PAGINA DELL'ARTISTA MARIA PIA SASSI

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Regata al tramonto

 

   
   
Pittrice, piemontese, vive ed opera a Torino.

Già insegnante di scuola media, ha frequentato gli studi di noti pittori torinesi per l’apprendimento delle tecniche ad olio e ad acquerello, ed infine è approdata all’acrilico a spatola.

Ha tenuto diverse mostre personali a Torino, Aosta, Massarosa (LU), Milano, Lucca, S.Mauro Torinese, Grosseto, Marina di Massa, Bassano del Grappa, Venezia e Piacenza. Ha partecipato a molte collettive in Italia e all’estero (Parigi, New York, Portogallo) ottenendo consensi e riconoscimenti, fra cui il Premio Ambiente per l’Arte nel 2003.

Dal 1985 espone annualmente alla Società Promotrice Belle Arti di Torino. 

 

 

Mostre Personali:

Chiesa S. Pantaleone, Massarosa (Lucca)

Galleria “182 “, Lucca

Saletta d 'Arte, Aosta

Palazzo Esposizioni di Stresa (Novara)

Palazzo Municipale, S. Mauro Torinese

Studio Laboratorio di Anna Virando,Torino

Centro Congressi Astoria, Stresa

La Spadarina”, Piacenza

"Torino Art Gallery", Torino

 

Mostre collettive:

Galleria “Le immagini”, Torino

Galleria “Piemonte Artistico”, Torino

Artemisia”, Torino

Palazzo “Santa Croce”, Casale Monferrato (Al)

Palazzo “Ghislieri”, Torino

Palazzo delle Mostre”, Salsomaggiore (Parma)

Palazzo Vela”, Torino

Palazzo R. l .V.”, Torino

Promotrice Belle Arti”, Torino

Alba Uno”, Alba (Cuneo)

Teatro Modernissimo”, Massarosa (Lucca)

Arte e Cultura “Il Quadrato”, Marina di Massa

"Galleria Jo' Art", Lucca 

Mostra collettiva, Grosseto

 Nel 2003 le è stato conferito il "Premio Ambiente" per l'arte.


Hanno scritto di lei i critici V. Cracas, G. Barosio, G. Biasutti, D. Conenna, A. Mistrangelo, S. Perdicaro, G. Falossi, A.F. Biondolillo, su molte pubblicazioni, fra cui: Arte Italiana per il Mondo, Annuario d’Arte Moderna, Boé, L’Elite new.

Maria Pia Sassi osserva con interesse le variegate realtà del mondo, ne percepisce la bellezza e le problematiche, fissa le immagini nella memoria e le rielabora in forma pittorica con un linguaggio fortemente ritmato, ove le forme emergono nello scintillante guizzare delle cromie, fra decisi contrasti e vivaci contrappunti timbrici e tonali. Ella dipinge spesso realtà che fanno parte del suo vissuto: paesaggi urbani o delle amate colline, scorci naturalistici, fiori, nature morte, eventi d’attualità…il tutto filtrato dall’emozionalità e affidato a un tessuto pittorico mai convenzionale, dove il dato sensoriale, decantato da banale oggettività, riemerge come simbolico referente di pensieri, stati d’animo, sogni, ricordi.

E tuttavia non cede mai alla retorica, né si scompone di fronte alle contraddittorie suggestioni o alle fatue esaltazioni dei tempi moderni, ma regola il proprio registro narrativo su saldi principi umani ed etici, e sul valore universale dei sentimenti che danno senso all’esistere.

Il suo stile ha acquisito una propria identità essenzializzando sempre più la forma, sì da sfiorare in taluni casi una lirica astrazione. Le superfici dipinte sono vivacizzate dall’inarrestabile fluire delle tinte, dove non mancano interventi materici, utili a volte per corroborare la scansione dei piani prospettici.

La pittura di Maria Pia Sassi implica una gestualità non casuale , ma derivata da consapevole creatività e dalla padronanza di tecniche e materiali: colori ad olio, acquerelli,ma soprattutto acrilici stesi con spatolate decise e sicure, sintonizzate sulle evocative tensioni dell’io e sulle invenzioni della fantasia, per comunicare con immediatezza il messaggio di un’arte splendidamente espressiva, capace di sublimare nelle immagini dipinte i copiosi fremiti dell’animo”.

