PAGINA DELL'ARTISTA NATALE SALVATORE BONFIGLIO

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Natale Bonfiglio nasce a Siracusa il 25 dicembre del 1970.

Si diploma con licenza scientifica nel 1989 a Siracusa.

Si laurea in psicologia nel 1997 a Roma presoo l’Università degli Studi “La Sapienza”.

Si dottora in Psicologia nel 2005 presso l’Università di Pavia. È psicologo, psicoterapeuta e professore a contratto presso l’Università di Pavia.

Galleria di riferimento: GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia www.graalspazioarte.org


La sua formazione è prevalentemente da autodidatta.

La sua attività comincia a divenire assidua nel 2004, caratterizzandosi per la tecnica e la ricerca di un linguaggio artistico particolarmente diretto e immediato.

La sua ricerca artistica si focalizza sull’approfondimento di temi che prendono forma dall’angoscia e nell’inquietudine umana, dalla solitudine e che lasciano lo spettatore sospeso nella ricerca di significati.

 

NOTA CRITICA

I lavori migliori di Natale Salvatore Bonfiglio sono quelli che lasciano la figura isolata in vasti spazi di tela, vuoti, tormentati dalla pittura, ma liberi e misteriosi, oppure quelli nei quali la figura, dipinta in modo esplicito o ridotta a sagoma scura, viene tormenta da sforbiciate di colore che non si capisce bene se siano una banale ricerca di volumi o piuttosto un volere tormentare la figura stessa con una sorta di sevizie pittorica.

Concretamente, questo artista sembra non cercare nulla della bellezza consueta della pittura, accogliendo piuttosto colori anche talvolta dissonanti, posti su tele preparate prima con materiali grumosi ed ispidi. Con questa maniera, Bonfiglio indaga aspramente sulla figura umana, argomento che di più preferisce rispetto ad altri, rivisitando con la pittura anche esperienze della sua attività di psicologo.

Dunque, incontriamo un uomo di giovane età e brillantemente laureato, il quale assorbe le pulsioni, le inquietudini, le paure, della sua e nostra quotidianità, le vive professionalmente e, da pittore, le rielabora sulle tele con un linguaggio inconsueto, privo di fronzoli, sufficientemente personale.

 

Pino Zanchin  Ottobre 2008

ARTICOLO CRITICO

Salvatore Natale Bonfiglio è un’artista come pochi. La sua pittura si origina non da un percorso artistico, ovvero da un’istruzione liceale o accademica; è quello che si definisce un autodidatta.

Nato a Siracusa il 25 dicembre del 1970, dopo gli studi scientifici si iscrive alla Facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, dove si laurea nel 1997. Nel 2005 termina il dottorato in Psicologia presso l’Università di Pavia. Attualmente è Professore di Psicologia Generale e Psicologia della Comunicazione presso l’Università di Pavia.

Il suo personale interesse verso l’arte si attua solo intorno al 1995. Da quell’anno e fino al 1998 la produzione artistica di Bonfiglio si compone prettamente di disegni a matita. Si può definire questo periodo propedeutico per gli esiti successivi. Sono del 1998 le prime opere realizzate con le tecniche a olio e ad acquerello. Sintetizzando quattro anni di incessanti prove, poi nulla o quasi fino al 2004.

Da quest’anno, più precisamente dal mese di luglio, ha inizio un’incalzante operosità che giunge fino a oggi attraverso diverse collettive e una personale tenutasi dall’11 giugno al 10 luglio 2005 presso la “Libreria San Michele” a Pavia.

Come molti altri artisti figurativi, ha inizialmente posto il suo interesse sul ritratto, nella fattispecie di donne. Idealmente possiamo suddividere il suo operato in cinque fasi: 1. Ritratti e doppi ritratti; 2. Pittura astratta; 3. Mani; 4. Figure; 5. Fiori.

