PAGINA DELL'ARTISTA PINA POLCARI

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Il calzolaio

 
   
   
Pina Polcari è nata a Parolise (Av) dove vive e lavora, diplomata all'Istituto D'arte di Avellino e abilitata a Napoli, figurativa, la sua fama ha travalicato i confini Nazionali. Maestra d'Arte e docente di disegno e Storia dell'arte nelle scuole, vanta la partecipazione a importanti rassegne nazionali e internazionali, nel corso delle quali ha avuto assegnati premi e riconoscimenti. E' presente in importanti collezioni pubbliche e private e figura in molti cataloghi e riviste d'Arte.

Insegna dal 1964 al 1994, per 30 anni,nelle scuole medie statali della provincia di Avellino e 20 anni nella provincia di Salerno. Nel 1968 partecipa a un corso di aggiornamento per il disegno a Pescara e nel 1974 a Roma. Dal 1970 comincia a maturare il forte bisogno di dipingere per sé in forma autonoma. Subisce il fascino dei grandi maestri e nè segue le orme e benchè per vivere insegna, la pittura assorbe quasi tutte le sue energie. Intensifica l'attività espositiva con l'allestimento di numerose mostre personali e collettive in varie gallerie italiane. Nel1974 partecipa expo' arte di Bari e Bologna , nel 1989 arte fiera di Bologna nel 1992 Euro Expo Arte Fiera di Verona, biennale di Venezia, nel 1994 Arte Fiera di Bologna e Fiera diPadova. Premio Quadriennale di Roma, 1a biennale di Malta, Arte Studio di Firenze, Fiera di Miami internazionale, Arte Esplosione nel 2009 Agrigento Arte Palacongressi.

Nominata Accademico sez. Arte dell' Accademia intern."Greci-Marino" Accademia del Verbano (NO) 6-2-95. Nominata "Accademico" dall'Accademia "Il Convivio" Verzella (CT). Nominata Accademico dall'Accademia Universale "Giosuè Carducci" Napoli, 25-03-2005. Nominata Accademico dall'Accademia Universale Vesuviana, Marigliano di Napoli 10-11-2007. Fa parte dell'Accademia Alternativa il Quadrato di Milano. Nominata Cavaliere Accademico dall'Accademia del Verbano "Greci-Marino" Vinzaglio (No). Nominata Cavaliere Arcaista dall'Associazione Arcaista Arte e Cultura, Tarquinia (V T) 18-8-2007. Le viene conferito l'Oscar per la Pace dal Papa Giovanni Paolo II. L'Oscar per le Arti Visive Salsomaggiore Terme (PR) Amici del Quadrato 1996. Oscar dell'Arte città' di Bologna. E' inserita nell'Archivio Storico di Consultazione dell'Arte Moderna del Museo delle Arti Palazzo Bandera, Busto Arsizio (VC). Iscritta all'Albo Nazionale Pittori e Scultori A.N.P.S Sustri (VT). Premio alla carriera dalla Galleria "Alba" di Ferrara. Premio alla carriera Trofeo "il Tempio" Palermo. Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private e sempre più' frequenti e qualificate sono le sue presenze in rassegne nazionali e internazionali.

 

L’impressionismo dinamico di Pina Polcari

Dal figurativo statico della pittura naturalistica, Pina Polcari è passata all’impressionismo dinamico del segno svolazzante, della luce iridescente, della forma congiunte, in una nuova espressione personale, accattivante, incantevole, di grande spessore artistico. Pur ritraendo dal vero personaggi vecchi e nuovi, paesaggi ameni e ridenti, nature silenti, vive e vegete, lei vaga con la fantasia tra sensazioni visive, emozioni profonde, suggestioni oniriche ed idoleggia menti surreali, con individuali ritocchi finali, nell’intimità del suo studio. Nascono così ritratti di persone più vere del vero, vedute di città più suggestive del reale, angoli di paradiso idealizzati in una natura vergine, intravista sia durante i suoi lunghi viaggi, che nel dolce girovagare della sua vivida immaginazione e della sua mente vagabonda. Lei tocca tutte le corde del cuore e dell’animo umano, senza attenersi rigorosamente a cifre stilistiche precostituite, ma riferendosi al passato classico, alle avanguardie moderne e alle nuove pulsioni contemporanee, per superare il tutto, con la preponderanza della sua vena creativa. Dai vicinati dei Sassi Materani, lei passa ai chioschi dei panorami puglesi, arriva fino ai canali della laguna veneta, per poi tornare al suo paesello natio di Parolise e visitarne gli anfratti ed i dintorni, con macchiette locali e placide marine della sua insuperabile, solatia Campania. Pina Polcari si distingue dagli altri pittori, perché va oltre gli steccati, le definizioni, le contaminazioni, per essere esclusivamente se stessa, a prescindere dagli stili e dalle maniere sella moda corrente, con la grazia del suo impressionismo dinamico, unico ed inconfondibile.

