PAGINA DELL'ARTISTA FABIO TAGLIAPIETRA

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Palazzo Ducale  
   
   
 

Fabio Tagliapietra nasce a Mestre-Venezia nel 1978. Si laurea Dottore in Fisica nel 2002. Ha lavorato al Centro Spaziale Tedesco (DLR) a Monaco di Baviera dal 2004 al 2006 e all’Agenzia Spaziale Francese (CNES) a Tolosa dal 2006 al 2008. Nel 2009 lavora a Darmstadt, vicino Francoforte, nel progetto satellitare Galileo. Da settembre 2009 torna a Tolosa per lavorare nuovamente al progetto ATV.

 Essendo figlio dell’artista Gianfranco Tagliapietra, pittore e scultore riconosciuto e apprezzato da critica e pubblico, cresce in un ambiente nel quale la discussione intorno all’arte, al suo valore, ai suoi significati e al modo in cui proporla è sempre presente. Ne riprende la voglia di sperimentare e di proporre idee e motivi di discussione attraverso l’arte, oltre ad acquisire da lui le basi della tecnica pittorica.

 Vince nel 1989 il 3° Premio alla Prima Ex-Tempore di Pittura per Ragazzi, organizzata dal circolo Arci Laconi a Villa Ceresa, Mestre-Venezia.

Partecipa nel 2007 e nel 2008 alla Mostra “Invito al Colore” di Burano, con le opere pubblicate sui rispettivi cataloghi ufficiali della manifestazione, e nel 2008 al Concorso di Pittura di Quinto di Treviso.

 

CRITICA

Uno degli scopi della sua ricerca pittorica è quello di unire due discipline che ai più sembrano totalmente disgiunte: l’Arte e la Fisica. Entrambe tendono ad essere sempre più distanti dal sentire comune con ricerche ai limiti della conoscenza e dell’esperienza umane. L’idea è di unirle per renderle tangibili, comprensibili e affascinanti agli occhi dei non addetti ai lavori. Il suo pseudonimo è f.size.

 

Critica di Maria Claudia Simotti, Mostra alla Galleria Studio Logos a Roma

Codificate interposizioni di oggetti incongruenti, nella successione strutturale di piani paralleli.In Fabio Tagliapietra la ruvida mescola informale imprime alla concrezione lavica di matrice gestuale la connotazione espressiva di un coagulo di tensioni emotive, rapprese nell'accostamento inquietante con la fredda materia concettuale dell'oggetto tecnologico.

 

Critica della D.ssa Maria Irene Vairo, pubblicata su Euroarte

Nella pittura dell’autodidatta Fabio Tagliapietra vi è il tentativo di porre in relazione due componenti del mondo del sapere apparentemente disgiunte : l’arte e la fisica.

La loro ricerca ai limiti del sapere immediatamente tangibile, al di là di certezze definite ed alla ricerca continua di dare un senso all’esistenza, di spiegare l’universo interiore ed esteriore, le rende più vicine di quanto appaia.

Si nota una predilezione per i temi afferenti al mondo della natura : le forze legate agli elementi naturali dell’acqua, del vento, dell’aria, associati ad un’esigenza di libertà, di voluta leggerezza, di analisi del mondo fisico ed al tempo stesso di bisogno di allontanarsi da esso creando un fugace distacco.

Possiamo inoltre cogliere una necessità retrospettiva e giocosa di collegarsi al mondo dell’infanzia,un mondo fatto di istinto, di sensazioni : l’uso di colori vividi, il giallo, il rosso,il blu,il verde, sprigiona dai suoi dipinti una carica di energia, di vitalità espressa oltre che attraverso i colori anche tramite il senso di movimento che con pochi tratti curvilinei intersecantisi viene impresso alle sue figurazioni.

Tutte le componenti del mondo fisico si intrecciano nelle opere di quest’artista,legate sicuramente alle esperienze di studio universitario, ma anche al suo mondo interiore che trasfigura la realtà tangibile, rappresentata volutamente in maniera molto elementare, arricchendola di nuovi significati.


Critica di Sabrina Falzone,
M
aschere sociali

Città immaginarie si aprono a innumerevoli getti di colore nella ricerca artistica di  Fabio Tagliapietra, audace sperimentatore che punta sul contrasto tra tecnologia e sobrietà esecutiva. Moderni assemblaggi cromatici caratterizzano la creatività dell’autore, che effettua un’insolita applicazione di colori eterogenei anche sui diversi materiali utilizzati sulle tele: oggetti come i dischi e gli impianti elettronici acquistano nuova vita attraverso le opere di Tagliapietra e denotano una innovativa dignità artistica commisti alla pittura, creando un collegamento visivo tra materia e tecnica mista.

Cangianti e bizzarre colate cromatiche gremiscono le tele del pittore che freme nell’impiego di pennellate ora decise, ora sfumate e che attua una nuova interpretazione delle maschere sociali trasportandole in un’atmosfera viva e gioiosa.