PAGINA DELL'ARTISTA ANTONIO SANTORO

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Agonia dell'arte

 
   
   

Antonio Santoro nasce nel profondo sud, in un paesino noto come quello delle cento masserie : Crispiano in provincia di Taranto alla fine degli anni cinquanta.

Già da giovanetto i docenti di scuola media inferiore riservavano ai suoi dipinti scolastici il posto più in vista nell'aula presidenziale, incoraggiando così il suo talento in erba, si avvicina ulteriormente all'arte partecipando ad un corso di pittura indetto dalla biblioteca civica comunale, ne rimane affascinato e appassionato, comincia così la sua produzione di dipinti.

Il primo è datato 1976, già la sua pennellata è decisa e matura, tanto da essere inserito nella sua prima mostra collettiva a Crispiano, presso la sala espositiva comunale.

Abbandona quasi subito la tavolozza dei colori, usando così esclusivamente il bianco ed il nero sfumando gli stessi in centinaia di tonalità, dando ai suoi lavori una cromaticità unica ed esclusiva.

Le stesse cromaticità completate da una plasticità unica, le troviamo nelle sue sculture, a cui approda nell' anno 2006, diventando ad oggi la sua esclusiva attività artistica.

Autodidatta quindi, lo studio della prospettiva, dell'anatomia umana, della cromia, l'uso dei colori e materiali diversi, li acquisisce leggendo pubblicazioni e riviste specializzate, creandosi così una cultura artistica sufficiente e adatta alla sua produzione.

La sua tecnica innovativa, nei materiali e nella esecuzione scaturisce da studi e applicazioni materiche complesse ed esclusive, dando vita a delle sculture uniche nel loro genere, esteticamente gradevoli e tecnicamente evolute.

 Antonio Santoro, in maniera unica e semplice scolpisce magistralmente .............la luce ( Carlo Balljana )

 

Critica del Prof. Paolo Levi

La ricerca plastica di Antonio Santoro, è collegabile con un gusto tipico di una certa Puglia, e siamo a Lecce, così amante del barocco. Ma è limitativo considerare Santoro solo e esclusivamente come maestro della ricerca plastica in salsa del sud, è limitativo.

Le sue raffigurazioni sono ricollegabili invece all'espressionismo europeo, quello sopratutto della Germania degli anni 20 e 30, pensiamo alla scultrice kate Khoriz e a quel gruppo che si occupava dei contenuti sociali, legati alla realtà di quei drammatici decenni.

Antonio Santoro non opera solo in chiave di critica sociale, pensiamo alle sue opere che rammentano i morti sul lavoro; egli capta e rende sua la iconografia religiosa, sacra e ; se permettete l'espressione, c'è la ricaccia addosso in chiave drammatica e allarmistica.

I suoi spasimi struggenti, la sua angoscia è altamente spirituale, è l'invocazione dell'artista che chiede soccorso durante un lavoro, dove è ben presente il dolore umano.

Antonio Santoro senza volerlo, umilia i contemporanei che non guardano esattamente al valore della vita umana, alla preghiera come grido.

Il cristo che non c'è, è una opera ad incavo, un vuoto da riempire una icona che è traccia ed ombra.

Il materiale di fondo è gelatinoso, è ombra, ma non è Gesù, eppure noi possiamo dire che è Gesù in quanto c'è o vorremmo che ci fosse, perché l'arte molte volte è il desiderio di vedere quello che non c'è.

Quindi Antonio Santoro vive per la propria ricerca plastica, si pone dei quesiti, si da delle risposte, ha una sua forma di semplicità nell'esporre, semplicità del personaggio che ha una sua indubbia aristocrazia di scultore del novecento e ha la forza del messaggio figurativo, di chi crede che la ricerca plastica abbia una funzione narrativa di denuncia e di annuncio poetico.

Operando con l'incavo egli riempie i vuoti ombrosi e ritrasmette luce nei particolari esterni, sempre duellando tra una figuratività espressionista e una figuratività simbolica, ma in entrambi i casi, Antonio Santoro non dimentica il messaggio immanente dove l'estetica si sposa all'etica e l'etica è sempre rivelata dalla spiritualità umana, quando questa c'è; se non c'è, allora vi è un artista come Antonio Santoro che è una sorta di avertisseur, cioè un uomo che con la sua arte avverte e denuncia.


Cenno Critico della Dr.ssa Anna Francesca Biondolillo

Le opere di Antonio Santoro sono ammirevole interpretazione, da cui emerge l'esigenza di una revisione intima che conduce l'osservatore a percorsi di meditate riflessioni. Eccelso l'elaborato,la cui tecnica è particolarmente singolare. Travaglio spirituale ed inventiva danno validità fruitiva e spessore di talento artistico.

Cenno Critico del Dr. Dino Marasà

“La ben raffigurata tecnica di Antonio Santoro produce i suoi frutti sulla materia plasmandola sì da offrire plastiche visioni di una realtà sospesa nel sogno.

Partendo dal blocco di materia egli crea con le suo opere tralasciando volutamente la dovizia del particolare per sviluppare una sintassi atta ad enfatizzare l'aspetto intimistico dei protagonisti. In particolare l'uso di azzeccate metafore gli facilita questo compito, sì da definire con maggior precisione la loro personalità.