Gianni Latronico

 

PINA POLCARI: UN'ARTISTA DAVANTI ALLA NATURA

Pina Polcari sembra rivivere una giovanile stagione di artista genuina, tinta di quel candido provincialismo della pittura impressionista dei primi Novecento. La genuinità della Polcari, schietta e umile, è nitida nel sentimento e nel colore, un'ingenuità naturale, simile all’aprirsi di una corolla di un fiore o al canto dell'usignolo. E' il modo più diretto e spontaneo di guardare le cose vive e colorite del mondo, a contatto del respiro del mare e della natura tutta. Le opere della Polcari sono capaci di commuovere per la loro freschezza, dove Napoli, Posillipo, Ischia, Procida, Capri e Sorrento sembrano luoghi e marine sognati, oniriche apparizioni dove l'azzurro del mare è uguale a quello del cielo, tanto da confondersi. La Polcari è una pittrice che sarebbe piaciuta anche a Utrillo e Matisse e il suo nome si iscrive fra le "visioni" di questi grandi e, pur non essendo una "fauve", ne sposa certi temi, come l'immediatezza emotiva, lo scatto pittorico, il linguaggio della comunicazione rapida. Pina Polcari dipinge il mare, le barche, i vicoli, ma soprattutto l'aria e l'atmosfera che questi luoghi d'incanto emanano, con i colori di una giovanissima pittrice, ispirata e poetica. Pina Polcari rimane fedele al "figurativo", al disegno, alla forma, dove le linee e i colori si riferiscono a modelli esistenti e che abbiamo sotto gli occhi. L'artista si ostina caparbiamente a cantare la gioia di vivere, la luce, il colore, i porticcioli, le case, le scale, in un'epoca il cui successo va all'astratto e all'informale. La Polcari piazza il suo cavalletto davanti a ciò che deve dipingere e lavora, come faceva Monet quando si piazzava davanti alla cattedrale di Rouen e seguiva i mutamenti di luce in ogni ora del giorno o come faceva Michele Cascella davanti a Portofino, così l'artista campana si immerge nel cuore della natura, nei porti e tra i vicoli. Pina Polcari tratta la Campania come gli impressionasti trattavano la Costa Azzurra, con lo stesso amore, sapendo esprimere ciò che vi è di più toccante nei luoghi più modesti. E' proprio questa tenerezza a valorizzare i quadri della Polcari, non solo quelli raffiguranti Napoli e Capri. L'universo della Polcari è pieno di vita, colore e ottimismo; le sue strade e i suoi porticcioli sono popolati di personaggi che non vi passano per caso, ma che ci vivono. L'arte della Polcari è naturale; essa ha realizzato il desiderio sfuggito a Goethe: essere soltanto una donna davanti alla natura, una donna dotata di un disegno e di un colore pieni di morbidezza, spirito e sentimento. Così l'artista e la sua opera rimarranno sempre in qualsiasi tempo qualcosa di indispensabile e prezioso per la vita. Questa sincerità, questa modestia davanti alla natura, all'uomo, all'oggetto sono alla base del talento di Pina Polcari. Beati gli artisti di cui si può dire che sono tutti dediti alla loro gioia di dipingere: questa gioia trionfa nelle loro opere e si trasmette ai nostri cuori.