Le prove più “remote” appartengono al periodo luglio-dicembre 2004, quando i suoi dipinti erano essenzialmente dei monocromi con accensioni di luce, che possono dipendere dal chiarore della pelle o da un’improvvisa cromia che contrasta con l’economia dell’opera. Già all’ottobre-novembre 2004 risale una figura che traccia il cammino artistico successivo: non esiste più una linea di contorno, il colore è libero di occupare ogni spazio della tela, può uscire liberamente fuori e uniformarsi all’ambiente. La fase in questione è però ancora acerba, senza un percorso pittorico da seguire o a cui “sottostare”. È di poco posteriore la serie dei campi fioriti (opera prima, dicembre 2004), in cui macchie di colore più o meno definite invitano ad osservare in modo attento il soggetto che si ha di fronte. In diversi casi la pittura effettivamente si sfalda, assumendo tinte sfumate, in altri casi è più meticolosa e attenta.

Già da ora si possono sottolineare i due punti fermi dell’artista: la filosofia dell’opposto e la capacità di pensare all’ultimo quadro come miglioramento di quello che lo precede, perché l’ultima opera risulta dalla somma di quelli che sono stati realizzati cronologicamente prima. Così, “bello” e “brutto”, definito e indefinito, monocromo e policromo, piccolo e grande costituiscono solo alcuni binomi opposti rintracciabili nelle sue opere. In questa “unione dei contrari” anche la tecnica utilizzata e i supporti pittorici giocano un ruolo essenziale. Olio, acrilico, polvere di porpora, juta e tela si differenziano in un unico quadro o si uniscono tra loro. L’artista a tal proposito prende le mosse dalla scuola psicologica denominata Gestalt (forma), che si sviluppò in Europa a partire dal 1912 grazie a Wertheimer, Koffka e Kohler, e agli italiani Kanizsa e Musatti. La frase più rappresentativa di questo approccio teorico è: “il tutto precede le parti, che assumono significati diversi a seconda del tutto di cui sono parti”. Il particolare (il singolo elemento visivo) da solo ha un suo significato che cambia quando viene messo in relazione ad altri elementi con il quale comporre un “tutto”, un’unità che, nella sua forma finale, assume il suo vero significato. Bisogna quindi mettere in relazione fra loro i particolari per vederli alla luce della loro unitarietà.

Ma forte è anche l’influenza del grande pittore irlandese Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992), di Egon Schiele (Tulln sul Danubio 1890 – Vienna 1918) e Gustav Klimt (Baumgarther 1862 – Vienna 1918), rappresentanti della Secessione viennese, nonché dell’italiano Alessandro Papetti (Milano 1958).

È sui polimaterici che si sofferma l’interesse di Bonfiglio. Il primo lavoro al riguardo risale al maggio 2005: si tratta di “Fuori dal sogno”, olio, acrilico, gesso e papiro su tela. Della donna si individuano la fisionomia, i capelli lunghi, la pelle nuda, la mano sinistra appena abbozzata. Lo sfondo non esiste, tutto si riduce a emozionalità. Quest’opera è molto vicina a “L’altra parte di noi: Lui”, acrilico, e olio su juta, il cui spunto iniziale è stata una statua greca di pensatore al Museo Archeologico di Palermo. Si tratta di una di tre opere molto simili: la prima è “L’altra parte di noi: Lei” e “L’altra parte di noi: Insieme”, entrambe acrilico e olio su tela. In questo “trittico” la visione deriva dall’opera nella sua completezza, osservata da una certa distanza, perché i colori sono stesi a macchie ampie (in questo si può notare la preferenza per pennelli a setole larghe).

Tutta la produzione finale risente di una visione sfaldata, non precisata; le figure, i volti, i corpi non sono chiusi ma è come se vivessero e formassero un tutt’uno con l’ambiente circostante, presentando un’energia interiore che traspare attraverso tutta la loro persona. Le opere più significative in questo senso sono: Cristo, Tango, Padre e Figlio.

