sia perso, da parte degli operatori culturali, la capacità di interpretare la vera essenza dell'opera d'arte. Oggi si pone la firma dell'artista al di sopra di tutto.
Si acquistano firme, non opere d'arte. È arrivato il momento di togliere il velo ipocrita a questa arte contemporanea, creata solo per scandalizzare e per accontentare quei pochi pseudo-intellettuali spinti
unicamente dalla mercificazione dell'opera d'arte.


L'ARTE CORSARA si può definire una testimonianza dei mutamenti della società, della cultura e delle passioni. L'arte in generale è un grande termometro; se la
società è in movimento, l'arte si muove; se è in sofferenza, se calano gli entusiasmi, se avanzano le inquietudini o l'indifferenza, anche l'arte arranca, perde la voce, si
spegne. “Quando una società si siede, va in decadenza, la creatività si affievolisce, in tutto, nell'arte come nello spettacolo, come nella musica e nella poesia. Tutto diventa
evasione, superficialità e rapidità, non c'è tempo né voglia di analisi, di riflessione, di approfondimento: e il pensiero sembra non essere più necessario”.
Qui entra in gioco l'ARTE CORSARA.

L'ARTE CORSARA non è interessata ad un particolare linguaggio, ad una certa ideologia, ma raccoglie in sé opere, artisti, che raccontano la società in movimento,
riflettano quegli umori intensi, tumultuosi, variegati e ricchi che attraversano tutto, anche la politica, anche i sentimenti, anche le speranze, anche il gusto.
L'ARTE CORSARA crea curiosità, cose nuove e piaceri legati all'intelligenza, agli affetti, all'avventura, alla libertà lasciando da parte il consumismo.
L'ARTE CORSARA si rivolge a quel mondo impaziente e curioso che ha voglia di sorprendersi, di sapere, di trovare nella cultura quella novità e quel cosmopolismo
che solo l'arte pittorica d'avanguardia può offrire.