PAGINA DELL'ARTISTA LIALA POLATO

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Vassoio della fiducia

quartiere delle paure ( 3° quartiere delle parole)

 
Parole o bla-bla ?  
 

La preparazione artistico applicativa (arredamento, grafica pubblicitaria,vetrinistica) e la formazione specifica professionale nella sfera dell’architettura hanno contribuito a plasmare le mie conoscenze tecniche, che applico nell’ideazione e realizzazione delle mie opere. L’esperienza nella progettazione di componenti d’arredo e di design hanno determinato il percorso intrapreso.

I materiali che utilizzo sono tipici dei complementi di arredo e delle finiture murali. L’intenzione è interpretare l’idea come l’edificazione della medesima.

Da una profonda crisi emotiva, da riflessioni e semplificazione delle stesse è emersa l’esigenza di esprimermi.

In una società dove tutto è da catalogare, codificare o riassumere con un termine, un aggettivo o un sostantivo di appartenenza, nasce una mia ribellione alle “parole”.

Attraverso l’interpretazione grafica di un alfabeto codificato da un noto sistema binario (7bit), che ho acquisito come mia personale base, sviluppo delle realizzazioni lignee; le vere e proprie scritte che ne ricavo con questo linguaggio sono inserite in tavole, con le quali intendo esprimere dei concetti o fissare termini.

Accompagno quindi a spazi, vuoti e sfondati,  incisioni e aggiungendo volume questi diventano forme, a colori, materiali e misure riconducibili, con ovvietà o simbolicamente, a quanto è mia intenzione imprimere. Le mie realizzazione artistiche , cha hanno inizio nell’estate del 2014, sono racconti di momenti della mia vita, momenti di rapporti muraturi, di un dialogo pomeridiano o ancora più brevi, una parola ascoltata, un concetto espresso da un’amica.

Le mie emozioni scorrendo tra le mani producono paesaggi, spazi liberi, aree urbane, profili skyline che si modellano con giochi di luci e ombre; il più delle volte, intendono mettere in relazione “gli ambienti” e l’uomo; l’interazione con la natura, spesso intesa quale sfruttamento sfacciatamente improprio, utilizzando una modalità simbolica e codificata; una paesaggistica costruzione con un’urbanizzazione ricca di reticoli di connessioni proposti per nutrire l’animo non solo percependo la sensazione di detto apporto energetico, ma vivendo e intercedendo con la natura a favore dell’uomo stesso.

 

 

CRITICA

La formazione nell’ambito dell’architettura ha contribuito all’idea di Arte di Liala Polato, che nella realizzazione delle sue sculture – installazioni recupera elementi e conoscenze tecniche di quella disciplina per trasformarle in pura visione dello spazio, sintetica ed essenziale. Dalla fase ideativa a quella realizzativa si crea un percorso condiviso di ricerca, sperimentazione, innovazione e Liala Polato ne elabora una sintesi cromatica e stilistica. Dall’uso del monocromo all’importanza della linea e della forma, all’interpretazione dello spazio come elemento da vivere, le installazioni di Liala Polato disegnano prospettive inventate, a volte all’apparenza impossibili, in cui si intersecano e si calcolano punti di forza, elementi strutturali, tensioni ottiche e formali che creano ampie zone di luce e di vuoti a sublimare un afflato verticale e dinamico. Le sue città, i paesaggi urbani immaginati, le piattaforme plastiche su cui si ergono metafisici silenzi disabitati rendono queste sculture elementi progettuali flessibili, dall’impianto contemporaneo modulabile, come in un gioco di prospettive e di volumi da scoprire e rimettere ogni volta in discussione. Attraverso l’interpretazione grafica di un alfabeto codificato da un noto sistema binario (7bit) che ha nominato Lia_code, l’artista crea il suo alfabeto di simboli, il suo linguaggio cifrato, ma, nella bellezza dell’arte, da tutti riconoscibile.

Dott. Guido Folco  

In Liala  Polato,  la  struttura formale delle  sue opere visive, che costituisce la concreta manifestazione  della propria  formazione,  avendo  ella operato a tutt'oggi nell’ambito del design architettonico e di arredamento, è un contenitore ideale della sua poetica, ovvero della sua “Comunicazione edificante” ( immagini in funzione di parole ) quali  elevazione dello spirito umano.