(V. Cracas)

 

VOCE NATURALE PER IO NARRANTE

Monet, Renoir, Manet sarebbero d'accordo. L'impressione è ciò che rimane in noi dopo lo sguardo. Sarebbe d'accordo anche Giacomo Grosso, colorista del Piemonte di fine Ottocento.

Come lo è Maria Pia Sassi, che al paesaggio vissuto preferisce quello sognato, attraversato, visto in una realtà sublimata, dipinto "sur place" come ormai pochissimi fanno e come sarebbe d'obbligo fare, (gli impressionistes d'atèlier stanno all'Impressionismo come un prodotto in scatola sta al suo uguale in natura) e posto sulla tela come semplice gesto d'amore naturalistico. E in alcune tele, in effetti, sembra che delle piante, dei fiori, della frutta se ne respiri il profumo.

Di queste antiche, ma sempre novissime "recondite armonie" floreali Maria Pia Sassi s'incarica di esserne la voce narrante. L'io narrante della pittrice emerge dalla coralità delle cromie, quando colma d'impressioni il fondale dell'opera e staglia i primi piani in una "luce di vita" che, come è giusto che sia nell'impressione pittorica, offre fisicità agli oggetti e ai luoghi.

Certo, quella di Sassi è una pittura d'amore: e quale mano, attesa al fare creativo, non mette amore nel dare. luce e immagine (e memoria)? E per pittura d'amore intendiamo non la visione tardoromantica del vedere ed interpretare il paesaggio, ma la narrazione nobili tante, quasi sublimante il reale, con colori e segni posti sulla tela a futura memoria, affinché il tempo e l'oblio non ne corrodano l'integrità. Non si ha titubanza a considerare una paesaggista di questa fatta, a qualunque scuola appartenga, come la narratrice di luoghi visitati fisicamente e poi riportati sulla tela con la sola immaginazione.

Ma nessuna delle opere che portano la firma di Maria Pia Sassi è composta per il solo intento di "fare" un quadro. In ogni tela, anche in quelle che ai più potranno sembrare anodine, c'è il riverbero di antiche e fresche memorie di sguardi nel circostante. I’ io narrante, dunque, è la differenza sostanziale che distingue la dipintura di questa artista piemontese, anzi monferrina, dall'esercizio pittorico in quanto narratio pura e semplice. In altre parole, i paesaggi di Maria Pia Sassi non sono paesaggi e le sue nature morte, i frutti e i fiori non sono nature morte, frutti e fiori. O gli oggetti che ne abitano le superfici non sono oggetti.

O almeno, non soltanto. Sono pagine di diario, sono emozioni vissute, sono "cose" frequentate, sono luoghi "amati e cari", sono immagini delle quali l'artista ingegna il lineamento ortogonale, in forma sognata, tanto da dare, per l'istante, anche solo per un istante, il senso della "vivenza", per dirla col Vasari. Condursi alla lettura delle opere di questa pittrice da troppo tempo tenutasi colpevolmente in disparte, pensando di raccogliere, come si fa d'abitudine, solo emozioni ambientali o meteorologiche è cosa non del tutto propria. Certo, Maria Pia Sassi è figlia della terra che ama: di quel Piemonte a volte solare, a volte diafano di nebbia e di neve. Terra densa di umori, di colori e di caratteri, di colture e di culture.

Ma non è fatta solo di fiori e di frutta la sua pittura. C'è anche la ceramica. Complementi d'arredo, le terrecotte, creazioni manufatte (e mai moltiplicate, come sarebbe da fare).

 Ove la realtà dell'immagine lascia il posto sovente ad una sorta di poetica materiale, tra segno e ricordo, tra colore e memoria, per giungere quasi ad una sorta di mito dell'oggetto principe che incontriamo nel nostro vivere diuturno. O nelle stanze dimenticate della nostra memoria.”

(Donat Conenna)

 

"MARIA PIA SASSI

Paesaggi di calda bellezza e rigorose nature morte caratterizzano l’opera di Maria Pia Sassi, artista piemontese di stretta osservanza impressionista.

 Acquerelli, oli, raffinate ceramiche; la varietà delle forme espressive ci conferma la presenza di un’autrice completa; le sue opere rimandano a studi seri, sono il frutto di una costante e quotidiana applicazione.

