PAGINA DELL'ARTISTA VINCENZO SPINELLI

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Vincenzo Spinelli nasce a Palermo L'11 Luglio del 1975. Ad un mese dalla nascita si trasferisce con i genitori nella regione Calabria.

Terra che lo culla e lo cresce sino all'anno 1987.

Durante la sua infanzia il giovane artista vive in contatto con alcune delle realtà artistiche del territorio.

Cresce tra le poesie del poeta Mario Guerra e i colori dei pittori Giovanni Chiarella e Pino De Santis.

Abbandonati, solo fisicamente, i paesaggi silani, il pittore ritorna nella sua terra natia, la Sicilia.

Con un bagaglio ricco di ricordi, parole e colori, Vincenzo Spinelli fonde il proprio animo artistico con le atmosfere sicule.

Le sfumature dei paesaggi estivi e l'odore sempre presente del mare aprono nell'anima del pittore, finestre che lo condurranno a scoprire luoghi e colori della sua terra natia.

Gli studi che intraprende e la vita stessa, (infatti consegue il diploma come odontotecnico e diventa padre a soli 20 anni), dovrebbero allontanare l'artista dalle tele, ma il richiamo dei colori e la sua fervida immaginazione non hanno mai abbandonato l'anima dell'artista.

Nel 1997 l'incontro, con il pittore Giorgio Geraci e il critico Giovanni Cappuzzo, segna l'inizio vero e proprio della carriera artistica.

I due personaggi, all'analisi delle opere già realizzate e dal carisma del pittore, istigano Vincenzo Spinelli ad intraprendere un percorso che lo condurrà ai giorni nostri con una produzione di opere elevata, non ancora censita, ma che ha permesso all'artista di avere sparse per il mondo oltre 50 opere, attraverso le varie e numerose mostre.

Il critico Franco Tomasino consolida con le sue parole il percorso intrapreso dal nostro artista.

 Vincenzo Spinelli pittore e poeta vive e opera attualmente nella città Carbonate (Como)

 

Critica

Il singolare modo di esprimersi di Vincenzo Spinelli è un continuo richiamo a tecniche e ricerche scevre di approfondimenti stilistici e infatuazioni accademiche. Nella gamma dell’itinerario che percorre per affermare, giorno dopo giorno, il suo talento creativo e per certi aspetti singolare, frequenti sono i riferimenti ai vari movimenti dell’arte che si leggono nel complesso della sua produzione.

Nel recente appuntamento palermitano di “Palazzo delle Aquile” (13- 19 gennaio 2008) ulteriore prestigioso traguardo dell’artista non nuovo al dialogo col pubblico e la critica, Egli si è abilmente imposto per l’antologica “Visioni.....raccolta” ed ogni suo quadro, compiutamente immerso nella costante fusione di disegno e colore, ha offerto motivati spunti di riflessione.

Ciò che sorprende, in questo giovane pittore, sono le capacità disegnative non comuni e su questo impianto convoglia freschezza di colore dove immette toni e luci sapienti. Tutti elementi che stanno dietro il suo dipingere e che nel dipingere egli sintetizza, avvertendo l’esigenza di architettura e di compiutezza formale. Ne sono valida testimonianza, per selezione di soggetto e di contenuto, i quadri più recenti, di originale costruzione geometrica, i quadrati e i triangoli che ad un tempo sono disegno e cornice della sua eccezionale capacità creativa dove la natura, il paesaggio, gli agrumi, le vele, singolari squarci del creato, appaiono tipiche identità di un nuovo ambizioso progetto.

Meritano attenta lettura per scoprirne i singoli messaggi: “Isola blu”, “Davanti al lago”, “Albero di limoni”, “Girasoli”, “Benvenuto raggio di sole”, “Vele”. In tutti questi quadri la composizione, la tecnica e l’invenzione sono sempre originali e, nel contempo, preludono ad una indovinata scelta cui è bene contare per il linguaggio che riescono ad esprimere con naturale chiarezza e destinato a future proiezioni.

La sua facoltà narrativa, non disgiunta dalla innata passione poetica, deriva da un sincero incanto per la vita semplice, idealizzata e simbolizzata, di un’ansia di serenità e da una voglia di tornare alle origini- S. Elia ai piedi della Sila e Palermo non mancano mai nei suoi ricordi – e manifesta un’originalità inconfondibile come autenticità di un temperamento delicato e particolare.

Immagini della memoria, richiamo ai luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza sono i quadri: “Paesaggi autunnali”, “Quiete”, “Attesa”, “Solitario”, “Terrasini”, “Verso la tempesta”.

Attraverso accordi cromatici, che hanno la loro base negli effetti tonali, Spinelli riesce a realizzare un ambiente pittorico evocativo di provate suggestioni che nelle tele trovano luce e rilievi. È così che della tavolozza e del maturato uso del pennello offre il frutto di uno straordinario insieme di motivi e ragioni narrativi che porta ad una efficace comunicazione emotiva e ad una affabulante capacità di attrazione.

