PAGINA DELL'ARTISTA ELENA GALIMBERTI ( Poison )

-clicca per ingrandire

La mia Africa

DUE GRANDI A CONFRONTO: GIORGIO E VINCENT
   
   

ELENA GALIMBERTI in arte POISON

 Nasce a Milano sotto il segno dei Pesci, ascendente Vergine. Ha lo studio in Milano  in Via Santa Rita da Cascia 8. 

Si diploma  all’Istituto Tecnico per il Turismo. Lavora nel mondo musicale,  presso una casa discografica occupandosi dell’ufficio royalties.

 Mentre l’ascendente Vergine ben si adatta al lavoro di precisione e di “calcoli”,  la sua  natura Pesci, esattamente contrapposta all’ascendente, la fa sentire imprigionata dalle regole e dai condizionamenti e la porta a cercare una via di fuga dando libero sfogo alla sua fantasia, alla sua creatività, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso da sperimentare.

Le sarebbe piaciuto frequentare un liceo artistico, ma il destino l’ ha portato verso altri orizzonti finché si è iscritta ad un corso di pittura su stoffa frequentato per qualche mese. Nasce così il  desiderio di sperimentare nuove tecniche pittoriche.

Frequenta quasi per gioco, con un’amica, un corso serale di pittura su ceramica e porcellana presso la scuola Arte e Lavoro tenuto dal comune della città in cui risiede: Buccinasco. Dopo qualche difficoltà iniziale data la differenza di tecnica usata per la decorazione su ceramica, questa nuova tecnica la  appassiona sempre più e si dedica completamente a quest’altro hobby. Più che creare oggettistica per la casa: le solite tazze, piatti, vasi si diverte molto a trattare le piastrelle come vere e proprie tele sulle quali fermare le proprie fantasie.

Per poter creare degli oggetti particolari  frequenta un corso per la modellazione della ceramica dalla scultrice Anselma Ferrari presso la Fornace Curti con buoni risultati perché invece di creare dell’oggettistica  scopre il mondo della scultura che trova molto più creativa della semplice pittura, si crea qualcosa proprio dal nulla. Prova anche ad utilizzare  vari smalti e tecniche.

Frequenta per due anni un corso di figura dal vivo presso il Centro Rosetum con il Prof. Valerio Pilon.

 Scopre nel 2006, la tecnica dell’intaglio del legno alla quale si dedica con grande entusiasmo. Disegna i propri soggetti sul legno facendone un grande puzzle che taglia e  dipinge con la tecnica dell’acquarello per lasciare in trasparenza la venatura stessa del legno, ricompone il tutto e incolla Rifinisce il tutto con colori ad olio per ottenere i giusti chiaro-scuri.

Ha frequentato anche un  corso sulle varie tecniche di incisione, sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

 

 

Critica di Walter De Bernardi del luglio 2002 all’inizio carriera artistica di

ELENA GALIMBERTI quando dipingeva su ceramica

 Ci si aspettava di visionare una serie di lavori dipinti su ceramica, piastrelle, vasi…, solitamente di uso comune e pertanto rappresentanti soggetti comuni: paesaggi piantumati e fioriti, nature morte dai colori accesi!Con stupore abbiamo invece ammirato opere, per la maggior parte su ceramica, dall’insolito soggetto e di indubbia valenza artistica.

A parte la conferma di una abilità tecnica d’obbligo a chi decora la ceramica, nell’uso e controllo del colore, quello che colpisce nei lavori della Galimberti è la complessità ed il contenuto delle sue composizioni che potrebbero essere proposte su ogni tipo di superficie: tela, legno e per l’appunto ceramica.

Insomma, inaspettatamente, ci siamo trovati di fronte ad una interessante pittrice.

Oltre ad una serie di opere elaborate anni fa e che rappresentano per così dire, la prima parte del percorso della nostra artista, ci sono stati poi sottoposti lavori più recenti che non abbiamo avuto esitazione nel considerarli di estrazione surrealista, ma contraddistinti da una particolare originalità ed interessante personalità.

Naturalmente sono intuibili spazi di miglioramento a parer nostro facilmente raggiungibili, questo evidenziando però, che la vivacità e la spontaneità con cui la Galimberti si esprime sono dati e risultati ormai acquisiti.

Cerchiamo ora di considerare, con un po’ di attenzione, il lavoro di questa giovane artista sottolineando quelli che potrebbero essere da un punto di vista critico, gli aspetti e le caratteristiche più evidenti. Anzitutto è certo che la Galimberti nel particolare suo modo di sentire e vedere, resiste con tenace umiltà alle lusinghe ed agli urti derivanti dalla cosiddetta modernità (per intenderci immagini collegate alle mode correnti), che è stata ed è una specie di ondata scomposta e talvolta torbida che conduce a non ricordare che anche le passioni sono forze da usare nel modo giusto dominandole ed indirizzandole nel modo più opportuno.

Le rappresentazioni fissate nei lavori della Galimberti sono in effetti immagini reali ed intuizioni visionarie ricondotte ad una unità espressiva dovuta ad una capacità di invenzione poetica.

L’artista agisce realisticamente in modo autonomo inseguendo un proprio mondo figurativo oniricamente derivante.

Questo accentuato lirismo conduce ad una perizia espressiva che forse non era neppure negli intenti della Galimberti.

Altra constatazione: predominante nella Galimberti è l’incontro del “reale” con il fantastico che proietta le sue figure in una dimensione “atemporale”. Vale a dire: sogno e realtà possono definirsi intercambiabili con la più assoluta libertà figurativa e compositiva.

