PAGINA DELL'ARTISTA ROBERTO RE

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Film

 

Roberto Re è nato il 17/09/1967 a Casaltone, piccolo paese della bassa parmense.

Il suo carattere artistico è emerso fin dall’età infantile esprimendo la sua vena artistica su ogni supporto a portata di pennello, dai bidoni del latte ai muri di casa.

La perdita del padre, a sei anni ha segnato di amarezza e rancore la sua vita di adolescente, la pittura la poesia e il calcio sono state le sue valvole di sfogo.

Si è diplomato all’I.T.I.S. Leonardo da Vinci, lavora come progettista tecnico di schemi elettrici.

La passione per la pittura lo ha accompagnato fin dalla gioventù in misura tutt’altro che marginale, prepotente come un bisogno fisiologico, è da sempre parte integrante della sua personalità.

I suoi dipinti Roberto li definisce “intensi momenti di vita”, sono frutto di una esplosione interna di sentimenti esternando sensazioni che imprime sulle tele, trasformandole in opere d’arte d’astratto tecnico ed estremo, per l’artista la pittura, i colori e le pennellate devono esprimere i sentimenti e non riprodurre una realtà materiale e statica.

Nei quadri di Roberto Re il processo dalla realtà all’astrazione è strutturato con forza da un disegno marcato e organico o variamente modulato, da questa metamorfosi emerge quasi drammaticamente la relazione tra energia vitale e astrazione razionale dando nuova vita ai soggetti dipinti.

Concretizza nelle sue tele perfetti equilibri e stimolanti incastri di forme diverse, scopriamo il suo intimo essere attraverso vibranti e intensi passaggi cromatici.

Produce “buona arte astratta” che chiede alla nostra percezione sensoriale di captare l’espressione essenziale spoglia di ogni aneddoto.

 

Partecipazioni più recenti 2013

Transvert – Personale,  Galleria Jelmoni studio Piacenza

Arte contemporanea 4 - Collettiva Galleria Emmediarte (konstanz) Germania

Arte e fantasia o realta del mondo - Collettiva Galleria Ornella Pedrotti Edolo

Colours vs black& white - Collettiva Galleria Weartgallery Saronno

I linguaggi del futuro - Collettiva Galleria Weartgallery Saronno

Art carousel christmas ride - Collettiva Galleria Emmediarte Londra

L’arte in una bottiglia - Collettiva Galleria Weartgallery Saronno

Partecipazioni più recenti 2014

Biennale della liguria - Collettiva a Palazzo Oddo Fond. Oddi Albenga

L’astrazione incontra la neo oggettività fluttuante - Collettiva a immagini spazio arte Cremona

1° Biennale della creatività - Collettiva a Verona

Family and friend – museo MIIT Torino

 Percorsi d’arte – rassegna d’arti visive - Complesso museale l’Agostiniana Roma

 Esposizione Collettiva  Galleria Farini Bologna

 Collettiva Galleria Emmediarte  S.Stefano Belbo Cuneo

 Collettiva a Londra alla galleria EXPO/ROYAL ARTS PRIZE Mostra internazionale d’arte contemporanea

 Collettiva Art Shop Carrousel du Louvre  Parigi

 Collettiva “arte e pensieri” alla Galleria il Poggio  Mantova

Collettiva arte alla galleria la Spadarina  Piacenza

 Collettiva “inscape” alla Galleria Sabrina Falzone Milano

 Collettiva “architetture urbane” alla Galleria Sabrina Falzone Milano

 Collettiva “arte a palazzo” alla Galleria Farini palazzo Fantuzzi Bologna

 Collettiva museo MIIT di Torino “sentieri di pensieri” all’istituto italiano di cultura  Vienna

 ARTE PADOVA 2014 Padova

 Collettiva “Berlino in arte” alla Galleria August35 Berlino

 Collettiva “Londra in arte” alla Birla art Gallery Londra

GIORNALI

Vari articoli su EFFETTO ARTE

Recensione del prof. PAOLO LEVI

 Articolo sulla rivista JULIET ART MAGAZINE

Articolo della scrittrice ROSETTA SAVELLI

 TOP ART 2015 IN COPERTINA E ARTICOLO COMPLETO 7 PG DEDICATE

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Recensioni

RECENSIONE CRITICA

Vibrazioni energetiche nella pittura di Roberto Re

 

Osservando le opere d’arte realizzate da Roberto Re, riecheggiano le parole scritte nel 1873 dal poeta Ambrogio Bazzero, secondo il quale “l’arte è la grande arpa a innumeri corde, l’arpa del cuore, cui corrispondono i suoni del creato: è l’immenso prisma che svela i colori della luce”. I dipinti di Roberto Re esprimono un misticismo soggettivo di notevole impatto visivo, affiancato da una elaborazione interiorizzata libera dal condizionamento della raffigurazione, dove i criteri compositivi della pittura alludono a quelli sonori.