 Le origini monferrine, la più recente frequentazione della Toscana, si riflettono nell’incondizionato amore per la campagna. Maria Pia Sassi parte dal colore prima ancora che dal soggetto. Nei suoi oli dominano i verdi della vegetazione, i rossi dell’autunno, le mille sfumature brune della terra. In lontananza appare un borgo, talvolta un casolare, su tutto domina incontrastato il cielo limpido delle mattinate ventose, quel cielo impagabile da bella giornata di mezza stagione.

 Nelle nature morte prevale l’essenzialità degli oggetti arricchita da tinte forti e contrastate; il tutto caratterizzato da un tocco classico, rassicurante ma mai scontato.

 Negli acquerelli la pennellata si fa più sognante, ci regala atmosfere assorte, momenti di raccolto intimismo. Tra queste opere ci piace segnalare la serie dei paesaggi invernali: sospesi in una realtà fiabesca dove acqua, cielo e neve concorrono nel creare silenzi e suggestioni.

 Anche qui dominano i colori: il lilla, i bianchi, il ghiaccio, il viola, l’argento, l’azzurro. Lasciatevi catturare dalla luce che emana da questi paesaggi invernali, sarà un raccoglimento che potrà suscitare ben più di una piccola emozione.

 Un discorso a parte meriterebbero le ceramiche dipinte a mano.

 Frutto di una pazienza certosina, e di una manualità artigianale di notevole livello, rimandano ad atmosfere mitteleuropee ed anglosassoni .

 Bordi dorati, motivi floreali, qualche paesaggio di ispirazione fiamminga, arricchiscono i piatti di Maria Pia Sassi. Sono piccole opere d’arte, ma possono anche diventare raffinati complementi di arredamento.

 La suggestiva visione naturalistica, il raffinato uso dei colori, la capacità di rendere al vero senza esserne mai vittima e, non da ultimo, l’ottima tecnica nelle varie forme espressive, fanno di questa autrice un soggetto artistico estremamente interessante. Nei paesaggi di Vignale come in quelli della Lucchesia, nei magici silenzi dei boschi piemontesi come nelle essenziali

nature morte, si respira un’aria che rimanda all’impressionismo francese e ai macchiaioli toscani; un’aria buona per la vista ma anche per lo spirito."

(Guido Barosio)

 

"Dipingere le voci dei fiori ...

 

La sottile poesia degli acquarelli di Maria Pia Sassi mi pare esca, diafana, da un reticolo d’ombra e di luce. Sembra impossibile, ma i fiori parlano con la loro suggestione di forme e di colori, nei giardini, nei paesaggi traslati sulla carta che imprigiona le delicate velature di una tecnica che è, soprattutto, un mezzo istintivo, privo di ripensamenti, naturalezza e spontaneità nell’opera di questa artista piemontese.

Ombre provocate dai raggi di sole che si incuneano tra un petalo e l’altro in nome di una libertà espressiva, del colore-luce sulla forma disegnata.

Pittura intrisa di pochi ed essenziali elementi: pulizia e freschezza, colori chiari, luce, soggetti semplici e antiretorici.

L’ “essere reale” dell’arte, assaporata nelle sale di questa sede espositiva, fa dei paesaggi le quinte e dei fiori nei vasi dal lungo collo l’esemplificazione di una ricerca artistica nitida e solare, che rimanda ad una tavolozza nella quale sono presenti tutti i toni, dai colori aciduli a

quelli morbidi e carezzevoli…

un mondo poetico misterioso, immagini di spazi che sembrano remoti nel tempo, di intensa suggestione.

Sensibilità e sentimento sono il mezzo attraverso cui si intuisce l’esperienza artistica di Maria Pia Sassi, che oltrepassa la ragione, per fare dei suoi fiori, abilmente ambientati, una conoscenza al di fuori del tempo.

Questi fiori sembrano essere spontanei, eterni.

Tanti splendidi acquarelli e alcuni significativi olii fanno tornare i conti: la mano ha fatto quello che lo spirito, attraverso la natura, aveva vissuto come “svelamento” di un suono floreale, che tramite l’arte è giunto verso l’assoluto."

 

(Giuseppe Biasutti)