PAGINA DELL'ARTISTA ANTONINO BORZI'

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Il Partenone

 
   
   

Borzì Antonino è nato a Paternò (Catania) il 25 /Ottobre /1955. Sin dall’infanzia è attratto dal mondo della  pittura e della grafica  in genere.

Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureato in Ingegneria Civile-Edile ad indirizzo: Architettura e pianificazione.

Interessato ad ogni espressione artistica di rilievo e, in particolare all’architettura, da qualche anno, riprendendo la sua antica vena pittorica, si cimenta, da autodidatta, nella elaborazione di acquerelli e disegni a inchiostro di china.

 

 

UN BREVE COMMENTO

Si potrebbe dire che i due disegni sovrapposti l’acquerello e il “lucido”- costituiscano un “tutto unico”, da osservare assieme, in una sorta di complementarietà, per cui l’uno si completa e si definisce compiutamente solo con l’apporto dell’altro.

Il nucleo centrale, tema del disegno, viene, per così dire, “scomposto” e studiato nei suoi prospetti, su quattro piani diversi, contemporaneamente, creando un  certo effetto prospettico.

La trasparenza della carta lucida esalta quella tipica dell’acquerello e, spostando in modo opportuno i due fogli, si possono ottenere innumerevoli effetti grafici, variabili a piacere.

Ciascuno di noi costruisce intorno a sé una personalissima “tela”, fatta di esperienze, fatti, oggetti, persone, sentimenti, ecc. 

Nella mia opera emerge il bisogno incoercibile di studiare una certa opera d’arte, guardandola prospetticamente da innumerevoli punti di vista; tale bisogno si traduce nel porre l’oggetto del mio studio in una posizione centrale in una spazialità remota e successivamente nello scomporne le varie parti, studiandole separatamente, cercando, al contempo, nuove sensazioni, facendo variare opportunamente le trasparenze dei colori e delle forme.

          

    CRITICA

  “ […] La sua è una pittura prevalentemente ispirata alle arti figurative in generale e del tutto nuova e originale nel suo genere.

Lo studio attento dell’elemento centrale conduce alla scomposizione dello spazio e quindi alle proiezioni su piani diversi che, riassemblate mentalmente, ci restituiscono l’oggetto originario.

Le enigmatiche geometrie, i punti di fuga e le indefinite trasparenze ci conducono ad uno spazio irreale in cui il tempo è sospeso e in cui l’occhio dell’osservatore si sofferma, ma non pago delle sensazioni provate, cerca nuove soluzioni, in un labile equilibrio di forme e di percezioni.  “