PAGINA DELL'ARTISTA ANDREA ZANNONI

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Forma primis

 
   
   

Andrea Zannoni è nato a Livorno nel 1975.

Si diploma al liceo Artistico di Lucca successivamente si iscrive all’ Accademia di belle arti di Carrara dove trova la passione per la scultura , in seguito si trasferisce all’ Accademia di belle arti di Firenze dove consegue il diploma con il massimo dei voti con lode nel 2002.

Ha realizzato opere monumentali in diverse città italiane.

Vive e lavora a Pistoia

 

 

Pubblicazioni:

          - Segnalati di Salvatore Russo, EA Editore

          - Accademia Internazionale delle Avanguardie Artistiche 2012, Centro diffusione d'Arte, EA Editore

          - Catalogo degli scultori Italiani 2011-2012 , Mondadori.

          - Arte Collezionismo 2012, Annuario d'arte Moderna e contemporanea, Effeci edizioni d'Arte.

      -  Rivista Boè, bimestrale d'arte, Gennaio-Febbraio 2011

          -  Rivista Boè, bimestrale d'arte, Luglio-Agosto 2011

          -  Rivista Boè, bimestrale d'arte, novembre-dicembre 2011 

Mostre :

2012, - Galleria Thuiller , “ Emozioni  d'Arte” , Parigi

          - Galleria Gadarte “insieme per una copertina”, Firenze

          - Galleria B.Arte , Livorno

          - XXX Edizione della Rassegna Nazionale d’Arte Fidapa ,Museo di Storia Naturale del Mediterraneo ,Livorno

          - Galleria Gadarte “Sculpture” , Firenze

2011, - Bellange Ateliè Gallery, Stoccolma. Svezia

          -“Mostra il Piccolo formato” Galleria Gadarte, Firenze

          - Esposizione  alla Web art Gallery “The Body” Treviso

          - Rassegna “Scintille d’arte a Portovenere” Grand Hotel Portovenere.

          - Hotel De Paris, Montecarlo

          - Galleria Am Art Luise, Bruxelles. Belgio          

          - Personale a villa corti , fauglia (PI)

          - Arte in passerella, villa Malfitano whitaker , Palermo

 2010,- Artisti Contemporanei “Effetto Venezia” ,Livorno   

          - Biennale d’arte contemporanea “Il Burlamacco” ,Viareggio

 2009,- Collettiva “Artisti Livornesi” Art Esplanade Incontri , Viareggio.

          - Personale,al  Centro culturale il Grattacielo , Livorno

          - XXVII Rassegna Nazionale di Pittura,Scultura e Grafica,Bottini dell’olio ,Livorno.  

 2008,- Premio internazionale “La pergola arte piccolo formato” Firenze.

          - Galleria d’arte M’Arte “Maestri Contemporanei” , Pistoia.

 2007,- Collettiva “Attraverso i colori”  Galleria d’arte M’arte, Pistoia

          - Collettiva Galleria d’arte D’Annunzio, Ferrara

          - Concorso Internazionale d’arte contemporanea, Galleria d’arte III Millennio, Venezia.

          - Collettiva “Scultori Contemporanei” Galleria d’arte M’arte, Pistoia

          - Rassegna “Corpo Segno Superficie” Castello Estense, sala dell’imbarcadero, Ferrara.

          - Collettiva d’autore “dodici opere di maestri contemporanei” Galleria M’Arte, Pistoia

 2006,- Personale “Onda Labronica” OE Club, Firenze

 2005,- Biennale d’arte contemporanea “Il Fuoco e l’artificio” Galleria d’arte Studio Logos, Roma.

          - Personale “Fantasmagorica”  Palazzo Orsini di Bomarzo , Bomarzo (VT)

 2004,- Rassegna di arte contemporanea “Astrattamente” Galleria d’arte Studio Logos, Roma.

 2003,- Collettiva “progetti nuova fontana” Conservatorio di S.Michele, Pescia.

 2002,- Simposio “Grugliascolpita” su Marmo di Carrara, Grugliasco.

 2001,- Simposio “Sculpere l’anima e il  varco” su Pietra della Maiella , Rapino, Chieti.