Eraldo Di Vita

 

Pina Polcari e la poesia della luce di Fulvio Castellani

Quello di Pina Polcari, l’artista avellinese che cavalca la luce e dà vita ad un mosaico cromatico in perfetta linea con la poesia dell’ambiente e dell’animo, è un percorso che ha il segno di una creatività che ricrea dal particolare il tutto e dal tutto quella porzione magica di poesia che è la vita stessa, il suo essere presente nel contesto della società e dell’arte non fine a se stessa. Pina Polcari in effetti dimostra di essere una persona solare ovvero un’artista che vive la realtà e che nella realtà, nel suo io nascosto, trova lo spazio necessario per veicolare immagini, scorci di paesaggio, figure, pagine di diario… che hanno il calco, inconfondibile, dell’originalità che va oltre il circuito segnico e che abbraccia la liricità stessa di un volto, di un fiore, di una marina, di un gruppo di case. Il suo arcobaleno coloristico, pertanto, ha il profumo, intenso e vibratile, della poesia e della luce; un binomio, quello costituito dalla poesia e dalla sfumatura e folata di vento interiore, di suoni dolci e melodiosi, di canti sommessi e di armonie colloquiali. Ciò spiega il perché Pina Polcari ha incontrato, e da decenni ormai, la sua pittura, il consenso della critica più qualificata. Non a caso, del resto, la sua pittura suggerisce emozioni e profondità di sentimenti, così come la bellezza, la sinfonia della parola trasformata in colore, il pensiero che viaggia in libertà e sul filo di tensione costante, liricamente equilibrata, vivace e scenograficamente ineccepibile. È stato scritto al suo riguardo che ha “un modo di dipingere raffinato e sempre alla ricerca di infinite sensazioni” (Angelo Crapanzano) e che nei suoi dipinti si riscontra “una vitalità che non erompe mai in toni scomposti o enfatici, ma si mantiene entro i limiti di un elegante fraseggio cromatico e luministico” (V. Crapanzano). Ed è vero, verissimo. Vuoi perché pina Polcari ha il gusto innato della bellezza e del colore (le marine, i sassi di Matera, l’intesa non epidemica con la luminosità del cielo, l’identificarsi con i soggetti trattati, l’entrare quasi in punta dei piedi nel narrato della sua gente…) vuoi per il fatto che il suo è un linguaggio che condensa immediatezza, riflessione, filosofia di vita, poesia della luce, sogni, perché no? Desiderio di momenti alti, di dialogo costante, di spazi che conducono in qualche modo in direzione dell’infinito. Una cosa è certa, cortissima: in Pina Polcari troviamo quella serenità e quel nitore espressivo che sono il calco inconfondibile di un’artista a trecentosessanta gradi, di un’artista, cioè, che segue un suo itinerario consolidato e che privilegia non già la superficie delle cose, bensì quello scavo, quella ricerca del particolare caratterizzate che serve a mettere in movimento ogni e qualsiasi accelerazione cromatica, affettiva, paesaggistica, in un gioco sempre nuovo di intrecci tra l’io e la realtà. È sempre all’insegna di un’arte solare, luminescente, figurativamente legata alla sua terra d’origine e alla gioia, comunque, di vivere.



