PAGINA DELL'ARTISTA ANTONIO CASALI

licca per ingrandire

 
Ricominciamo daccapo  

 

Antonio Casali ha  frequentato il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti di Ravenna con i maestri Teodoro Orselli,  Giulio Ruffini e Umberto Folli, che hanno impresso la svolta definitiva alla sua formazione artistica avvicinandolo alla corrente verista di Guttuso.

La sua figurazione scaturisce da un intendere i valori formali dell’opera non come fini, ma come mezzi d’espressione. Così come dall’analisi che scava dentro la figura rappresentata generi una forte carica emozionale, tale da improntare le opere in chiave espressionista.

Laureato in Architettura, Antonio Casali, è impegnato in attività professionali che spaziano dalla pittura ai corsi di disegno e storia dell’arte.

 

Ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all'estero (Parigi, Berlino, Londra, La Valletta–Malta, Saarbrucken, Spa–Belgio., Luxor) riscuotendo notevoli consensi di critica.

Alcune sue opere sono state premiate in importanti concorsi di pittura e pubblicate; altre sono esposte presso Musei, Biblioteche, Teatri e Gallerie d’Arte, riviste e in siti web.

E’ presente nel catalogo dell’Accademia Internazionale Avanguardie Artistiche, Nell’Albo d’oro Internazionale del Top dell’Arte Contemporanea dei pittori e degli scultori,  è stato insignito del titolo di Accademico Internazionale delle Avanguardie Artistiche e dell’ Investitura ufficiale di Membro Emerito Honoris Causa del Movimento Intellettuale del Federalismo dell’Arte, Nominato  Maestro d’Arte benemerito Socio Onorario  dall’Associazione Culturale Italia in Arte

 

Tra i principali riconoscimenti:

Premio speciale per i diritti umani “Spartacus”,

1° Premio Biennale di Trevignano,

1° Premio ex equo “Colori in concerto dalla Romagna, Inno al colore ”

3° Premio “Trofeo Moroni” Bergamo,

Premio dei Normanni Città  di Monreale

Premio Internazionale Tokio

 

ANALISI CRITICA

                                              LE REALTA’ INCONCILIABILI

                                             (Dott.ssa Caterina Randazzo

Fuori dagli stereotipi e dalle logiche del reale, le tele di Antonio Casali sono il frutto di una visione surrealista. Le immagini sono stravolte, riconoscibili ma trasfigurate, in quanto appartengono a una realtà che si presenta sotto una veste nuova, disseminata di interrogativi senza risposta. Traducendo le immagini di Casali in interpretazione, esse diventano significanti di percezioni dettate dall’inconscio.

La componente più profonda della sua mente, diviene quindi uno stimolo alla creatività, che si tramuta in volontà espressiva. La sua arte fa principalmente uso di accostamenti inconsueti e di deformazioni, che trasportano il dato conoscibile in un’altra dimensione, senza tuttavia negarlo.

Questi accostamenti sono del resto tipici della corrente surrealista, trovando conferma nelle parole di Max Ernst: “bello è l’incontro casuale di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio”. Poiché la bellezza, per l’artista, proviene proprio “dall’accoppiamento inconsueto di due realtà altrimenti inconciliabili”.

Se l’inconscio, nella pittura di Casali, emerge prepotente sotto forma di immagini simboliche, significa che le sue emozioni seguono teoremi illogici e svincolati dal normale raziocinio. Così Casali esterna, attraverso un ragionato comporre, l’automatismo psichico-creativo della sua mente, realizzando un equilibrio di forme in un insieme compositivo mai casuale, ma sempre comunque ben predisposto.

Tramite una tecnica ineccepibile egli sa esprimersi in un linguaggio personale, dove i riferimenti storici e culturali non intaccano l’assoluta originalità della sua ispirazione e della sua cifra stilistica.

Libera dunque da freni che ne inibiscono l’espansione, la sua mente elabora situazioni e sogni che non comunicano certezze, apparendo come finestre aperte su un altro mondo. (…) Antonio Casali traduce il sogno con quel tanto di pazzia e di allucinazione che il sognare sempre comporta. Il senso della pittura surrealista si rinnova in Casali in inventiva irripetibile, quanto unica e irripetibile è la sua personalità artistica che, pur seguendo regole canoniche del genere, sa realizzare momenti unici di straniante bellezza.

                                                                               

(da  “EFFETTO ARTE”  periodico bimestrale d’Arte e Cultura – Direttore Paolo Levi. Anno I – n° 6 –  pag.115 – Novembre/Dicembre 2011)

  

IL PENSIERO CREATIVO TRA SOGNO E REALTA’

(Prof. Ottorino Stefani)

 (….) Come in tutti gli artisti dotati di una solida cultura interdisciplinare la sua visione del mondo è imbevuta da un “pensiero formante” che non ha dimenticato il detto che risale a Catullo “Ut pictura ut poesia”: “La pittura è una poesia muta e la poesia una pittura parlante”. (…). Un percorso che affonda le radici, come sempre, nelle prime, fondamentali, esperienze emotive e formative. una poetica. Quando Casali si avvia verso l’infanzia e la prima giovinezza, vivendo a contatto con il paese natale e con un ambiente particolarmente adatto a esplorare i “confini dell’orizzonte” (figlio di una famiglia di pescatori) il futuro artista di Cesenatico non può non sentirsi attratto da una sostanza “azzurra” che richiama il linguaggio leopardiano dell’infinito.