          - Collettiva Circolo culturale Ensamble  “Omaggio a Roberto Puz” , Livorno

          - Mostra della pietra lavorata X edizione , Strada in Casentino, Arezzo

          - Biennale Della Fiaba , Cirindomini, Pistoia

 2000,- Premio “Mario Biagiotti” Rotonda  48° edizione, Livorno.

          - Fondazione Peano “tra alberi ed acqua” palazzo bertello Borgo san Dalmazzo, Cuneo

          - Simposio “Alessandro  Monteleone” su pietra leccese, Reggio Calabria.

          - Mostra della pietra lavorata IX edizione, Strada in Casentino, Arezzo

          - Simposio “ Antonio Berti” su pietra serena , san Piero a Sieve, Firenze

          - Collettiva di scultura  Accademia di Belle arti , Firenze

1999,- Collettiva centro incontri della provincia di Cuneo , Cuneo

         - Collettiva  di scultura Accademia di belle arti , Firenze

 

Premi:

 - Premio Mercurio d'oro per l'arte, Artexpo Gallery, Cesenatico.

 - Premio della critica Boè.

 - Premio internazionale “le Louvre” Parigi

 - Premio Internet artisti in vetrina. La pergola arte

 - Vince il concorso Internazionale d’arte contemporanea Galleria III Millennio.

 - Premio della Critica “scultura giovane” Viareggio

 - Pubblicazione nell’annuario “Avanguardie Artistiche 2012”

 - Partecipa al premio Tokyo e vince l’esposizione a Bruxelles.

 - Targa al valore artistico dell’opera . Arte in Passerella

 - Targa all’ elevato valore stilistico espresso, Premio Tokyo

 - Premio della Giuria per il concorso Tokyo

 - Premio città di Stoccolma

 - Oscar per le arti visive, Montecarlo

 - Vince l’esposizione “scintille d’arte a Portovenere”

 - Vince il Primo premio alla “Mostra del piccolo formato” firenze

collocazione opere: collezioni private, spazi pubblici

CRITICA DI PAOLO LEVI

 

La sintesi plastica dell' opera di Andrea Zannoni tratteggia la lirica connotazione della sua scultura. Il suo modellato di chiara accezione astratta, segue in spiccata intonazione ascensionale lo sviluppo di forme essenziali , capaci di carpire lo sguardo per la purezza delle linee.

L'artista lavora il marmo e la pietra, esaltandone la naturale bellezza cromatica, giocando con la luce che accarezza le superfici levigate, creando coinvolgenti contrasti tra luce ed ombra, capaci di rendere l'opera palpitante di una energia intrinseca.

Il linguaggio artistico diventa mezzo espressivo per evocare l'intima definizione di sentimenti, efficacemente sintetizzati in forme nelle quali è facile riconoscersi.

Le sue opere possono essere percepite quali archetipi capaci di comunicare al livello universale,proprio perché da questi profili si libera la voce di una spiritualità antica quanto la storia dell'uomo.

 

 

Paolo Levi

CRITICA DI SALVATORE RUSSO

Il maestro Andrea Zannoni si esprime attraverso un'arte difficile da realizzare e complessa da interpretare, unica nel suo genere e matericamente inimitabile.

Ha alle spalle grandi maestri come Costantin Brancusi e ne è pienamente consapevole, questo non è per lui un limite ma un punto di partenza di un percorso a cui si ispira e sa trarne grande insegnamento.

La maestosità della Maiastra si traduce nella “fusione in volo” di una forma non elementare ma essenziale, una pietra che si modella nell'atto di spiccare il volo, la materia che si modifica continuamente per diventare qualcosa di immateriale, di più alto e sublime di una mera scultura.

Si può parlare di tridimensionalità ed equilibrio, le opere di Zannoni vanno ammirate a 360 gradi per lasciarsi conquistare dall'incredibile dinamicità di una forma che pare così leggera pur essendo di pesante marmo.

Michelangelo diceva che in un pezzo di marmo la forma della scultura è già implicita ,un abile scrittore sa farla uscire. Questo è il gesto che compie l'artista, lasciando quel senso di indefinito, di continua evoluzione nella parte grezza e dando invece un'alta definizione nelle parti lucidate.

Non un semplice scultore ma un mago del movimento nella complessa staticità della forma materica.