Suoni cosmici percorsi da rapide vibrazioni energetiche e scenari interiori scanditi dall’enfasi della pennellata rappresentano alcuni dei temi indagati dall’artista parmense, che con sincerità espressiva e spontaneità gestuale conferisce al segno un potere comunicativo dal carattere universale. La ricerca artistica di Roberto Re si rivolge a chiunque possieda la sensibilità di emozionarsi dinanzi ad un’eruzione di luce.

L’apice luministico genera un sottile dialogo tra i concetti di contrasto e armonia, ricercato nella dimensione del colore. Paesaggi interiori, senza barriere mentali né limiti della psiche, mettono in luce un’urgenza pittorica tale da generare sulla tela un’amplificazione del pathos e il suo dominio indiscusso sulla ratio.

E’ il trionfo dell’emozione sulla sfera intellettuale, è l’elogio del cromatismo nell’astrazione, è il grido dell’anima di un uomo, ancor prima che di un artista. Il colore diventa veicolo per la trasmissione di emozioni e sentimenti, riflettenti lo stato d’animo di Roberto Re e nel quale si può identificare anche quello del fruitore.

Abbracciando la dimensione onirica, il vibrante cromatismo impiegato dall’autore vivacizza l’accorato dibattito di una forma d’espressione tra sogno e realtà, tra istinto e passione, tra spirito e materia.

 

COMMENTO CRITICO

Anima astratta.

L’introspezione pittorica di Roberto Re

 

Nel respiro vitale, intenso e concitato, le pennellate appassionate di Roberto Re inneggiano al miracolo dell’esistenza, all’arché del cosmo e all’estetica del colore.

Dal principio cosmico all’evasione del subconscio, la pittura energetica dell’artista sembra compiere un viaggio introspettivo dell’anima per sconfinare verso un nuovo orizzonte emozionale. Aldilà del confine tra corpo e anima, oltre la linea di delimitazione tra forma e luce, ecco un rinnovato modus pingendi quantomai ardito nell’intuizione segnica.

Gesto e segno, il primo impetuoso e l’altro incisivo, risplendono nella tensione sonora della pittura tra atmosfere cromatiche e furori onirici. La frenesia della pennellata denota un’eclatante energia interiore, capace di vibrare tra vortici gestuali e flussi tonali ad alto contenuto empatico.

L’introspezione pittorica di Roberto Re ci accompagna verso i reconditi luoghi dell’inconscio, dove le memorie di un’anima astratta affiorano in un sorprendente concerto di colori.

 

Sabrina Falzone

Critico e Storico dell’Arte - www.sabrinafalzone.info

 

 

LAURA ROSSI, CRITICO D'ARTE

 

La pittura di Roberto esalta i valori conseguiti da un'interpretazione moderna dove l'immagine sambra echeggiare l'iperrealismo che l'artista, però, trasfigura in un senso virtuale più che naturalistico.

Opere, pertanto, in primissimo luogo, come desiderio di comunicare le esperienze della vita e, all'interno di questa sensibile condizione riflessiva, si ha modo di constatare come il suo linguaggio espressivo, consista, in un consolidato rapporto emotivo con la natura stessa.

 

Sono opere realizzate con un'abile padronanza della tecnica e con una mano che sa magistralmente curare lo spessore e la forza del pennello sulla tela. L'autore, riesce così a colpire per l'armonia generale, frutto della sintesi di colori e forme abilmente ritmate negli effetti.

Il colore e l'impianto compositivo fanno si che le opere di Roberto Re siano vere e proprie composizioni astratte di grande impatto visivo ed emotivo.

 

 

FABIO BIANCHI giornale "La Liberà" di Piacenza. 