Il connubio tra i due elementi “forma - parola” viene esaltato dalla geometria della prima e dal colore della seconda.

Gli echi dei significati  lirici della Polato ci giungono per mezzo dei rilievi  e degli incavi, ottenuti  esteticamente su una base in  legno naturale,   con sovrapposizione di ritagli dello stesso materiale, di  spago e di altri componenti, quali stoffa ecc…, creando   un  modo del tutto personale  di fare scultura e di cui un primo  capolavoro ritengo sia da ammirare nell’opera “ Piccola Fenice - volontà/ àncora- ancòra”   del 2015.  Le sue opere  vengono nobilitate e completate, nel loro significato semantico, dalla brillantezza dei colorì fondamentali e derivati, usati puri, ma anche del bianco,  nero e  grigio, ovvero  dei colori  convenzionalmente abbinati alla luce,  al buio e al crepuscolo o penombra che  costituiscono  il campo operativo dei  suoi messaggi morali.

E’, quello di Liala Polato, un modo di comunicare il proprio pensiero  coerentemente  coi nostri tempi, in cui la tecnologia tende alla ricerca espressiva dei sentimenti  valendosi, però, dell’avveniristica estensione della robotica. La decodificazione del codice di Liala o del significato delle forme adottate, si rivela, in un primo tempo,  di una certa difficoltà al comune fruitore

di opere d’arte, che non sia stato edotto a questo tipo di espressione ( e come avrebbe potuto esserlo  notato che  il  linguaggio  artistico  di Liala è all’avanguardia ) o che sia stato pure abituato, nel passato,  alle costruzioni lignee della  scultrice americana Nevelson, ( quelle, però, con intenti architettonici e di arredamento) o alle sculture  di Anton Pevsner con i suoi sviluppi di formule matematiche o alle tele bianche, grinzate e ingessate, di Piero Manzoni,  o, in altre parole,  se non opportunamente  avviato alla  conoscenza  della di lei  simbologia geometrica lirica.

Un ulteriore  fattore, non secondario,  del Liala Code è  il  chiedersi se le forme triangolari, quadrate o rettangolari, cioè le aree primarie del suo linguaggio, oltre  a quello derivato dal codice lineare7 bit, abbiano sempre lo stesso significato  oppure se ne assumono di diversi a seconda della loro disposizione, del loro colore o della loro  dimensione, come è logico supporre dal variare della loro ubicazione e dimensione in ogni sua singola  opera. Nel dubbio verrebbe quasi  da pensare alla necessità di  un “dizionario”, a chiarimento del suo linguaggio che, attualmente, è, però , sufficientemente  chiarito  dal titolo stesso dell’opera.

Il significante - significato delle sue opere, superata la  prima incertezza interpretativa, diventa, poi, chiara al fruitore. Vedi, per esempio, il caso similare del neoplastico  Mondrian, le cui strutture cromatiche possono, volendo,  andare a costituire un suo codice personale ante - litteram, perché i suoi stilemi sono  componibili a seconda del suo volere.

Il risultato dell’operazione artistica di Liala Polato risulta essere  altamente poetico, di un tipo che potremmo definire profetico - biblico.  Adottando come idea ispiratrice la “Idea code”, come afferma ella stessa,  il suo  linguaggio, derivato dal codice a barre dal più semplice al più complesso, ella ha costruito il suo con elementi geometrici e poetici, in evidente contrasto a quello della “Poesia visiva” della Neo-avanguardia,   dagli anni sessanta in poi del secolo scorso -, perché con  le  ricerche verbo - visuali di allora, ( definibili come fenomeno ibrido tra arte e letteratura ) e con cui si realizzavano forzate figurazioni, mediante l’uso di parole disposte in sintesi formale,  quali  “Pittura da leggere” e di cui furono autori anche grandi scrittori come   Verlaine, fino al nostro Umberto Eco, il neo - avanguardista linguaggio di Liala Polato  percorre  ambiti che propongono geniali poemi letterali e strutturali-visivi,

Prof. Giuseppe De Lucia

Liala Polato. La comunicazione edificante.