Cristo porta-croce o Uomo di dolori costituisce sicuramente l’opera che maggiormente riassume le caratteristiche del pittore. Nessuna divagazione sullo sfondo, reso con un colore rosa che evidenzia fortemente il fisico del soggetto, realizzato in modo che se ne possa scrutare la parte superiore fino alla cintola, mentre la croce è scenograficamente tagliata ai due lati. Il viso non è precisato, il corpo esprime con la sua torsione il perfetto busto divino, dove sono delineati con pennellate veloci e sicure torace e costole. La tensione di questi particolari si esprimono nella sofferenza fisica, sottolineata dal peso della croce sulle spalle, dalle nervose virgolettate di rosso sulla corona di spine, ma hanno anche un significato più profondo, perché Cristo si fa carico di tutte le sofferenze dell’umanità, sottoponendosi a flagellazioni, umiliazioni, derisioni (stupendo l’utilizzo di silicone che, formando un rilievo più o meno spesso sulla tela, ha la funzione di rendere più verosimile la visione delle frustate).

In ultima analisi, originalissimo l’utilizzo del grigio che fa pensare a un corpo privo di vita, preannunciando la morte sulla croce.

Nelle altre due tele è evidente il senso del dinamismo, in particolare in Tango, dove il movimento centrifugo dei due personaggi fa da forza trainante, uniformando in parte il vestito della ballerina e lo sfondo retrostante. Anche in questo caso Bonfiglio non definisce i visi dei soggetti affinché tutti possano immedesimarsi nei suoi quadri, realizzando un continuo rimando tra realtà e “irrealtà”. In certi casi le letture critiche possono essere diverse: è il caso di Padre e Figlio. Il dipinto, ben esplicato dal titolo, potrebbe essere analizzato come esempio delle due età dell’uomo, della fanciullezza e della maturità: nella prima, ben evidente, l’individuo si sta ancora formando, sia fisicamente che mentalmente, potrà divenire chiunque egli voglia essere. Ma nella seconda è quasi un’ombra, molto schematizzato, e questo perché il suo percorso si è andato a confondere con quello di tanti altri suoi coetanei.

Delle ultime opere, Quando il vento ti soffia, L’urlo e Gli amanti si evidenziano l’uso liberissimo e personalissimo dei colori ad olio, acrilico e gli inserimenti di silicone. Essi costituiscono la sintesi dell’opera bonfigliana: virgolettate cromatiche ora nervose ora serene, conducono la mente dell’osservatore attraverso tre diversi stadi di realtà. La prima risulta semplificata attraverso pennellate fluide, che si fanno ben evidenti nella parte sottostante mentre bocca, naso ed occhi sono realizzati con rialzi di bianco, nero e rosso-lilla che da soli bastano a evidenziare la costruzione geometrica del viso. L’urlo, pur nelle sue vesti figurative, nasconde un tratto astratto: la forma quasi evanescente ed ectoplasmatica, a “S” invertita, inarca la testa all’indietro, spalanca animalescamente la bocca al cielo e butta fuori tutto il disagio e il malumore esistenziale. Ancora una volta pochi colori bastano all’artista per rendere chiaro il suo messaggio. Ma è l’ultima opera, Gli amanti, a costituire lo stadio finale della sintesi pittorica. Semplificato risulta il discorso cromatico: il fondo rossastro si confonde e nello stesso tempo costruisce i corpi dei due giovani che, ben evidenziati da una linea di contorno scura e giustapposizioni di giallo e verde, sono attratti da una forza centrifuga che li porta prima a sfiorarsi, poi ad avvinghiarsi in un turbine amoroso. Non si contano più di una decina di pennellate guida per comporre la fisionomia degli astanti, mani, braccia, particolari del viso sono lasciati all’immaginazione dell’osservatore, ma il tutto è più che chiaro e rientra appieno nel percorso pittorico di Bonfiglio. Non gli serve più quindi imitare perfettamente la Natura, basta poco per chiarire e dar vita al concetto mentale, la forma è piegata all’idea.