Accostandoci ad uno dei concetti fondamentali del Surrealismo non ci sembra improprio ravvisare nel lavoro della Galimberti la capacità di introdurre negli stessi l’insolito, il sogno ed anche un pizzico di raffinato erotismo mixato ad una crudeltà appena accennata, ma evidente

D’altra parte nei sogni ci sta un po’ di tutto.

 

Critica di Ines Formiggini Pessina del maggio 2007 di Elena Galimberti (Poison)

 Una personalità ricca di molteplici talenti, attingente, secondo il pensiero astrologico, a due fondamentali componenti. L’avere come ascendente il segno della Vergine caratterizza il suo aspetto efficientemente pratico – organizzativo, che le riesce molto utile per il lavoro che svolge presso una casa discografica. Per quanto concerne invece l’attività creativa, si riconosce l’influsso del segno dei Pesci, sotto cui è nata, e sotto il quale si sono manifestate e si manifestano personalità anche illustri nel campo dell’arte.

La sua specifica formazione in quest’ambito e la prorompente fecondità delle realizzazioni che si susseguono e s’intrecciano nel tempo vedono un iniziale avvicinamento ai segreti della pittura su stoffa, seguito dallo studio, sotto una valida guida, dei procedimenti propri alla modellazione in creta, ai vari tipi di pittura su ceramica, l’acquisizione di serie basi formative sul disegno della figura, mentre mette costantemente a frutto, con sempre rinnovato entusiasmo, quanto va via via apprendendo.

Anche se la decorazione di oggetti  ceramici viene considerato un aspetto minore dell’arte, nel caso di Elena Galimberti tali realizzazioni non si possono passare sotto silenzio per l’effervescente ironia, il garbato umorismo da cui sono pervase, destinate indubbiamente a risollevare il morale di chi le usi nel contesto del quotidiano.

Ad un più alto livello, giustamente, si collocano i lavori pittorici e plastici propriamente detti, tra i quali, nel periodo più recente, sono proposti per lo più quadri ottenuti da segmenti areali lignei prima tagliati, secondo un preciso disegno progettuale, poi dipinti ad acquerello e quindi riassemblati mediante incollaggio, ottenendo in tal modo un’incisiva scansione delle zone cromatiche.

Ad ogni modo, a prescindere dalla tecnica adottata, tutte le opere dell’artista risultano permeate da un fervido interesse per numerosi aspetti dell’esperienza esistenziale, interpretati mediante scelte simbolicamente mirate. Queste, molte volte, oltre al’elegante armonico gioco degli equilibri strutturali nella surreale trasfigurazione delle forme, permeano la materia trattata di una fervida attenzione per gli affetti familiari, per l’intimo legame, fatto di fisicità e solidale intesa dello spirito e degli intenti, nella coppia.

 Mostra collettiva ARTE E CULTURA – Inaugurazione 13.1.2007 – Critica del Dr. Teodosio Martucci - Critico Artecultura - Milano

 La pittrice Galimberti presenta questa pittura realizzata su legno. Il legno è un elemento estremamente utilizzato nell’arte antica e poi è stato recuperato specialmente a partire dagli espressionisti tedeschi che all’inizio del secolo scorso, intorno agli anni 20 e agli anni 30 hanno utilizzato soprattutto la xilografia come elemento espressivo importante.

Qui invece abbiamo questo rapporto con il legno, ma l’artista insiste non tanto sul valore del segno in quanto tale, proprio invece sul procedimento della linea; in questo caso è una linea pura che deve scandire plasticamente le forme. E’ possibile immaginare questa opera anche senza il colore, è sufficiente il solo disegno, la sola rappresentazione per dare effettivamente l’idea della forma.

Critica su rivista ARTE E CULTURA – Marzo 2007 del Dr. Giuseppe Martucci – Direttore Artecultura – Perito estimatore Arte Contemporanea – Albo Consulenti Tecnici

 ELENA GALMBERTI  (In arte Poison)

 Si avvale di un’originale tecnica espressiva Elena Galimberti. Infatti l’opera Germoglio con cui è presente alla rassegna, promossa da Artecultura, è realizzata con intaglio del legno e pittura ad acquarello. L’immagine così pone in rilievo l’aspetto plastico, ma al tempo stesso fluido e ritmato della forma, di segnica rilevazione

 Perizia del 27.02.2007 – (Provvisoria) del Dr. Giuseppe Martucci per la pittrice Elena Galimberti

 Il dipinto di contemporanea struttura e fantasia creativa esprime il mondo dell’immagine umana in un resoconto tecnico che utilizza per materia il legno, levigato e preparato alla forma che sensibilizza il linguaggio con una prontezza di luce e di scrittura critica.

 Perizia 12 marzo 2007

Presa visione della produzione pittorica riferita alle opere della Pittrice Elena Galimberti si formula: “Una pittura figurativa mediata di astratto in cui l’intuizione della poetica sviluppa il discorso che manifesta l’essenza del messaggio. L’immagine viene per lo più realizzata nella tecnica dell’intaglio del legno dipinto con acquarelli. Un modo sperimentato in cui la pittrice prova la realizzazione dell’opera con limpida sintesi plastica. Pratica anche la scultura. “

 20.11.2011

MARIO BERNARDINELLO

Sempre più accattivante e in costante evoluzione la ricerca della composizione e della qualità. Davvero originali i soggetti dei quadri più importanti.

20.11.2011

Alla tua solita fantasia (unica) compositiva, all’ attenzione. ai particolari, agli sfondi nuovi e gradevoli (azzeccati) e alla fantastica espressività dei tuoi gesti artistici che si evidenziano in tutte le tue opere, mi pare, di poter dire che in questa mostra hai incrementato la significazione della tua istintiva passionalità.

Il tutto avvolto in una nuova strepitosa eleganza. Complimenti. Con affetto

ORONZO STEFANELLI