Antonio Santoro quindi è un attento osservatore dell'uomo e dell'anima. Sovente si pone degli obbiettivi che raggiunge facilmente continuando così il suo percorso alla ricerca della vera arte.”

Cenno Critico del Dr. Salvatore Russo

Trovo I lavori di Antonio Santoro molto interessanti, In Italia sono pochi coloro i quali attraverso la ricerca e la sintesi riescono bene in ciò che Antonio Santoro fa ottimamente.

Amore Platonico “, Quell'amore che non viene vissuto, ma solamente sussurrato. A richiamare il concetto di amore puro nell'opera di Santoro c'è il drappo rosso simbolo della passione più vera. Allo stesso tempo il colore quasi cadaverico delle figure, rappresentate ci indica che questo amore non è stato mai vissuto. Un amore sognato. Un amore che ha invaso la psiche senza mai uscire dal suo labirinto.

Cenno Critico della Dr.ssa Nadine Giove

L'Arte di Antonio Santoro è originale e creativa,tanto da suscitare interrogativi sull'esistenza ontologica dell'essere umano.

Il gioco materico e plastico delle sue sculture,basato sulla dicromia basica colorefreddo-colore caldo, sottolinea la forza primigenia della sua Arte. Le sue figure si contorcono in movimenti al limite del naturale,attraverso cui esprimono la faticosa lotta per la vita. La tecnica scultorea dell'artista pugliese, infatti, non è mai fine a se stessa, ma al contrario il suo desiderio di creare oggetti d'Arte capaci di entrare in contatto con lo spettatore. Il risultato è un opera unica,un'esperienza cognitiva ed estetica totale e profonda.

Antonio Santoro dimostra, in breve, di essere alla spasmodica ricerca di un Arte personale, colma di un'energia vitale, che riesca a sublimare la sua visione del Bello e del Vero all'interno della materia scolpita.


Cenno Critico del Prof. Rocco Labellarte

L'Arte, ci suggerisce, non ha bisogno di proclamazioni, ma si compie in silenzio.

Parole sante, giuste, vere; per questo l'Arte non può mai essere in agonia, anche quando non occupa uno spazio enorme, ma è assetata di luce, si, proprio di luce senza tramonto, in una sintonia di sentimenti e di pensieri.

Quando, poi, tali idee e comportamenti ci sono cantati da un giovane ( ideale, non anagrafico) come Antonio Santoro, con una piccola scultura, il cui personaggio giovanile ci consola e ci rafforza nei nostri convincimenti, la nostra gioia è immensa e gli anni anagrafici non contano più.

 


INCONTRI ESPOSITIVI

Crispiano (TA) Collettiva Sala Comunale 1976

Mottola (TA) Collettiva Palazzo Comunale 1977

Taranto Collettiva Palazzo del Governo 1977

Crispiano (TA) Personale Sala privata 1978

Martina Franca (TA) Collettiva Palazzo Ducale 1978

Grottaglie (TA) Collettiva Piazza Centrale 1979

Bari Collettiva Fiera del Levante 1980

Brindisi Personale Galleria Privata 1981

Foggia Personale Galleria Privata 1982

Bari Collettiva Fiera del Levante 1983

Taranto Personale Castello Aragonese 1983

Alberobello (TA) Collettiva Galleria Privata 1984

Bari Collettiva Galleria “ Elisir Art Gallery “ 1985

Crispiano (TA) Personale Sala Comunale 1986

Foggia Personale Galleria Privata 1987

Roma Personale Galleria Athena 1990

Roma Collettiva “ Artisti in Vetrina “ 1993

Spoleto Collettiva “ Festival dei due mondi “ 1995

Chieti Collettiva “ Manifestazione D'Arte “ 1996

Lanciano (CH) Personale Galleria Diocle 1996

Roma Collettiva Biennale dell'arte internazionale 1998

Ostuni (BR) Personale Galleria Privata 1999

Roma Collettiva Chiesa S. Ignazio 2000

Roma Collettiva Forum Interart 2002

Napoli Collettiva Rassegna Art. Maschio Angioino 2003

Roma Collettiva Castel S. Angelo 2003

Bari Collettiva Fiera del Levante 2004

Brindisi Personale Galleria Privata 2005

Foggia Personale Galleria Privata 2006

Taormina Collettiva Art Exhition 2007

Foggia Personale Galleria Privata 2008

Brindisi Personale Galleria Privata 2009

Tarquinia III° Premio Internazionale Arcaista “Tarquinia “ 2009   Opera acquisita dal museo Di Arte Contemporanea Tarquinia

Caserta Collettiva alla Reggia di Caserta “Arcaisti in Tour “ 2009

Lanciano Collettiva al Palazzo degli studi “ Arcaisti in Tour “ 2009

New York Selezionato finalista al premio Internazionale “Città di New York 2010

Torino Collettiva Galleria “ Arte Citta' Amica “ 2010

Bari Camera di Commercio Provinciale 2010

Barletta Galleria Comunale 2010

Lecce Biennale Internazionale “ Città di Lecce “ 2010

Monreale ( Sicilia) Acquisita opera dal museo civico “ Giuseppe Sciortino “ 2010

Brindisi Premio “ L'Ercole di Brindisi “ Nomina ad ambasciatore dell'Arte nel Sud “ 2010

Lecce Premio Il David di Michelangelo  2010 Università del Salento

Lecce Premio speciale  " diritti umani " Università del Salento  2010