 Dr. Gianni Gallinaro.

ESPOSIZIONI

 

2011

Collettiva. Dal 15 al 30 dicembre. Graffi. Spazio Iroko, via Voghera 11, Milano

Collettiva. Dal 29 ottobre al 17 novembre. La tavola dei piaceri. Galleria GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia

Personale. Dall’8 al 23 ottobre. I volti dell’anima. Galleria GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia

Collettiva. Dal 7 al 26 maggio. Metropolis. Galleria GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia

Collettiva. Dal 12 marzo al 1 aprile. L’arte della velocità. Galleria GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia

 

2010

Collettiva. Dal 10 al 23 dicembre. Identità multiple. via Ventura, 5, Milano

Collettiva. Dal 4 al 23 settembre. Immagini e figure. Galleria GRAAL, corso Garibaldi 28, Pavia Collettiva.

2009

Collettiva. Dal 18 aprile al 3 maggio. Tema libero. In occasione del I concorso di pittura talento in gara, Centro commerciale Bennet, sp per Mortara, San Martino Sicc., Pavia

2008

Personale. Dall’8 novembre all’8 dicembre. Tema libero. Holiday Inn Hotel, Assago, Milano

Mostra mercato. Dal 3 al 5 ottobre. Presente alla IV edizione Agrigento Arte con la galleria Centro Studi Erato di Agrigento

Collettiva. Dal 25 al 27 aprile. Tema libero. Chiesa Santa Maria delle Grazie, via Dante Alighieri, Belgioioso (Pavia), presente con la galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Aprile.  Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Febbraio. Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Gennaio. Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

2007

Collettiva. Dicembre. Tema libero. Fondazione Giovanni XXIII, presso Tecoteca Pasqualina (Bergamo), presente con la galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Dicembre. Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Giugno. Dal 17 al 28 giugno. In occasione del XX premio di pittura città di Nova Milanese, via Mazzini, Nova Milanese, Milano

Collettiva. Aprile.  Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

Collettiva. Gennaio.  Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

2006

Collettiva. Dicembre.  Tema libero. Galleria InGalleria,  via Belli, 4, Pavia

2005

Collettiva. Ottobre. Galleria Artelier, via Frisi, 12, Milano

Collettiva. Settembre. Galleria Artelier, via Frisi, 12, Milano

Personale. Giugno-luglio. Libreria S. Michele, corso Garibaldi 15, Pavia

Collettiva. Giugno. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

Collettiva. Maggio. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

Collettiva. Aprile. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

Collettiva. Marzo. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

Collettiva. Febbraio. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

Collettiva. Gennaio. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

2004

Collettiva. Novembre. Tema libero. Galleria "Arte 17" (Pavia).

 

CONCORSI

2010

Novembre. Alice allo specchio viene selezionata fra i 20 finalisti concorso IO DOPPIO, Genova.

2008

Novembre. Viene selezionato per il III premio d’arte Boè, Palermo.

2007

Giugno. Viene selezionato per il concorso Nova Milanese, XX premio di pittura città di Nova Milanese.

2006

Settembre. Viene selezionato per la III edizione del concorso "immagini di ieri immagini di oggi", dell’associazione culturale "OK Milano".

 

 

PUBBLICAZIONI E CONFERIMENTI

 

2011

L’opera “bleeeeeeh!” è pubblicata sul catalogo della mostra Graffi

2008

L’opera “il nuotatore” è pubblicata sul catalogo della IV edizione di Agrigento arte.

2007

L’opera, “volto di donna” è pubblicata sul catalogo della mostra collettiva tenutasi presso la Fondazione Giovanni XXIII, Tecoteca Pasqualina (Bergamo).

2005

L’opera, “il bacio” è pubblicata sul mensile “Ok arte” (luglio 2005, n.6, anno IV)