PAGINA DELL'ARTISTA GIUSEPPE CASCELLA ( MAESTRO CASCELLA )

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Diana

 
   
   
 
Giuseppe Cascella nasce a Nocera Inferiore provincia di Salerno, il 27 Ottobre 1955. Nel 1978 convoglia a nozze con Maria Somma, originaria di Lettere, provincia di Napoli, con la quale mette al mondo tre figli (Antonio, Francesco ed Anna).
Sin da piccolo ha coltivato la passione per il presepe e con amore e cura ha trascorso giorni e giorni vicino alla costruzione del presepe di casa. Questa passione continuò nel tempo, diventando arte e stile artistico. Ancora oggi, come da bambino, si ritrova a perdersi nel dolce incanto della natura montanara per trarre dalla realtà nuove idee scenografiche presepiali. Egli è anche un pittore, così eclettico da riuscire a passare da una tecnica raffinata e iperrealista fino a raggiungere toni espressionisti.

Critica
Fra la copiosa stesura critica di Giuseppe Cascella, abbiamo scelto quelle dei seguenti autori:
Maria Teresa Josè Prestigiacomo: scrittrice e giornalista ha, anche, curato i testi dei cataloghi di mostre d’arte di noti Maestri storicizzati, italiani e stranieri (SUGHI, NUCCI, TERRUSO,TOGO, BOTEZ, POLIZZI, MODICA, SASSU, COLLINI , MONTALBANO e tanti altri, per la Galleria “ Il Sagittario” di Messina e per altre Gallerie d’arte e/o Fondazioni, quali la “Fondazione Mazzullo” di Taormina, Palazzo Duchi Santo Stefano (ME) Critico cinematografico, scrive sceneggiature di film. Nel 2003 ha iniziato la stesura di una sceneggiatura cinematografica che ha per oggetto l’emigrazione siciliana delle Eolie, nei primi anni del ‘900, dipanandosi attraverso una storia d’amore che affonda le sue radici nella memoria di due giovani pronipoti di emigranti americani.
Non è stato difficile trovare Giuseppe Cascella, il maestro salernitano del Presepio, perché è un uomo aperto, di grande spiritualità, in nessun modo dedito al business, ma tutto proiettato alla comunicazione su di un tema che egli sente dal dentro come una vocazione, la stessa che lo lega fortemente al santo di oggi, Padre Pio. Un uomo che ha il fuoco della fede dentro di sé e che si prodiga con la semplicità canonica di chi sa costruire quasi dal nulla, che non dispera mai, che vede il bello ovunque. Si aggira tra i materiali, tutti quelli che la natura fornisce, illuminandoli di intimo significato, di francescana memoria, di esaltazione non corporale, come se ciascuno di essi avesse qualcosa da raccontare: la sapienza del tempo, la cura e la pazienza dell' "ora et labora", la mobilitazione di ogni risorsa interna, la risonanza dei colori nella compilazione e magia con la quale sa avvolgere lo spettatore. Trasmette messaggi in tutte le dimensioni dal colossal alla miniatura e lo fa animando tutto quello che lo circonda ed anche l'interlocutore che con lui parla di presepio. Una vita spesa, tra l'affetto degli amici con i quali lavora tutto intento a dimostrare che si può fare bene anche con poco perché il poco è tanto se lo si rende messaggero delle aspirazioni dell'anima, che è la semplicità con la quale egli sa creare un'aura e rendere viva un'atmosfera, ben al di là dell'aria natalizia che noi siamo soliti respirare una volta all'anno. Per Cascella è sempre Natale perché egli inventa e costruisci tutto l'anno presepi forse anche imprimendo l'anima e i ritmi delle stagioni che a Dicembre non sarebbero presenti nel loro fluire. Imprimere dunque un rinnovamento continuo, una genesi perpetua di colori e di calore che abbraccia l'umanità. Un messaggio più ampio proprio di chi idealizza e coglie l'essenza della comunicazione. Trovi il divino e la natura in forma imprescindibile perché la natura è la prova che Dio esiste. Costruire a più piani, in altezza in una gioiosa festa di luci che danno chiarore, ombre e penombre ai sentieri, alle cascate d'acqua di cui senti l'armonioso suono che si mescola ai palpiti dell'ambiente circostante. Affiora una creatività che sorpassa l'immaginario per fluire in una essenza religiosa fatta di umiltà e di tenerezza. Ne cogli la freschezza tutta impressa in un colpo d'occhio che ti fa sentire diverso e
più genuino. Cascella coglie nel segno perché, dopo tutto, il suo è un mondo di "misericordia" cui concorrono i suoi amici che gareggiano per procurare materiali che non disdegnano la presenza di alcuni segni tecnologici, che anzi li recepisce come opera della umana invenzione. C'è in Cascella la consapevolezza dell'arte che egli coltiva, come usa dire, "senza prezzo" oppure con un prezzo che non può essere definito. Il prezzo, in verità, è la soddisfazione di poter comunicare i propri sentimenti portatori di un mondo antico che egli vuole che continui ad esistere. Fantasia e passione, spirito e carne nell'immagineche contempli e rivivi. Passato e presente nel fluire del tempo in cui il futuro è una carezza sul passato e un interrogativo sul presente. Un mondo nuovo che egli ipotizza nei suoi presepi dove