 

 

L'informale non ha ancora esaurito il suo ciclo storico, anzi ad inizio terzo millenio si sta propagando sempre più anche nella pittura Italiana. Come dimostra "TRANSVERT", personale che il parmigiano Roberto Re ha allestito fino al 24 Giugno alla galleria Jelmoni e in cui raccoglie l'ultima produzione. La riflessione sulla e nella luce, su e con i coloridiventa una metafora della vita, uno sfogo personale contro un sistema sociale a tratti oppressivo. La densità materica (olio), l'aggrovigliarsi della pennellata, il ritorno/ricalco sistematico sulla tela diventano allora il mezzo che traspoerta, trattiene e libera l'energia cromatica (I MOLTI SOLI). La libertà assoluta garantita dal colore e abbinamenti talora inediti svelano la profondità del suo mondo interiore evidente nel variopinto (IN MY MIND) o nell'organicità di (MATERIA). Scava disinteressato nell'instabilità della luce, cerca di sottomettere la spazialità infinita (METEORE), indaga curiosamente nell'intorno (SPIA). Infine nella serie (THE BLOOD OF THE KING), Re esalta alcuni colori base su una trama geometrica, una griglia razionale per mostrare i limiti umani contro la rigidità del sistema, la gabbia di valori spesso virtuali che ci circonda.

  

Critica di Umberto Demichelis

RECENSIONE : Le opere di Re Roberto paiono fluire con una perpetua metamorfosi in un abile gioco di sequenze e di immagini fortemente evocative: le macchie espanse, le sottili sfumature, le tenui trasparenze, gli accostamenti cromatici arditi e delicati aprono un universo di emozioni e di significati profondi.

Artista di grande forza creativa, esprime nelle sue tele e nei suoi personalissimi polittici un'ansia esistenziale, intrisa di emozione e passione, di suggestioni inconsce ed incantate folgorazioni con autentici momenti di poesia e di profondità.

 

RECENSIONE GIORNALE "EFFETTO ARTE"

Una bella composizione astratta giocata sul colore e su diversi materiali. L'artista imprime dinamismo a un costrutto che tende a superare i limiti della tela, dove linee forza si intersecanoin uno spazio gremito di segni segnali.

-PAOLO LEVI-

  

RECENSIONE GIORNALE ARTANTIS

Quello di Re Roberto è un percorso artistico che nasce dall'infazia e che cresce con passione per la pittura che diventa per l'artista esigenza vitale ed espressione del suo più intimo e personale universo interiore. Il mondo di Roberto Re è fatto di idee, emozioni, sensazioni che si uniscono alla natura emozionale del suo fare artistico e al bagaglio culturale acquisito con la maturità. La sua è un'arte piena di intensità espressiva, dai colori sgargianti, in netto contrasto, e dalla pennellata decisa, dove Roberto Re libera con totale disinvoltura tutto il suo "IO" di artista e di uomo odierno

 

-ARAXI IPEKJIAN  

COMMENTO CRITICO

Composizioni d’autore.

Nuovi orizzonti nella pittura di Roberto Re

 

Ardita ed estroversa la pittura astratta di Roberto Re non dimentica la forma, ma la supera attraverso un’audacia espressiva intrinseca alla sua ricerca. Tale temerarietà artistica si evidenzia già nella fase di concepimento dell’opera d’arte, dove Roberto Re mette in atto un rinnovamento nella concezione del supporto pittorico: l’impiego di una significativa pluralità di tele, congiunto al superamento dell’impostazione tradizionale del polittico  quattrocentesco fanno di Roberto Re un innovatore nel campo della ricerca artistica contemporanea.

Se la finalità di attribuire una struttura architettonica al polittico è sempre stata una prerogativa dell’arte sacra, in realtà nelle composizioni libere di Roberto Re l’assetto architettonico defluisce nell’esigenza di uno spazio maggiore per l’espressione creativa.

La sua pittura si estende su composizioni asimmetriche di forte impatto visivo sul fruitore.

 

Sabrina Falzone

Critico e Storico dell’Arte - www.sabrinafalzone.info

COMMENTO CRITICO

Architetture della psiche.

Ricerche formali di Roberto Re tra ragione e sentimento

 

Il simbolismo cromatico caratterizza il linguaggio pittorico di Roberto Re, che con il suo estro creativo affida al colore messaggi dal valore universale. Se si osserva, ad esempio, il dittico “Gemelli diversi” si noterà la contrapposizione tonale scaturita dall’affiancamento di due tele dagli accenti cromatici diversificati: a destra una tela tendente alla bicromia del bianco e nero fa da contraltare alla tela sinistra dai colori più vivaci e brillanti. L’una riflette sul tema esistenziale del dolore e della negatività, l’altra sul sentimento della gioia e della positività.