In Polato non un istintivo ed irrazionale moto interiore si impone ad originare il flusso creativo. Sembra, piuttosto, procedere una predisposizione progettuale e concettuale, volta alla traduzione analogica del reale, del quale cogliere i nessi mimetici e, soprattutto, i rimandi semantici: per restituirli in un risultato conclusivo di pregevole impatto comunicativo. Una codificazione questa che, attraverso la ponderata scelta di differenti tinte e materiali, reinterpreta il soggetto anche con affascinanti angolazioni spaziali in chiave di strutturale contrapposizione linguistica. Figure architettoniche, in effetti, paiono muoversi (e scontrarsi) di vita autonoma e, per chi vi si accosta, sembrano assumersi il lascito testamentario di un messaggio interiore, primo e superiore: la lotta dell’uomo verso la libera realizzazione del sé.

Dott.Mauro Fantinato

L’incontro tra segno, colore e materia plasmata definisce le opere di Liala Polato, costruite con coreografie dai rimandi geometrici, in un unico fluire cromatico. L’artista realizza opere che dal bidimensionale tendono alla tridimensionalità in una progressiva crescita e evoluzioni: per le sue composizioni sceglie di utilizzare materiali tattili e naturali quali legno, fili , tessuti, ciottoli e su questi stende il colore alternando spessori e densità, creando un crescendo ritmico declinato in campiture ampie e di consistenza quasi plastica, a cui fanno da contrappunto dialettico sottili guizzi di pigmento. I vuoti sembrano prevalere sui pieni grazie a un efficace processo di rielaborazione e sintesi messo in atto dall’artista. Questi lavori, frutto di una solida abilità tecnica e di una profonda sensibilità nell’estrapolare e rimodellare elementi del reale, permettono una lettura colta, intessuta di gioia di vivere, che accompagna l’osservatore in un viaggio tra le pieghe dell’inconscio.

Dott. Paolo Levi

GEOMETRIE ESISTENZIALI

Il filosofo americano Douglas Hostadter sta realizzando un lavoro imponente intorno al concetto delle analogie che disvela quali sono gli aspetti del processo creativo. Lo scienziato statunitense ci insegna che l’essere umano attinge alle analogie per creare il pensiero.

In una recente Lectio Magistralis tenutasi in Italia, presso l’Università degli Studi di Bologna, questo maestro del pensiero spiega come il processo creativo e lo sviluppo cognitivo dell’essere umano, avvengano attraverso le analogie creative, che sono il modo di mettere in relazione un oggetto mentale con un suo simile. Così, se dico che lo spettatore si incammina con emozione nelle costruzioni delle opere d’arte di Liala Polato, immediatamente l’intuizione corre alla realizzazione geometrica del quadro, che è simile ad un paesaggio urbano. Questo processo porta con sé un fecondo sistema di percezione, perché conferisce al pensiero la capacità di trovare analogie anche dove apparentemente non ve ne sono. Con questo metodo possiamo capire il nesso che intercorre tra una forma, una rappresentazione, e il suo significato, quella evocazione che l’opera d’arte ci vuole trasmettere. E’ da qui che parte il modo di procedere nell’arte della Polato.

In questa misura dell’arte di Liala Polato la fascinazione della bellezza, la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di magnifico e insieme di vero è immediata. Per quale ragione avvengano questi processi non è più un mistero. Le scienze moderne stanno svelando la meraviglia attraverso la quale veniamo colpiti nell’animo da oggetti del pensiero. Davanti ad un’opera d’arte la cui potenza espressiva è prorompente, sia dal punto di vista del valore estetico, sia da quello semantico, la sensibilità dello spettatore viene toccata indelebilmente in modo inconscio, subitaneo, prima che una ragione precisa, razionale, possa affiorare ai nostri pensieri. E’ questa l’emozione in arte, è questa la grammatura dell’emozione che trasmette l’arte vera e che fa dell’arte un universo così affascinante e attraente. Le opere della Polato riescono a raggiungere questo obiettivo.