Una poesia che è come un richiamo al nostro “essere nel mondo” : è usare un linguaggio come metafora di una realtà tanto amata da trasformarsi in parole “sempre caro” astratto temporale e nel contempo in immagine pittorica: “ il naufragar m’è dolce in questo mar”.

Questa introduzione ci permette di penetrare nel successivo tempo della creazione, del “fare pittura” come esplosione dell’io che contempla, si commuove, si esalta e scopre che quello che ha sentito ed amato coincide con le prime esperienze vissute a contatto con la scuola, l’Accademia, l’insegnamento e, soprattutto, rivivendo le costanti visive provate di fronte alla contemplazione delle opere che hanno segnato le tappe fondamentali della storia dell’arte.

I legami con le opere e i movimenti d’avanguardia del Novecento trovano, nel mondo “crepuscolare” di Casali, una nuova dimensione “postmoderna”: vale a dire in una visione unitaria le più diverse tendenze: da quella fondamentale, nel Neorealismo a quella del Surrealismo. Due movimenti che hanno aperto molteplici linee operative lontane sia dalla fedeltà oggettiva del referente, sia dalla sua dissoluzione nel regno fantastico del sogno e dei fantasmi dettati dall’inconscio (….).

 Ottorino StefanI (storico e critico d’Arte)

(catalogo mostra “CREPUSCOLO”  MARZO 2010)

 

 

                                                 MITOGRAFIA PER IMMAGINI

                                                 (Critico d’arte Enzo Dall’Ara)

 

“Dalle opere emerge un dilatato senso del tempo, espanso nello spazio memoriale delle origini, ove alligna il “genius loci” dell’identità e della giovinezza esistenziale. Il sentimento ascende, allora, alle soglie oniriche di un passato aspro e veritiero, in cui sono custoditi i valori di una vita legata alle atmosfere sospese dell’attesa. Ma il sogno non osta alla verità di un realismo percepito, ora, nella metafora di paesaggi dell’intimo, di interni essenziali, di nature morte evocate di sofferti abbandoni. Anche la figura umana vibra del “pondus” greve dell’esistere, delineata  in positure che suggeriscono il dialogo di un’acuta e solitaria riflessione interiore.

Il luogo delle radici, con il suo mare inquietante e con spiagge e campagne animate da emblematici relitti, casolari o attrezzi del lavoro quotidiano, diviene mitografia per immagini che non descrive ma interpreta il significato coagulato in rugosi sedimenti.

Su spiagge aperte e silenti, intime ed essenziali, si susseguono consecutivi piani strutturali che accolgono relitti del presente o resti di sculture e templi annosi.

In tali ambienti ed atmosfere dei ricordi si svolge l'ardua fatica di pescatori in lotta con l'impeto del mare o si rapprende la sosta di un'attesa inquieta o di respiro immaginifico del sogno.

L’omphalòs” nativo vince definite misure spazio-temporali per estendersi oltre i confini realistici e indicare, quindi, come un preciso microcosmo possa sintetizzare le molteplici ma analoghe verità del mondo.

Cesenatico ove il pittore è nato, diventa, così, amato incipit geografico per schiudere un discorso individuale a valenza universale .

Ma se i dipinti parlano di una morte fisica e strutturale e di un mutamento celere e irreversibile, rivelano comunque una forza espressiva che svela segrete proiezioni di rinascita.

Il ricordo, invero, sconfigge l'oblio nell'eternità della memoria. Così, il dissolvimento e l'abbandono pur riecheggiando l'ineludibile processo della disillusione esistenziale dell'artista non tacciono la volontà di rigenerazione che dall'empito creativo scorre sui dipinti che pur enunciando una solitaria e solerte riflessione sulla realtà attuale, obnubilante e distratta, ergono anche un drastico monito all'invasiva disattenzione della società contemporanea. Qui riposa la potenza di un'arte che non rassegna sconfitte, ma che lotta, in silenzio contro la stasi del pensiero”.

 

Dott. Enzo Dall’Ara (storico e critico dell’arte)

( da “Corriere Romagna” 7 aprile 2004 – “Corriere Ravenna” 16 novembre 2005)

 

 

                                                  ARCHEOLOGIA DEL MARE

                                           (Critico d’arte Teodosio  Martucci)

 

“Casali nelle sue composizioni rivela una perspicace intelligenza visiva, un senso raffinato dell’illusione e nel contempo alimenta la robustezza dei suoi interventi cromatici, sempre sensibili e ricercati. La sua pittura sottolinea la singolare capacità dell’artista di porre la forma all’interno di una misteriosa tensione, che si concentra sul valore espressivo della metafora.

Il concetto pittorico di Casali si emancipa da ogni ristretta visuale di natura post-impressionista. La sua indagine pone in rilievo con una determinazione quasi filosofica la natura ambigua dell’oggetto, il fatto che la percezione non è un processo unilaterale, ma in costante divenire, che sollecita diversi stimoli da quelli psicologici e più profondi a quelli più acclaratamente intellettuali e culturali. (….)

Ed ecco che allora il mare, questa presenza così costante e fedele nella pittura di Casali, diventa il rispecchio della vicenda umana con le sue inquietanti domande e le sue risposte ancora più inquietanti.

Leggere il dipinto di Casali significa interrogare il senso di una pittura che non svolge alcuna funzione celebrativa o didascalica, ma che esprime un paradossale incontro tra ragione e mistero, tra destino ed esperienza, che un’arte senza enfasi come quella di Casali, accoglie nella sua luce più liberante e chiarificatrice”.

Prof. Teodosio Martucci (storico e critico d’arte)

 

(da “ARTECULTURA” mensile d’arte n° 5 maggio 2009)