Nell’opera titolata “Non è più tempo di cementificare” lo sfondo bruciante della città intende scoraggiare l’abuso delle costruzioni edilizie, mostrando il dissenso dell’autore parmense rispetto a questa attuale problematica.

Nell’arte di Roberto Re il colore riveste un ruolo fondamentale nella trasmissione del messaggio artistico nella straordinaria visione di un’architettura della psiche.

 

Sabrina Falzone

Critico e Storico dell’Arte - www.sabrinafalzone.info

 

COMMENTO CRITICO

- Roberto Re di origine parmense si esprime attraverso una intensità esplosiva di colori che pervadono la tela e qui si concretizzano e si materializzano in una dimensione soggettiva che può essere facilmente colta ed interpretata anche in una prospettiva oggettiva. La sua nebbia è intrerpretata con un grigiore che sembra reale e penetrante così come le sue meteori implodono di una luce arancione accecante ed emozionante. Le realtà esterne vengono reinterpretate da Roberto Re attraverso un proprio filtro emotivo, caratterizzato da una grande forza magnetica che sa rivelarsi capace di trasformare la realtà, amplificandola nella sua essenzialità. Alla Mostra è qui presente con la sue opere “In my mind”, tecnica mista e ”Libertà”, tecnica mista, dove i titoli delle opere esprimono pienamente gli stati d’animo e di pennello dell’artista. Forti combinazioni cromatiche creano effetti precisi e marcati senza alcuna intenzione predefinita di dare alle opere una esplicita

definibilità. Si può così liberamente entrare nella mente di Roberto Re nel momento in cui ha creato le sue opere, entrando in una dimensione atemporale dove l’unica certezza coinvolgente e convincente è rappresentata dalla forza potente del colore, così dall’artista abilmente destreggiata. I tratti delle sue pennelate divengono vie, strade per intraprendere nuovi viaggi e percorsi nell’universo infinito di un mondo fatto di colori.

 

a cura di Rosetta Savelli 

                                   COMMENTO CRITICO

La pittura di Roberto Re esalta l’immagine in tutta la sua astrazione in cui sembra

Echeggiare, in modo ridondante, la potenza cromatica della materia e del colore.

Le sue opere sono luoghi dell’anima e del desiderio, opere grazie alle quali comunicare l’esistenzialismo del vissuto fenomenico, entrando in contatto stretto con la natura, primaria forza motrice ed amante benevola e accogliente.

Non a caso, ad uno sguardo attento dell’opera si ha modo di constatare come il linguaggio espressivo di Roberto Re, consista soprattutto in un consolidato rapporto emotivo con la natura stessa.

L’autore riesce a colpire il fruitore per l’armonia degli elementi, dando ritmo alle forme, principalmente al colore nella sua stesura. Quest’ultimo elemento si configura come l’organo compositivo chiave per le composizioni astratte di grande impatto materico e visivo.

Altro fulcro della pittura di Roberto Re, è il gesto prorompente che genera il segno chiaroe tagliente dei suoi dipinti. In questo modo le trame pigmentose e pastose risplendono in tensione sonora nel farsi materia pittorica, dando vita ad atmosfere cromatiche e furori onirici.

I dipinti di Roberto Re esprimono un misticismo e una ritmicità quasi sciamanica, dove i criteri compositivi della pittura alludono a quelli sonori. La spiritualità nell’arte, come indegna kandinskij, si manifesta nel rapporto tra forma e colore che sono alla base dell’astrazione. A questo punto Roberto Re, si fa portavoce contemporaneo di questa teoria mistica e spirituale, mostrando una “nuova arte” basata sul linguaggio del colore poiché come insegna kandinskij ogni cromia ha proprietà emozionali, ogni sfumatura, ogni tono ha una proprietà emotiva che stimola universalmente l’animo umano.

 

Critico, professor Giorgio Grasso

                                     COMMENTO CRITICO

 

Un uomo che si rifugia nell’arte, che porta sulla tela quelli che lui definisce “intensi momenti di vita”, che pone profonda attenzione nell’ascoltare il proprio io, è, in estrema sintesi, il legame che esiste tra Roberto Re e la pittura.