L’aspetto formale del suo lavoro, già colpisce per una nascosta disciplina, esteticamente suadente; così come il monocromo delle sue opere, proposto in tinte intense, usate in purezza: verde, giallo, rosso, blu e bianco, realizzato per scandire un programma visuale. La Polato usa legno, materiali grezzi, spago, tela, iuta. Le forme geometriche, che si sviluppano con una regolarità particolare sull’opera conquistano il fruitore. Sorprende la somma del valore estetico che ti rapisce in un gioco di ombre e di forme che trovano una cadenza armoniosa che produce una sensazione di incanto. Perché? Perché il risultato di quello che vediamo nelle opere di Liala Polato non è il frutto di un procedere al buio, ma è il prodotto di un progetto semantico che genera un frutto straordinario.

Le scienze contemporanee hanno scoperto che, per riconoscere idee e oggetti, l’essere umano viene addestrato fin dalla prima infanzia, ad effettuare quello che in inglese viene definito il “matching”, il confronto, e qui già andiamo al mondo delle idee di memoria Platonica. Osservando qualcosa, noi, confrontiamo l’oggetto dell’osservazione con la nostra memoria interiore, con le informazioni sedimentate nel nostro essere. Queste conoscenze ci portano ad intuire, davanti alle opere di Liala Polato che c’è qualcosa, nel significato di quei tasselli di legno sistemati con una certa, strana regolarità. Percepiamo che c’è un senso, nella sequenza delle forme, che si sviluppano metodicamente sull’opera. Ecco la trasformazione, Liala Polato si inventa un sistema, gli dà un nome, lo chiama “LIA CODE”, ed è un sistema binario, un meccanismo che usano i computer per tradurre lettere e numeri in informazioni, l’artista usa un sistema a 7bit, il famoso sistema binario del linguaggio macchina. Con questo procedimento le parole si trasformano in oggetti reali, è il “WALL CODE”, un modellatore di parole tridimensionali, i pieni e i vuoti che vediamo nelle opere di quest’artista sono parole.

Le opere di Liala Polato sono vere geometrie esistenziali. Le luci, le ombre, le forme generate dalla composizione assurgono a un significato superiore, sono la raffigurazione del rapporto che l’umano ha con la comunicazione, ci portano in un colpo solo alla scrittura cuneiforme, alla nascita delle civiltà e agli algoritmi dell’informatica. Queste opere ci immergono in una dimensione emozionale che crea un equilibrio tra gli albori della parola e il problema dell’incomunicabilità, ci addolciscono il cuore con un canto muto di lettere simbolo, che ci raccontano frasi criptate che ci fanno scoprire l’essenzialità del valore della comunicazione e contemporaneamente ci fanno provare compassione per il difficile cammino del rapporto tra gli esseri umani. In un insieme che sembra una sinfonia nel momento in cui tutte le frasi musicali sono nel crescendo dell’opera, Liala Polato ci parla del percorso dell’umanità, della sua storia, dei sui traguardi, delle sue difficoltà e delle sue speranze.

Federico Caloi

 

MOSTRE PERSONALI

2015

- " In Direzione della luce" presso Museo della lanterna di Genova- personale d'arte contemporanea a cura di Loredana Trestin

- Personale nel contesto del programma della città di Brescia, di riqualificazione cittadina- ART REGENERATION

 

2016

- Personale “Comunicazione edificante” - Patrocinio artistico Museo MIIT

 

2017

- ARTtime – Udine

- esposizione con patrocinio artistico ITALIA ARTE e dell’Amministrazione comunale – Castegnato Brescia

- GARE 82 – Brescia – “Datemi spazio”

 

MOSTRE COLLETTIVE

2015

- Call for artists – Le Dame Art Gallery – London – in esposizione fino al 04-2016

- 1° Biennale Internazionale di Arte Contemporanea ROMART 2015 - presente all’esposizione

- International exhibition of contemporany art Venezia 2015 - Grand’art – fuori Biennale 2015- a cura di Federico Caloi

– Approdi presso Galata Museo del Mare – Genova - collettiva d'arte contemporanea a cura di Loredana Trestin