Un Mare nel cassetto di Pina Polcari

I "paesaggio Marino" di Pina Polcari presenta alcuni pescatori, intenti a rammendare le reti sul molo ed altri già bell'e pronti, in barca a vela, per andare a pescare, in alto mare, altri abbondanti pesci sani, vivi e vegeti, da vendere in pescheria o da gustare a casa propria, con parenti ed amici, conoscenti e turisti. La pesca è il lavoro alternativo della gente di mare, abituata da generazioni ad un inscindibile, amorevole, stretto contatto con la spiaggia assolata, con la tavola blu, con le onde agitate, con l'alta e bassa marea, nei periodi di bonaccia o di tempesta, senza arrendersi mai, in ogni stagione dell'intero anno. La diuturna fatica è ben stampata sulle loro membra, abbronzate dal sole cocente, su1 loro viso, aduso alla dura fatica, sul loro sempre teso all'azione e sui loro gesti ieratici o veloci, misurati o disperati, metodici o improvvisati, a seconda dei capricci volubili del dio Nettuno o del dio Eolo. A volte, i marinai sono attratti dal canto delle sirene ingannatrici, a volte sono distolti dalle belle bagnanti ed a volte sono impegnati in strenue lotte contro gli avversi elementi, le colonne d'Ercole, le insidie, mulinelli ingannevoli, degli scogli inaspettati, delle profondità abissali, dei flussi e riflussi anomali. Il mare nel cassetto di Pina Polcari risente degli umori, degli odori, dei sapori e della musica arcana dei flutti marini, da trasmettere nel tessuto connettivo, da trasfigurare nelle immagini dinamiche, da trasportare nello spazio ritmico delle se placide marine o delle sue spumeggianti mareggiate. Barche grandi e piccole veleggiano vicino alla riva o al largo della costa, a seconda che si trovino alla loro guida villeggianti o di marinai, turisti o uomini del posto, a tutt'altro avvezzi, che ai luoghi di diporto, ai siti ameni, ai lidi forniti di ombrelloni, lettini e sedie a sdraio. Il sapore aspro della salsedine, l'incidenza lieve della luce, la pregnanza esuberante del colore vengono dissolti nei pigmenti iridescenti, con l'esperienza del mestiere, la maestria della bravura e l'abilità della tecnica di una pittrice impressionista, che trova nel mare la fonte perenne della sua ispirazione. La bellezza naturale, oggettiva e la composizione artistica, soggettiva combaciano nei giochi alterni di rimando dalla realtà effettuale alla fantasia spigliata, dalla sensazione all'emozione personale, dall'impressione esteriore al turbinio interiore di opposti sentimenti e contrastanti tonalità. È nella "Grotta dello Smeraldo" che si ripete il miracolo della trasparenza acquatica, dei riflessi luminosi, dei riverberi solari, che s'insinuano nello specchio marino dalla stretta apertura dell'ingresso, alle falde della montagna, in una natura agreste e spontanea, aspra e ridente, selvaggia e suadente. Il pensiero corre a Capri, con i faraglioni e la grotta azzurra, a Venezia, con le gondole, sui suoi tanti canali, ed alla Sardegna, con la costa smeralda ed i suoi numerosi anfratti, per quella naturale predisposizione di Pina Polcari a prediligere i soggetti marini, visitati, amati e rivissuti nei suoi incantevoli dipinti. Le chiare, fresche, dolci acque, cangianti dal blu cobalto al verde oliva ed al giallo topazio rispecchiano le plaghe limpide del suo animo sereno; mentre le increspature, i gorghi, i vortici ne ritraggono l'intimo tormento artistico ed i profondi moti interiori in un potente chiaroscuro dinamico. Il segno incisivo, la forma smagliante, le immagini affascinanti coinvolgono il fruitore, invadendo il suo spazio d'osservazione ed invitandolo ad entrare in medias res, per assaporare la dolcezza delle onde, per partecipare alla danza delle ore e per entrare nel cassetto, nello scrigno, nel talismano di Pina Polcarí.

Bibliografia Essenziale
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List

Corriere dell'Irpinia 11 Luglio 1975.

Il Mattino 11-Luglio 1975.

Top Arts 1992.

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Carlino Ferrara 2 Agosto 1992.

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L'Areopago Letterario Fisciano (SA) 2004.

Simposiacus Spinelli dicembre 1996.

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Boè Centro Diffusione Arte.

L'Areopago Letterario 2005.

Il Convivio del 2002-2010.

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Dizionario Encicl. D'Arte Artisti 1992.

L'Elite dal 2000 al 2010.

Arte Italiana dal Novecento a oggi.

Pittori e Scultori d'importanza Europea il Quadrato.

Arte in Video Miami 1996.

I protagonisti dell'Arte xx secolo Gavino LIsai 1993.

Master Magazine 1993 Riccardo Sever Milano.

Proiezioni 1993 casa ed. Alba Ferrara.

Arte Mondadori 1994.

Il Riflesso 1995 Parolise.

Dizionario degli Artisti contem. 1995.

Arte Italiana Contemporanea La Ginestra Arezzo.

Galleria Italia Quadri e Sculture

Artisti Arte Italiana 1996 Italiart

Disegno e Pittura 1996

Art Leader Massaccesi (AN)

Vetrina degli Artisti contemporanei Arte Studio

Artecultura 2004 (Milano)

Boè 2004 al 2010 (Palermo)

Cento Voci Lepri e Zavarella 2005

Sabato Atripalda2009

Il Ponte 2009

Otto Pagine 2009

Panorama 2009 Buongiorno Irpinia

Poeti nella società (NA)

Michellanea Bellizzi (SA)

Avanguardie Artistiche (PA)

Grandi Maestri (PA)

Il Quadrato Pittori e Scultori import. Europea (MI)

Assoc. Culturale Ba-Rocco (MI)

Santhià (Vercelli)

Galassia cronache italiane (SA)

Arte Oggi

Arte Italiana Contemporanea