Parmense, da sempre avvezzo all’esplorazione del sentire attraverso l’arte, crea opere che si trasformano in rifugio dell’anima, in cui astrazione e immaginazione trovano ampio respiro.

In tale ricerca il primo risultato formale appare chiaro attraverso la preziosa armonia di colori e tecnica, abilmente padroneggiata da Re, aspetti che danno primaria forza alle sue opere. Soggetto prediletto è la natura, i suoi elementi celesti e terrestri, con cui il sentire umano, l’essenzialismo vitale dell’uomo si rapporta in ogni istante.

Il linguaggio espressivo di Roberto Re si rende trasversale, tanto da abbracciare diversi stilemi, che vanno dall’astratto geometrico a quello informale, e ancora, dall’astratto materico al materico surreale. Tanto eclettismo è, chiaramente, dovuto al profondo rapporto che Re vive con l’arte, tanto che spesso le sue composizioni si arricchiscono in maniera compositiva, creando dittici e polittici, come se tutto ciò che ha da esprimere non riuscisse a stare in una sola tela. Accade, dunque, che i valori formali, dati da composizione, colore e armonia vanno ad animare lo spirito di chi osserva, che non può sottrarsi ad un vitalismo tanto prorompente. Si guardano tali dipinti come se gli occhi ascoltassero una musica, il ritmo incalzante spinge l’occhio del fruitore a cercare, a indagare ogni parte della composizione di Re. Emerge il complesso rapporto che egli ha con la natura e quanto, in una sorta di panteismo contemporaneo, rifuggendo da immagini bucoliche e tradizionali,  si inneschi nel momento creativo.

Le opere presenti alla collettiva della Galleria Farini Concept, provengono da ognuno degli stili che Roberto Re ha esplorato in questi anni. Alla corrente dell’astratto informale appartengono SPIA, LAMPO DI LUCE E VELENO, al materico surreale ANIMA IN PENA, all’astratto geometrico METEORE e I MOLTI SOLI, all’astrattismo materico GEMELLI DIVERSI, in cui, troviamo su entrambe le tele del dittico, in versione a colori e in bianco e nero, la frase “DATEMI UNA SOLA RAGIONE PERCHE’ IO CONTINUI AD AMARE” in cui si racchiude, come in un cerchio vitale, l’essenza primigenia dell’esistenza umana e del volere secondo natura.

 

Critico, professor Giorgio Grasso

 

L'INTERIORITA' INTENSA E COLORATA DI ROBERTO RE

 

                                     Recensione a cura di Rosetta Savelli

Roberto Re di origine parmense si esprime attraverso un'interiorità esplosiva di colori che pervadono la tela e qui si concretizzano e si materializzano in una dimensione soggettiva che può essere facilmente colta ed interpretata anche in una prospettiva oggettiva. I colori dalle forti e magnetiche tonalità, si trasformano in parole sulle sue tele e sono mossi da una intensa e frenetica urgenza di narrare e raccontare tutte le diverse sfumature che pervadono il suo animo. Colori intensi e sgargianti che sanno essere più efficaci delle parole stesse nella intenzione di rivelare e mostrare le più intime emozioni e sensazioni che spingono l'artista a manifestarsi attraverso colorati monologhi capaci di trasformarsi in convincenti dialoghi, grazie proprio all'utilizzo potente dei colori.

Forti combinazioni cromatiche creano effetti precisi e marcati senza alcuna intenzione predefinita di dare alle opere una esplicita definibilità.

I quadri di Roberto Re quasi fuoriescono dalle loro cornici mentre li sta ammirando e sembra quasi che ti vogliano prendere per mano e ti  vogliano portare ad addentrarsi nel suo mondo vasto e colorato, dove tutto è possibile, senza vincolo alcuno di limite o confine. Si può così liberamente entrare nella mente di Roberto Re nel momento in cui ha creato le sue opere, entrando in una dimensione atemporale dove l'unica certezza coinvolgente e convincente è rappresentata dalla forza del colore.

L'astratto è infatti il tema artistico preferito da Roberto Re che può essere sia astratto materico, sia astratto geometrico e sia astratto informale e pur nelle diverse dimensioni, rimane intatto l'intento di esplorare al di là di ogni vincolo immaginativo e interpretativo. Nell'astratto materico Roberto Re intende creare dal nulla, plasmando i materiali e combinandoli in un percorso tanto di armonia quanto di indefinibilità.

