PAGINA DELL'ARTISTA MARIA GRAZIA BUTTI

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 Scorciatoia per il mare
( Galles )
 
   
   

 

 

 

Maria  Grazia  Butti  è  nata a  Erba  (Como)  ma da  sempre  vive a Milano. Pittrice figurativa e scrittrice. Giovanissima ha frequentato la "Scuola di Moda per Figurinisti" diventando disegnatrice d’alta moda. Artisticamente  si  è formata sotto la guida  del  Prof.  Bergonzi, docente  all'Accademia  Cimabue di  Milano.    

Ha frequentato per  anni  lo  studio  del  Maestro  G. Gloceri  perfezionando  la tecnica  del  colore e  della  composizione  nel  paesaggio  dipinto  all'acquarello,  ad  olio  e  acrilico. 

Dopo anni di ricerche  e riflessioni preferisce all’acquarello  la  pittura a  spatola  data  ad  olio o acrilico. Spesso dipinge su tela trattata con sabbia o sabbia acrilica .

Dal 1995 al 2003 è stata “Segretario” nel Consiglio Direttivo del Centro “Proposte d’Arte”.

Dal 2004 al 2010 ha la Direzione Artistica del Centro Artistico Culturale Milanese,

(Ambrogino d’oro 2006).

Nel 2003 ha  dipinto la copertina di  quattro CD di Musicoterapia sui “4 Elementi” (acqua, aria, terra e fuoco)

Fa parte dell’Associazione Pittori del Naviglio Grande, del Centro Culturale Svizzero di Milano,  dell’ANPAI di Franco Delpino - S. Margherita Ligure, della Sezione Nazionale Autori e Scrittori del Circolo Filologico Milanese.

                    

 

 CRITICA

APERTURA ARTISTICA PER UN REALE RAPPORTO UOMO-NATURA

Una pittura che parte dal territorio e che lo rappresenta non solo come paesaggio o come natura, ma vi aggiunge un qualcosa di insolito.

Una pittura che si risolve in modo figurativo, ma che lascia una atmosfera di timorosa ricerca.

Maria Grazia Butti dipinge le acque: sono onde, aperte e potenti, sono nei canali, strette ed aspre.

Maria Grazia Butti dipinge i fiori campestri agitati dal vento e i campi dove il rosso dei papaveri a chiazze, delimita ciò che appartiene all’uomo e ciò che è della natura.

Maria Grazia Butti dipinge con largo uso della spatola.

Una gestualità scattante, quasi nervosa, è la presa in  diretta dalla sensazione alla tela. L’immagine scarna degli alberi invernali, la materia soffice ed adagiata con punte di colore scelte tra i rossi e gli elementi figurativi caratterizzanti e simbolici.. La spatola una punta di metallo che depone il colore in maniera raffinata e precisa ma che richiede capacità di stesura.

La spatola evita ogni tentazione decorativa e la poetica del romanticismo. Rimane l’emozione che scaturisce in virtù di una forza innata dell’artista che imprigiona il tema rappresentato nel silenzio della neve o nello scintillare delle acque che hanno motivo di sentirsi a disagio nel loro abitacolo.

Così fatti e solitudini, spazi e rappresentazioni passano dal filtro della evocazione in una immagine che rimane nella memoria, ove tutto ciò che compone la natura è momento di una esperienza misteriosa e sofferta. L’immagine per Maria Grazia Butti, deve essere limitata ed essenziale. Legata alla natura quale momento liberatore di remore antiche, di fughe negate, di calde emozioni che non abbiano l’equivoco della grazia imposta dall’impatto pur improvviso della visione.

Ne nasce l’immagine di un mondo che parla all’anima, accolto nei toni più veri e severi della spiritualità umana. La strutturazione delle opere rivela la personalità dell’artista che mobilita  bravura ed intelligenza per la loro realizzazione. Nel paesaggio grandioso è messo in evidenza la confusa materia che unisce terra, cielo e mare: rocce sgretolate, cielo rabbuiato, vegetazione frustrata o affastellata dai venti. Questa natura ha bisogno della mano dell’uomo. Un messaggio morale e costruttivo lanciato con una etica dell’arte che denota la forza per il raggiungimento di un fine speciale. Ed il fine speciale ed ultimo è l’uomo che deve lasciarsi alle spalle ansie e depressioni, rigenerandosi in un mondo modulato a sua immagine e necessità, in una graduale conquista di benessere a vantaggio di tutti. Un incontro tra arte e vita, e quindi non semplice rappresentazione ma rappresentazione di un attimo mentale, di un problema sociale senza influenze di consuetudini o di schemi imposti dalla tradizione popolare.

Maria Grazia Butti tocca posizioni di astratto o di surreale per meglio comunicare la sua intuizione artistica, ma poi ritorna al figurativo, al suo figurativo, quello che ascolta la voce dell’anima e della vita quale comandamento estetico.

Il risultato, nell’eterna lotta dei dualismi,  nella speranza o nel timore di scelte giuste, è questa una pittura di verità e di libertà che si estende su echi e stimoli, che non si limita alla pelle dell’umanità ma penetra per raggiungere la sostanza.

                                                           (Giorgio Falossi – Milano, 15/12/2006)


MARIA GRAZIA BUTTI

E’in permanenza al Museo Europeo “Ogliari” di Ranco (Varese), alla Pinacoteca “Novaro” di Diano Marina (Imperia), Biblioteca “Corte Valenti” di Garbagnate Milanese, Biblioteca Kapi’olani Community College dell’Università, Hawaii.

Espone  dal 1978 in mostre collettive a Milano, Selvino(BG), San Remo (IM), Novara  (Salone Arengo del Broletto),  Parigi,  Santhià (VC) , Hawaii, Rho (MI), Lodi Vecchio, Piacenza.

Ha partecipato ad aste benefiche fra cui : Amnesty  International, “Il libro parlato” Lions Club, “UNICEF “. Tenuto Mostre Personali a: Milano, Bordighera,  Mentone, Riva del Garda (TN), Rimini, Cecina (LI), Diano Marina (IM), Lido di Camaiore (LU), Forte dei Marmi (LU),Varese,

Garbagnate Milanese, altre.

Ha ottenuto premi e riconoscimenti in concorsi  nazionali e internazionali. Citata su riviste settimanali e quotidiani. Note biografiche su annuari: Artisti per l’Europa (1995), A.C.C.A (1998-2000), l’Elite (1995-2002-2011), Il Quadrato (2005), Comed .Volume “Omaggio a Milano” del C.A.C.M. ed. 2008, Monografia del 2007 e 2010, Enciclopedia “Pittori Scultori del ‘900”  -Il Quadrato- ed.2008

Si sono interessati alla sua pittura critici e giornalisti, fra cui: A. Ales,  A. Brunella di Risio,

A. De Bono, S. Brondoni, Giorgio Falossi, M. Galano, M. Mancigotti, T. Martucci, Luigi Mella, M. Ostoni, S. Paccassoni,V. Patarini,  E. Sapi, F. Silo, G. Strano, V. Spada, R. Valentini.