- Palazzo Zenobio – Venezia – ARTESCAPE

- New York e Washington -  ART STATES

- Parigi Carrousel du Louvre (Art shopping Louvre)

- “FOR ART” – Artissima e luci d’artista 2016 - Museo MIIT Museo Internazionale di Italia Arte – Torino

- Vienna Palazzo Stenberg, sede del Consolato italiano

- Roma - Palazzo Brancaccio

-  “MIAMI RIVER ART FAIR” al MIAMI CONVENTION CENTER DI MIAMI

- “In cammino”- Palazzo Ducale Lucca

- “Museum Party” – Mantova

 

 

2016

- sezione emergenti -“LOVE, FREEDOM & PEACE IN THE ART. Dal ‘900 al contemporaneo” Museo MIIT - Torino

- Biennale della Germania Luxury Art a Baden-Baden -  Museo Altes Dampfbad

- Biennale del Brenta – (VE)

- SEVEN’S BO – BOLOGNA ““Stazione per viaggiatori di idee. Nomadismi d’arte contemporanea”

Art exhibition commemoration  "Marcinelle262" :

- L’AQUILA  Palazzo Fibbioni Lopez

- MANOPPELLO (Pescara)

- MUSSOLENTE (VI)

2017

- SAN ZENONE DEGLI EZZELINI –complesso di Villa Marini Rubelli

- MONZA - Urban Center binario 7

 

2017

- C.A.D. Creative art Design di Divulgarti - Genova – LINEA D’ARTE esposizione inaugurale Palazzo dei Rolli Saluzzo

- Vèstiti d’arte – Venezia – Bassano – Trieste

- Il Gusto dell’Arte tour 2017 – Oleggio - Molfetta – Matera – Reggio Calabria – Novara

- Cosmos - Gubbio

- Ars Incognita – Stupinigi

- Le salone des refusès  - Brescia

- Progetto CRAFT - Brescia- esposizione ARTE PARTECIPATA

- esposizione negli spazi UNIBS – Brescia giornata AMACI

- Villa Mirra – Cavriana

 

PREMI / SELEZIONI

2015

- Call for artists – Le Dame Art Gallery – London – in esposizione fino al 04-2016 : opere “vassoio della fiducia” e “WOB”

- Finalista al Premio d'Arte Contemporanea “Incontemporanea Porcari 2015”-Lucca –sezione pittura – opera codificazione numerica/genetica

- Finalista al Premio d'Arte Contemporanea “Nocivelli 2015” Verolanuova- BS – sezione scultura – opera Red&Blu (alfabetizzazione speculare/sconnessioni della comunicazione

- 2° esposizione Internazionale d’Arte GENOVA CONTEMPORANEA2015 – artista invitata opere “Libero arbitrio”

-Finalista al Premio d'Arte Contemporanea “Mostra del Tigullio, Chiavari -GE” – sezione pittura “ombre di luce”

 

2016

-Finalista al Premio d'Arte Contemporanea “Incontemporanea Porcari 2016”-Lucca –sezione SCULTURA – opera “limiti del non ritorno”

- Triennale di Verona (VR) – finalista lista Dott. Vittorio Sgarbi 1° quartiere delle parole : quartiere delle virtù

- Arte Impero – finalista opera selezionata dal prof. Paolo Levi - Roma - Palazzo Brancaccio

 

2017

- Arte è donna - Museo Diocesano Terni- artista invitata per le opere “ i mandala della fenice alta “

- Museo Levi – Palermo – opera seleziona dal prof. Paolo Levi – Fenice alata + mandala

-Internazionale Italia arte – museo MIIT – Arts Connection Miami  - ZB Art Center/33 Contemporary Gallery Chicago- scultura -opera premiata nella sezione DESIGN AND SOSTENIBILITY  “le fasi della morfologia urbana”-

-16° Premio nazionale d’arte Città di Novara – 2° classificata nella sezione scultura –installazione - opera premiata Fenici: Nascita/Declino

- opera esposta all’interno dell’evento “DA PICASSO A DUFY” - MUSEO MIIT- la piccola fenice volontà/àncora_ancòra/volontà,

- Cosmos – mille modi di rappresentare l’universo - Gubbio