Traspare, anche, nell’opera di Spinelli una profonda interiorità intrisa di manifesta umiltà, la stessa che ostenta nel racconto autobiografico a partire dall’infanzia e dall’adolescenza. Tale filone è percorribile soltanto in una modesta produzione ma, tuttavia, bastevole per considerare efficace e valido un segmento del suo percorso. Ne cogliamo l’’essenza soffermando lo sguardo sulle tecniche miste “Inconscio” e “Sangue” in cui spirito e corpo, volto ed immagine sembrano elevarsi da cupe onde marine.

L’arte di questo pittore, a prima vista di facile lettura concede sempre connotazioni singolari ed inedite anche quando sembra avvicinarsi alla “pittura    naïve ”, quella pittura che – giova sottolineare – “può essere considerata ormai un movimento di espressione dell’arte dei nostri giorni che mira alla riscoperta del candore di forma e di contenuto dell’opera che l’autore ci trasmette”.

Titoli di questo temporaneo transito artistico sono: “Mimetizzazione”, “Vegetazione”, “Profumi di Alcamo”, “Amore crepuscolare”, cui aggiunge espressioni di paziente e complessa costruzione nella maturata esperienza di ricerca, di grafica di sperimentazione acrilica e di tecnica mista.

Ingenuità e modernismo sono, in sintesi, gli estremi della dialettica nella quale si compendia l’arte di Vincenzo Spinelli: i neri volatili, la policromia delle esplosioni floreali, la poesia delle umili case e degli scorci paesaggistici, le barche e le vele, anch’esse emergenti dai neri primi piani, vengono definiti in termini semplici ma singolarmente eloquenti.

Le ingenuità formali che si avvertono in quasi tutte le sue tavole dicono la sincera espressione di Lui, che si dichiara innamorato degli effetti naturali ed obbedienti all’istinto e al sentimento.

Ciò fa bene sperare sul positivo risultato della fase di ricerca che Spinelli attraversa con tanta buona volontà e una serietà di intenti che gli fa onore.

Palermo, gennaio 2008

                                                                                        Franco Tomasino


“Il pittore delle due terre”

(Il silenzio dei colori)

Nato nella calda e soleggiata Sicilia e vissuto la propria infanzia nell'affascinante Calabria,

Vincenzo Spinelli non ha potuto fare altro che assorbire dalle due terre “NATIE”, quella policromia naturale che lo ha accompagnato per tutta la sua infanzia.

Ciò che si sono impressi con maggiore irruenza nell'animo del giovane artista sono stati soprattutto il silenzio dei carismatici paesaggi dei laghi silani e i colori caldi ed intensi della sua amata Sicilia, i quali hanno contribuito in perfetto connubio con l'animo sensibile del pittore a rendere la pittura di Vincenzo Spinelli un inno al silenzio ed ai suoi colori.

Di fatti attraverso un'attenta osservazione (osservazione che travalica l'aspetto visivo,ma che si diffonde e si avvale di tutti i sensi) delle opere si riesce a percepire e quasi sentire quel ronzio assordante che solo gli attimi più silenziosi riescono ad emanare, trasportando l'osservatore in uno stato di “Pace e Serenità”.

Si definisce il pittore delle due terre. Tale considerazione di se, non è affatto errata. Infatti nella sua delicata iconografia naturalistica è riuscito, con duro lavoro di ricerca all'interno della sua anima, nel mondo dei suoi ricordi e delle sue visioni surreali, a rendere partecipi in un'unica danza i colori e le emozioni che hanno sempre stimolato la suscettibilità dell'artista; quindi non sarà un caso che nelle sue opere prevarranno i colori Giallo, Rosso, Blu e Verde.

La sua pittura quasi mai impulsiva o irruente è frutto di un gesto, all'apparenza casuale, ma misurato e contemplativo,i colori e gli attimi sono scelti in modo tale da suggestionare e trasportare colui che osserva le opere di Vincenzo Spinelli proprio ed inequivocabilmente in quegli spazi sconfinati e silenziosi, fatti di tramonti e luoghi surreali, elaborati con l'unico intento di rendere unico e riconoscibile al primo colpo d'occhio lo stile che contraddistingue la pittura del nostro artista.

 Giovanni Cappuzzo    


Curriculum artistico

1998: Estemporanea Villagrazia di Carini

1999: Città del mare

2000: Personale presso comune San Elia catanzaro

2000: Città del mare

2001: Estemporanea Petralia

2001: Collettiva Altavilla Milicia

2001: Città del mare

2002: Esposizione collettiva presso galleria “visioni”

2002: Città del mare

2002: Personale Petralia

2003: Personale presso lo stand Florio Palermo

2003: Città del mare

2003: Personale Petralia

2003: Collettiva New York

2004: Visioni di periferia presso associazione, amici di Frodo

2004: Personale Presso Ass. Ragazzi di strada

2005: Personale Villa Niscemi Palermo

2006: Personale Ceregnano

2007: Collettiva Teatro Politeama, Palermo

2008: Personale Palazzo delle Aquile, Palermo

2008: Estemporanea Palermo

2008: Collettiva presso Ass. ”Intona Rumori”

2008: Collettiva presso facoltà Giurisprudenza Palermo

2009: Collettiva estemporanea Varese

2010: Collettiva estemporanea Como

2011: Personale presso padronale Carbonate, Como