Salvatore Russo

Testo Critico dai “I Segnalati” di Salvatore Russo.

                                                                           CRITICA DI ALDO ALBANI

 

Andrea Zannoni è nato con l’arte nell’anima.

Non conosciamo molto del suo vissuto se non quanto riportato dal suo vasto curriculum, ma stranamente come se lo avessimo conosciuto da sempre.

Lo stesso comune accento toscano con coloratissime sfumature, lo stesso amore per il mare e per la gente tirrenica un po’ ancora rude ma pure generosissima.

Tuttavia al di sopra di tutto, desideriamo annotare quella sua dote esclusiva deputata ad esaltare la materia nuda in un intenso interscambio spirituale in cui la forma è dominata dall’intelletto e dal cuore.

Quanto sopra , a nostro giudizio, colloca il valente artista, fra gli spiriti indomiti, fra coloro che, immersi nell’inesauribile oceano della ricerca, “sentono a pelle”, la veemenza esistenziale di passato, presente e futuro.

Accenneremmo ad un fermento di idee e di proponimenti, ad un vero sortilegio che incendiando il percorso evocativo di nuova energia , lambisce la significazione metafisico-surreale.

Nonostante la giovane età, Andrea ha dunque conquistato la purezza delle forme, la dove le audaci iperbole, le svettanti diagonali e le allusioni simbologiche recitano la poesia dell’universo.

Dai bagliori endemici del classicismo ellenico ai tratti tribali dell’arte africana , al rinascimento, sino ai concetti della struttura post-moderna , Andrea lascia fiorire quel qualcosa in più di favolistico, quel qualcosa in più di esoterico, elevando una propria sintassi a tutto tondo , in cui la presenza delle sezioni architettoniche (concavità, convessità, geminati, angolature, contrasti di vuoti-pieni ) converge all’essenza. Frà il vasto e qualificato compendio delle sue opere, frutto di finissima educazione culturale, citando “Vita Mia”, annotiamo l’etera sublimazione dell’immagine “riflessa” nella verticalizzazione delle masse, in un possente connubio connesso con l’equazione reale-irreale, in cui le direttrici portanti s’inarcano nell’acuta tensione irradiata nello spazio.

“Forma Primis”, sinuosa crisalide brancusiana , cristallo ovoidale frantumato e poi riacceso , suggerisce la mitologia totemica che indaga la luce attraverso il taglio diretto : una “creatura-creazione” resa parlante dal trasparente plasticismo, in cui il lavorio di scavo , suggella una silente atmosfera densa di arcane significazioni.

Ogni singola opera d’arte , non va dunque osservata da un solo angolo prospettico, bensì da ogni punto di vista possibile e immaginabile, dove cioè la dimensione tutto (anche l’ombra proiettata oltre il visibile), è pronta a sollevarsi nell’aureo spazio della fantasia.

In tal modo è ammissibile contemplare lo specchio interiore di noi stessi, ed è possibile ritrovare la propria identità.

In un mondo angosciante, dominato dalla più sfrenata globalizzazione, dalle apparenze virtuali e dal più avvilente nichilismo, dove anche i diritti primari, sono appartenenza della corrotta aristocrazia del potere , la vera opera d’arte resta libera, vince ed avvince, vibrandosi oltre i confini dello spazio e del tempo.

Ogni barriera ed ogni diversità cessano di esistere , eternando il credo del poeta argentino Juan Gelman : “Un giorno o l’altro la bellezza verrà , ma non oggi che sei assente”.

E questo messaggio d’aria e di fuoco , per Andrea è la realtà di ogni giorno, di ogni ora , di ogni attimo , onde rinascere fanciulli , nell’arcobaleno di un pensiero d’amore .

                                                                            Aldo Albani

                                                              CRITICA DI ILARIA D'ADAMIO

 

Ogn'ira, ogni miseria e ogni forza,

chi d'amor s'arma vince ogni fortuna.
Rime e Lettere, Michelangelo Buonarroti
 
Le opere di Andrea Zannoni incarnano la lotta tra volontà plasmatrice e materia prima.
La modalità-del-togliere che occorre, si contrappone solo apparentemente con l'intento plastico, di supremazia dell'idea dell'artista, rispetto alla silente durezza del materiale.
Attraverso una raffinata operazione sottrattiva, fatta di scontro fisico, l'iniziale dualismo antagonista dei due poli, rappresentati dal soggetto agente e dall'oggetto da scolpire, fluisce in sensuale attrazione creativa, in cui la materia si fa parlante e il braccio segue i suoi dettami, liberandola dallo stato grezzo ed informe, per restituirla a forma viva e primigenia emozione.
 
