PAGINA DELL'ARTISTA STEFANO LENNER

-clicca per ingrandire

 

Lancillotto

 
   
   

 

 

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

 

1975  GALLERIA SPAZIO ALTERNATIVO                             ROMA

1978  STAMPERIA LORUSSO                                                    ROMA

1979  GALLERIA DE ARTE HOGAR                                         LIMA

1981  GALLERIA GREGORIANA                                              ROMA

1982  STUDIO “S” ARTE CONTEMPORANEA                        ROMA

1984  BOTTEGA DEL QUADRO                                                BERGAMO

1987  STUDIO HUDPLEIE & HARDESIGN                              OSLO

2002  EX  MATTATOIO

         ASSESSORATO POLITICHE CULTURALI                                ROMA

2003  CASTELLO DUCALE

          ASSESSORATO POLITICHE CULTURALI                                FIANO ROMANO

2004   GALLERIA RUSSO                                                           TRANI  (BARI)

2004   GALLERIA FERRARI                                                      FERRARA

 

PRINCIPALI ESPOSIZIONI COLLETTIVE

 

1975  SPAZIO ALTERNATIVO                                                 ROMA

1975  GRUPPO 89                                                                       ASCOLI PICENO

1976  SPAZIO ALTERNATIVO                                                 ROMA

1978  CASTELLO DUCALE                                                         FIANO ROMANO

2004 – 2005  BIENNALE DEL SUD                                          REGGIA DI CASERTA

2008  BIENNALE DELL’UNITA’ D’ITALIA                            BELVEDERE DI S. LEUCIO

2010  SPOLETOFESTIVALART 2010                                      CHIOSTRO S. NICOLO’ SPOLETO

 

1977  EDIZIONI CARTE SEGRETE

         50 CARTELLE DI 6 CALCOGRAFIE

         TIRATURA 10 ESEMPLARI PER 5 GAMME DI COLORE

 

1981  SEGNALATO DA LORENZA TRUCCHI NEL CATALOGO BOLAFFI

 

1996  MOSAICO “CONNESSIONI    ( mt. 8 x 2 )

         INGRESSO DIREZIONE GENERALE  TELECOM           ROMA

 

HANNO SCRITTO DI LUI

 

GUIDO MONTANA                                   N° 30 CARTE SEGRETE

GUIDO MONTANA                                    PRESENTAZIONI IN CATALOGO

ORIETTA BORGIA                                    N° 34 CARTE SEGRETE

ENNIO POUCHARD                                   LA VOCE REPUBBLICANA

CLAUDIA TERENZI                                  PAESE SERA

CLOTILDE PATERNOSTRO                     L’OSSERVATORE ROMANO

JOAN NICKLES                          DAILY AMERICAN

MARIO DE CANDIA                  LA REPUBBLICA

ENZO BILARDELLO                 CORRIERE DELLA SERA

VITTORIO RUBIU                    PRESENTAZIONE IN CATALOGO

ELISABETTA GRANZOTTO                    PRESENTAZIONE IN CATALOGO

RENATO CIVELLO                                    RECENSIONI

VINCENZO FONTANA                             PRESENTAZIONE IN CATALOGO

COSTANZO COSTANTINI                       IL MESSAGGERO

GIOVANNI GRANZOTTO                        PRESENTAZIONE IN CATALOGO

FRANCESCO PIGNATTI                          IL RESTO DEL CARLINO

                                       

SELEZIONE  DI  TESTI  E  FOTOGRAFIE NEI  SITI  INTERNET

Http://digilander.libero.it/lenner  -  www.arsvalue.com


STEFANO LENNER : GENIO E SREGOLATEZZA

DI GIOVANNI GRANZOTTO

 

Stefano Lenner ci appare come una mescola abbastanza sorprendente di vari elementi, o più ancora di pulsioni e slanci divergenti, talora persino opposti. Nasce e cresce con il talento per la pittura, ancor più con il fiuto e la sensibilità dell'artista “tout court”, ma anche con le passioni, gli innamoramenti e i rifiuti tipici del “genio e sregolatezza”, affidando alla vita, alle sue molteplici e imprevedibili sorprese, anche la guida del suo percorso artistico. Ecco che questo diventa tortuoso, talvolta imprevedibile, spesso interrotto improvvisamente, per poi, altrettanto repentinamente, venir ripreso con soluzioni e proposte nuove, che non ti saresti aspettato, che non avresti immaginato.