Nell'astratto geometrico invece l'artista intende intraprendere una nuova via costruita su un collage di più quadri insieme capaci, così uniti e consequenziali, di svelare il proprio percorso introspettivo ed emotivo. Infine nell'astratto informale l'artista esprime tutta la propria libertà creativa ed interpretativa.

La sua partecipazione a diverse Mostre colletive di rilevante importanza sono un'ulteriore conferma della sua validità artistica.

Ha infatti più volte esposto le proprie opere presso la prestigiosa Galleria Farini nel centro storico di Bologna, fino all'ultima partecipazione presso la Mostra collettiva “Arte a Palazzo” Fantuzzi dove le sue opere hanno riscosso positivi consensi sia di pubblico che di critica.

Ma l'arte di Roberto Re non è apprezzata solo in Italia, in quanto la sua presenza artistica attraverso le sue opere è stata richiesta anche a Vienna, dove parteciperà ad una Mostra collettiva nel mese di ottobre 2014.

Inoltre a questo evento ne succederà un altro di rilevante importanza, in quanto nel prossimo mese di gennaio 2015 l'artista parmense che vive a Sorbolo parteciperà ad una Mostra colletiva a Berlino.

Nel prossimo marzo 2015 invece esporrà a Londra, dove aveva già esposto precedentemente all'interno di una Mostra collettiva.

Infine si potrà anche leggere l'arte di Roberto Re lungo le sette pagine a lui dedicate nella rivista “Top Art 2015”  e dove anche la copertina della rivista è a lui dedicata.

Tutto questo a conferma dello spirito universale che anima l'arte e del quale Roberto Re ne è pienamente pervaso.

Un artista valido che merita di essere conosciuto ed apprezzato.

a cura di Rosetta Savelli (2 ottobre 2014)

  

RECENSIONE CRITICA

 

Un uomo che si rifugia nell'arte, che porta sulla tela quelli che lui stesso definisce "intensi momenti di vita" che pone profonda attenzione nell'ascoltare il proprio IO, è, in estrema sintesi, il legame che esiste tra Roberto Re e la pittura. Egli afferma di " sentire il desiderio di dipingere. E' una cosa a cui non puoi rinunciare .... senti il continuo desiderio di esprimere te stesso sulle tele, coi colori, pennelli ... spatole ... l'odore forte di trementina e quando hai finito... la spossatezza e la soddisfazione ti accolgono ... " Parmense, da sempre avvezzo all'esplorazione del sentire attraverso l'arte, crea opere che si trasformanoin rifugio dell'anima, in cui astrazione e immaginazione trovanoampio respiro. Nella sua ricerca il primo risultato formale appare chiaro attraverso la preziosa armonia di colori e tecnica, abilmente padroneggiata da Re, aspetti che danno primaria forza alle sue opere. Soggetto prediletto è la natura, i suoi elementi celesti e terrestri, con cui il sentire umano, l'esistenzialismo vitale dell'uomo si rapporta in ogni istante. Il linguaggio espressivo di Roberto Re si rende trasversale, tanto da abbracciare diversi stilemi, che vanno dall'astratto geometrico a quello informale, e ancora, dall'astratto materico al materico surreale.

Tanto eclettismoè, chiaramente, dovuto al profondo rapporto che Re vive con l'arte, tanto che spesso, le sue composizioni si arricchiscono in maniera compositiva, creando dittici e polittici, come se tutto ciò che ha da esprimere non riuscisse a stare in una sola tela.

Accade, dunque, che i valori formali, dati da composizione, colore e armonia vanno ad animare lo spirito di chi osserva, che non può sottrarsi ad un vitalismo tanto prorompente.

Si guardano tali dipinti come se gli occhi ascoltassero una musica, il ritmo incalzante spinge l'occhio del fruitore a cercare, a indagare ogni parte della composizione di Re.

Emerge il complesso rapporto che egli ha con la natura e quanto, in una sorta di panteismo contemporaneo, rifuggendo da immagini bucoliche e tradizionali, si inneschi nel momento creativo.