Il processo creativo di Zannoni conduce lontano dalle categorie della rappresentazione classica, di verosimiglianza  del e per il mondo esterno, per volgere lo sguardo verso la dimensione dell'invisibile, di ciò-che-é, senza ancora essere connotato.
Giovane artista con una colta maturità artistica, consapevole dei grandi autori del passato, di cui ha fatto propri gli insegnamenti per delineare uno stile proprio, rivolto ad una indagine senza soluzione di continuità.
 
Impeto avanguardistico, superamento della forma, al fine di lasciare esprimere la materia stessa, che diventa, decontestualizzata, segno e simbolo, capace da sola di assumere significati, che giungono all'osservatore, immediati e senza filtri.
 
La ricerca estenuante dello scultore, incorniciata all'interno di una epoché che lascia vibrare gli strati della materia e le sue venature,  si fonde con un metalinguaggio fortemente spirituale.
 
Esempio ne é Forma Primis, con la caratteristica forma di uovo ancestrale, scavato al suo interno, quasi fosse un seme aperto, simbolo di vita nascente e già in bilico tra il restare chiuso in sé, nucleo vitale che racchiude infinite possibilità di auto-rappresentazione ed il suo svilupparsi, prima che sia troppo tardi. 
Tensione, questa, sottolineata dal contrasto tra le superfici, quella interna, ruvida e sofferta che lascia pensare al luogo caotico, irrazionale e pulsante dell'interiorità versus la splendida lucentezza di un involucro-maschera, a protezione.
La morbidezza di Forma Primis in un delicato equilibrio tra concavo - convesso e  tuttavia  
in movimento, data la predominanza della linea curva, sembra voler sottolineare sarcasticamente l'intensa drammaticità in atto tra il lato esterno, concesso ed il lato-altro, scoperto, ma celato ed incomprensibile. 
Il materiale, marmo nero del Belgio, sublima l'uovo ancestrale, catturando in profondità l'alchimia dell'incubo, della staticità-finzione ed il sogno della contemporaneità dei mondi possibili.
 
Andrea Zannoni cattura l'essenza della materia, sviluppandola in narrazione sintetica, che si concretizza, spogliata di orpelli accessori, in concrezione della forma, stilizzata, capace di sublimarsi in simbolo primigenio.

 Ilaria D'adamio

                                                             CRITICA DI SILVIA BICCHI

 Contrasto primordiale

L’opera realizzata in marmo bianco e nero ci esprime l’interpretazione di ciò che per l’artista è la contraddizione. In forme semplici ed essenziali si coglie la sua complessa visione del mondo e della vita.

L’uso del bianco e del nero richiama allo Yin e allo Yang Zen, quindi al completamento che l’uomo deve ritrovare facendo convivere le parti più distanti del suo essere. La materia scelta, sicuramente non docile alla lavorazione, viene trattata in modi diversi; la superficie liscia e lucente della parte superiore nasconde un cuore rude e levigato al quale si accede con un semplice gesto di rotazione dell’oggetto. Infine il ricorso a forme geometriche quali il tronco di piramide e la forma ovoidale indicano la sintesi e l’essenzialità dell’essere, pur creando a loro volta un contrasto tra forma rigida e forma aerodinamica.

I due elementi si congiungono grazie ad un perno centrale, che segretamente li unisce e al contempo ne permette la reciproca autonomia. Ancora il ricorso all’immagine dell’uovo richiama alla nascita e all’origine della vita, mentre la lavorazione grezza suggerisce il duro percorso dell’uomo verso la sua completa evoluzione che non potrà però mai rinnegare i propri istinti animali. Infine l’eleganza del guscio esterno si può interpretare come il frutto di un difficile percorso interiore che lima le asperità dell’essere creando un’anima nobile e che ben si inserisce nella realtà circostante.

 

 Silvia Bicchi