Eppure vi sono alcuni punti fermi in questo percorso, e soprattutto alcuni ingredienti sempre rintracciabili nella matassa che Lenner, pur con tutte le interferenze e gli arresti che ne hanno accompagnato il viaggio, ha continuato a dipanare in più di trent'anni di lavoro. Prima di tutto v'è, sempre rilevabile, sempre presente, una sensibilità tattile, un mestiere affinato naturalmente, senza fatica, una partecipazione immediata, sorgiva, ai materiali dell'arte, agli strumenti ed oggetti della sua fatica di artista. Fin dal primo apparire dei “legni scolpiti” e poi dei “mosaici-legni”, rimane evidente questa sua partecipazione, direi quasi di origine biologica, alla vita, al pulsare, al battito, al respiro del legno, che egli sente partecipe di un più ampio respiro, di un fremito universale. V'è un coinvolgimento assoluto fra l'artista e la materia, che non viene percepita solo come uno strumento nelle sue mani, da possedere, da plasmare, da ridurre alla forma desiderata; piuttosto, invece, come un organismo, come qualcosa di vivo, in cui Lenner sente il bisogno di immergersi, di penetrare, per riuscire, in una sorta di comunione, di simbiosi sentimentale ed emotiva, a farne emergere i ritmi segreti, le modulazioni sottili e primarie,  la scansione, più o meno sonora, di una geometria secca, decisa, ma anche ricca di ammiccamenti cromatici, perfino di allusioni antropomorfe. Certo Lenner interviene pienamente sul legno, non rimane in posizione di spettatore, o di esecutore distaccato; ci mette molto del suo, della sua fantasia, della sua creatività, ma sempre seguendo, interpretando e sviluppando gli spunti offerti dalla materia. E siamo, al tempo stesso, su un piano tridimensionale e su quello della superficie, oscillando fra le frontiere rischiose e rigorose del “Costruttivismo”, e quelle più accattivanti, più dirette e godibili, di un “Neoplasticismo” che non sembra comunque molto debitore dell'informale, quanto piuttosto pare collegarsi gioiosamente con certe vestigia e testimonianze del passato.

Dirà molto bene Guido Montana che: “...l'aspetto plastico e cromatico è ricondotto alla misura di una imitazione musiva, con incastri a scacchiera e ruvide superfici lignee... Lenner fa pensare a un artista che abbia la mente indirizzata alla modernità e al rigore estetico dei contemporanei e, a un tempo, gli occhi incantati dal fascino dell'arte popolare e sociale di civiltà ormai estinte. Penso a certi motivi preincaici e a un particolare cromatismo di tipo quasi sacrale”. (1)

Ma a queste reminiscenze di timbro arcaicizzante e un po' favoloso va collegato un altro aspetto fondamentale dell'arte di Stefano Lenner: l'amore per la forma, per una forma cercata nel colore, o allusiva per tramite del segno, o elaborata e modellata in termini volumetrici attraverso il legno e il metallo. Che si tratti di pittura o scultura, la sua è comunque la forma della fantasia: tutto viene affrontato con un approccio fra l'ironico e il surreale, affidandosi ad una rappresentazione allusiva, mediata, anche simbolica, senza divagazioni di tipo narrativo, senza compiacimenti descrittivi, ma con un'unica possibile licenza, con un'unica concessione: il gioco, il momento ludico, il “divertissement”, che si frappone, come un tassello leggero ma non estraneo, alle tessere della ricerca rigorosa e profonda. E che testimonia delle mille anime, e delle mille sfaccettature che arricchiscono la personalità di questo artista poliedrico, in cui convivono senza alcuna tensione, e forse nemmeno contraddizione, un'anima “dada” ed una vocazione alla ricerca ed alla sperimentazione.

E così dopo “Tiranni, Eroi, Dei e Semidei” e la loro ironica rivisitazione del mito secondo stereotipi e riferimenti molto prossimi all'attualità. - “I particolari delle ali di Dedalo, legno e ferro, che sembrano potersi muovere e volare, sono progettate con l'esperienza di un appassionato di deltaplano. Ulisse invece è un surfista in equilibrio su una tavola ispirata alle navi omeriche...” (2)  - ecco Lenner rientrare in gioco con un lavoro di approfondimento percettivo, sottile e minuzioso, sulla superficie; con una serie di carte di particolare morbidezza e sensibilità cromatica, in cui, però, gli viene in soccorso anche un segno febbrile, quasi rabdomantico, ma allo stesso tempo vigilatissimo, che sembra indirizzare tutta la tensione creativa di Lenner verso la scoperta di un campo vibrante, ritmicamente sollecitato e scandito; quasi a voler indirizzare il lavoro verso la identificazione di superfici ben strutturate e definite, eppure disponibili, aperte alle infinite sollecitazioni di un cromatismo cangiante.

  

(1)  Guido Montana “Scultopitture di Stefano Lenner” da Carte Segrete n.30  1975

(2)   Vincenzo Fontana da “Presentazione critica della mostra all'ex Mattatoio di Roma” Giugno 2002