Nonostante Re ci abbia abituati ad opere di estrema forza e vitalità, compone anche lavori che sono il contrario di quelli più noti, esprimendo serenità sin dalla scelta dei colori utilizzati, capaci di infondere quiete, mentre il movimento reso attraverso le forme astratte tende quasi a creare un focus ipnotico che continua, nella sua flemmatica apparenza, a consolidare la sensazione di calma e tranquillità. Quasi un unicum, dunque, che tale in fondo non è, ma che ci pone dinanzi alla scoperta di un artista estremamente eclettico alla continua ricerca di segni e forme capaci di creare un intero universo.

 

DOTT.SSA AZZURRA IMMEDIATO

TESTO CRITICO

 

Torna in Galleria Farini Concept l'artista Roberto Re, che ha abituato il pubblico di amanti dell'arte alla poliedricità del suo linguaggio pittorico, instancabile ricerca artistica di un uomo che " fin da giovane ama dipingere e sviluppa un'attrazione per tutto ciò che esprime la pittura e i colori a olio trovando sfogo nelle tecniche più svariare". Ed infatti stupisce per la varietà di tecniche con cui lavora. Afferente in special modo al linguaggio astratto, Re ne indaga le differenti forme e le plurime possibilità, senza lasciarsi, ingabbiare del tutto, sarebbe impossibile, giacchè ciò che sulla tela compare sono, in sintesi, segni e forme di istinti di vissuto personale.

Le opere presentate alla mostra Arte a Palazzo - Il rinascimento ospita le forme del nostro contemporaneo, delineano una sorta di compendium della parabola artistica di Re. Lavori recenti ma che sono vicini alledifferenti istanze dell'astrattismo, suddividendosi tra l'astratto materico, il materico surreale e l'astratto geometrico. In tale trasversalità ritroviamo il profondo rapporto che Re vive con l'arte, che sente come forza vitale.

E diforme vitali possiamo parlare osservando le composizioni che egli raffigura, che rende attraverso preziose armonie di colori e tecnica, nella fusione di elementi celesti e mondani, che sono alla base dell'animo e dell'esistenza umana.

onde, linee, piccoli vortici ci appaiono come sinestetiche composizioni che così come si dipanano sulla tela, sembrano agguantare i nostri sensi.

La nostra vista è rapita dalla ricchezza di colori cui le forme sottendono, così come pure, un piccolo e ludico sforzo ci viene richiesto nell'osservare opere divise in dittici o polittici, a cui Re ci ha abituati. Le forme che continuano da un supporto all'altro, sembrano ricordare forme neuronali e, attraverso le sinapsi cromatiche e semiotiche portano alla luce universi stranianti ma affascinanti.

Persino il rapporto con la natura viene assoggettatoalle prorompenti forme dell'astrattismo, ma non per questo tale rapporto viene demistificato, perchè l'essenza resta intatta, dal momento creativo a quello interpretativo. Re chiama le sue opere " rifugio dell'anima", da cui emerge una sorta di indagine psicologica nella quale, il sentire umano, che sia soggettivo dell'artistao universale dei fruitori, riporta tutto ad uno stadio zero da cui ogni volta ripartire.

Le emozioni prendono sostanza dai colori e dalle nuances scelte, che di volta in volta, nella loro varietà, offrono spunti diversi a chi osserva. Accade esattamente che, osservando le opere, per quanto esse siano diverse e accattivanti, la fascinazione che determinano insinua degli input nel fruitore. Si ha voglia di conoscere l'epifania dell'opera, la scelta del soggetto e quanto ha portato alla determinazione di quei dipinti, che spesso, nella loro potenza espressiva, aggettano dalla bidimensionalità.

Uno scatto astratto irrompe nel mondo vero grazie alle opere di Roberto Re, che, tuttavia, ci mostra la strada di un rifugio reale.

 

DOTT.SSA AZZURRA IMMEDIATO

 

TESTO CRITICO

(FLAVIO DI GREGORIO ACCADEMIA SANTA SARA)

La progressiva risposta atta a valorizzare il tratto definito ad azione concreta presente nella pittura di Roberto Re, dona fascino alle aspettative lineari e compostezza nella reattiva forma che, conforme alle risultanze estetiche dei valori cromatici, condizionano inaspettatamente le rinnovate intuizioni dell’artista. Così il percorso orientativo di Roberto Re, si accentua di una realtà contrapposta alla moltitudine di luce e ombre in un contesto ricco di effetti solari e libere sensazioni, ove il tempo definisce l’elegante segno sempre poeticamente concepito nell’essenzialità descrittiva.

( Accademia Santa Sara )