PAGINA DELL'ARTISTA MARISA BELLINI

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Emozioni nascoste

Andrea

Amore universale

Energie cosmiche

La storia infinita

Dipingo per terra... la terra

Il porto sicuro

Gioia pura

La chiamavano la Classe Speciale

Magico idillio

Al teatro dei vizi

In marcia con stupore

Atlantide

Caos dantesco

Nosadello e dintorni con neve

Fontanile Tinella con neve

I gatti e la luna

Teatro e Follia: danza libera

Nasolino e la grande nevicata dell'85

 Il racconto della mia vita ....a colori

Il fantastico mondo di Grace

 E vissero sempre felici e contenti

C'era una volta...tanto tanto tempo fa

 Shoesland

Noi aspettiamo fuori

Chi la fa l'aspetti ( Falstaff)

Madre Natura

Dimmi luna...

Passato, presente e futuro

Madre Natura che vince ogni male

Il viaggiatore

Sogni negati

Urbino e la grande nevicata

Ideantita'

La resurrezione di Cristo

A spasso nel tempo

Marisa Bellini  nasce a Pontevico (BS) il 17 luglio  1954  dove risiede sino all’età di otto anni poi si trasferisce con i suoi in provincia di Milano e successivamente in provincia di Cremona. Ha da sempre una forte attrazione per l’arte che studia e coltiva con passione e determinazione sia come autodidatta che  seguendo per ben dieci anni corsi di disegno e pittura tenuti anche da docenti dell’Accademia Carrara di Bergamo.

Predilige la pittura ad olio ma sperimenta anche altre tecniche quali l’affresco, l’acquerello, l’acrilico e la tempera.

La sua pittura non è certo unidirezionale; infatti, se i suoi soggetti preferiti sono senza dubbio i ritratti e le figure, lei  trasferisce sulla tela , con la stessa naturalezza e facilità, paesaggi, architetture di interni e di esterni, animali e scene di ambientazione sacra, offrendo all’osservatore oltre alla visione d’insieme, anche  quei particolari che rendono vera, vivace e affascinante l’opera.

Pennellate sicure e decise frutto di una forte carica comunicativa ed espressiva, anche nelle recenti opere astratte, sono rivelatrici delle sue innate doti.

I quadri di Marisa Bellini sono solari; comunicano energia e trasmettono messaggi forti di rilevanza sociale o semplicemente  invitano ad una riflessione. Ma non sono mai “pesanti”di retorica.

Esprime quello che sente, che pensa, quello che a lei piace, i ricordi e le emozioni più segrete.

Anche per questo,oltre che per l’immediatezza  e la piacevole sensazione di approccio estetico che offrono, i suoi lavori sono apprezzati dal pubblico e dalla critica.

Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche  e private e in permanenza presso la Taormina Gallery di Taormina  .

Di lei hanno scritto: Mons. Gianfranco Fogliazza,  i critici d’arte Dr.Rosi Raneri  e Dr.Salvatore Russo, il dottor Simone Fappanni, il dottor Salvatore Russo, il professor Giuseppe Fumagalli, la professoressa Maria Assunta Meriggio, professor Mario Cerioli, ed Antonella Agnello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


CRITICA

Il sentimento del sacro

La creatività di Marisa Bellini trae la sua forza dalle diversità di approcci all‘arte.

L‘artista persegue infinite sperimentazioni tecniche e ideative, legate alla scelta dei soggetti raffigurati e alla loro rappresentazione in termini figurativi o astratti, attraversati da una significativa simbologia.

Tale tendenza le permette di non isolarsi in un unico aspetto ma di viverli tutti, allo stesso modo, con la stessa forte intensità mediante una crociera di esperienze pittoriche.

Le sue ricerche tecniche spaziano dall‘affresco, all‘acquerello, alla tempera, all‘acrilico e ancora, all‘olio, diversificando anche la scelta del supporto.

Bellini dedica inoltre gran parte della sua attività artistica a un percorso sacrale, che sviluppa abilmente in plurime direzioni, scegliendo espressioni che variano da tendenze figurative a panorami più decisamente astratti.

All‘interno di questo <<circolo>>, il colore svolge una funzione preponderante.

Ne L’Attualità del Cristo riporta, attraverso cromatiche simbologie, il carattere umano e, al tempo stesso, ultraterreno del Redentore. Viola e verde, in riferimento al cerimoniale ecclesiastico, manifestano l‘attesa e la speranza. Il Cristo veste di rosso, della sofferenza che è pronto ad attraversare e, all‘interno della composizione, ne rappresenta il punto prospettico. La terra è il luogo di partenza che Egli scelse di fare Suo, assumendone ed esprimendo mediante di essa il Suo carattere umano e divino al tempo stesso. E come all‘interno di un trompe l‘oeil, sembra fuoriuscire dal riquadro. Emblematici, a tale proposito, sono i riferimenti alla classicità ma il tutto è rivissuto in chiave odierna contemporanea: è un Messia presente, reale e partecipe delle nostre vicende ed emozioni. Sul suo volto splende la luce, realizzata con pennellate veloci e brillanti.

La resa particolare della tecnica ad olio ci fa pensare a un affresco pompeiano. La capacità pittorica di quest‘artista tende sempre a riproporre e suggerire tale tecnica, donando trasparenze e luminosità alle sue opere realizzate con altre tecniche. Il suo ideale di affresco diventa una ricerca della perfezione e rimane per lei come una stella luminosa che la illumina e la guida lungo la strada della sua entusiasmante carriera artistica.

E‘ un eclettismo che protende verso diversificati cammini, alla ricerca di un qualcosa che non arriva mai ma tuttavia si continua a cercare e, come all‘interno di un labirinto di strade tortuose, talvolta se ne intravedono dei bagliori di luce (Il tuo volto io cerco o Signore). Ciò in particolare si può notare nelle sue composizioni tendenti all‘astrazione, dove trasporta sulla tela tutti i colori, ognuno dei quali partecipa a questo cammino interiore. Da un labirinto di pensieri si crea in tal modo una preziosa preghiera composta da forme e colori che si addentrano l‘uno con l‘altro in cerca di una via di fuga o di una risalita al cielo.

Rosi Raneri, critico d‘arte

 

 La storia Infinita (di Rosi Raneri)

L‘opera ci racconta di un‘evolversi di pulsioni ed emozioni che si addentrano con un naturale equilibrio all‘interno della quotidianità. Giorno dopo giorno, pennellata dopo pennellata, l‘opera segue in parallelo l‘esistenza, ne diventa la testimonianza visiva. Turbamenti, gioie, visioni, pensieri, ricordi, immaginazioni, ogni elemento è già << vissuto >> mantenendosi in una solidificata osmosi.

Opera sempre in evoluzione, mantiene il suo caratteristico aspetto sintattico, dove ogni cosa diventa tangibile o percepibile. A volte l‘arte coincide con la vita stessa e si ritrova un luogo dove raccontare la propria storia: è Marisa Bellini.